Non l’aveva visto!

 

In fondo, a pensarci bene, di che cosa viene accusato l’uomo ricco del brano evangelico? Aveva forse fatto bastonare Lazzaro dai suoi servi perché la sua presenza lo irritava? L’aveva preso in giro per il suo stato miserevole? L’aveva sbeffeggiato per i suoi cenci e le sue piaghe?

No, niente di tutto questo. L’aveva lasciato lì, alla sua porta. Gli aveva permesso di stazionare, in pianta stabile. Anche se il suo aspetto non era gradevole. Anche se il suo odore si percepiva a distanza. Anche se i cani, che andavano a leccargli le ferite, facevano un po’ di confusione. Era stato proprio tollerante. Ed ora perché doveva patire in mezzo ai tormenti? Lui, il ricco, non si era neppure accorto di Lazzaro.

Semplicemente non l’aveva visto. Aveva ben altro da fare. Non l’aveva visto e non aveva mosso un dito per lui. Non un soldo. Non un tozzo di pane. Neppure un po’ di avanzi. Ecco cosa significa “Peccato di omissione”. Ecco cosa ci tiene irrimediabilmente lontani da Dio e dalle persone. Una malattia che si attacca al nostro cuore e da lì raggiunge gli occhi e le orecchie. Il cuore si indurisce, non prova più compassione. Si rinchiude nelle ricerca esclusiva dei propri interessi. Una prigione costruita con le proprie mani che può durare per sempre. La vista si annebbia: gli occhi non riescono più a scorgere il prossimo e a ravvisare i tratti di un fratello. Le orecchie si tappano e non recepiscono nessuna invocazione, nessuno grido di aiuto.

Malattia terribile che si insinua tenacemente, ma senza provocare grosse reazioni. Uno stato perpetuo di ripiegamento su se stessi. Gli altri restano lontani dal cuore, anche se sono vicinissimi, addirittura alla nostra porta. E con loro anche Dio.

E la vita procede come se non stesse accadendo nulla di grave, come se ogni cosa andasse per il verso giusto. Fino al momento in cui avviene un capovolgimento, tragico quanto inaspettato. Prenderemo anche noi ad esempio il ricco della parabola? Faremo finta di non vedere?

Gesù ci annuncia della conseguenze estremamente spiacevoli per il nostro futuro eterno.


Pillola di saggezza

La gioia non è l’assenza di problemi,
ma sentire la presenza di Dio

(Henri Nouwen, Teologo)

 


Orario SS. Messe:

  • Giorni feriali ore 18.30
  • Sabato e vigilia delle feste ore 19
  • Festivo ore 8.30, 10.30, 12 – Ore 18 in Auditorium

Il sabato, dalle ore 10 alle ore 12, Adorazione Eucaristica

In questo orario i preti sono a disposizione per celebrare il
Sacramento della Riconciliazione.
Per celebrare il sacramento della Confessione è possibile anche contattare i preti:
Don Paolo 347 3002895 – Don Francesco  347 8804368


 

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