In evidenza: 7 Dicembre 2025




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Sabato 13 dicembre, ore 21.00 presso l’auditorium dell’oratorio di S. Anna tornano in scena i ragazzi della compagnia Quelli del progettino, stavolta in concerto:

Proget in Christmas

Sogna, spera, ama

Un vero e proprio viaggio musicale fuori dagli schemi per vivere in modo speciale l’attesa del Natale.
È necessaria la prenotazione scrivendo al numero 3476907406.


Messaggio del Vescovo per l’Avvento 2025

Camminare non stanca

Passi verso la speranza per non rassegnarsi

 

Peregrinantes in spem

La dinamica proposta dell’Anno santo per realizzare il rinnovamento è quella del pellegrinaggio, non tanto per il fatto che il Giubileo è da sempre in relazione con l’andare a Roma, ma soprattutto per il nesso che esiste tra l’orientarsi alla speranza e il mettersi in cammino verso una meta desiderata.

Il pellegrinaggio insegna a vivere di speranza; infatti è solo la decisione di mettersi in cammino che trasforma la meta da desiderio in destinazione: prima era poco più di un sogno nel cassetto, dopo la partenza diventa quella realtà che orienta ogni passo, giudica ogni decisione, motiva dinanzi alle difficoltà, attiva energie e risorse. È interessante che in spagnolo una medesima parola – destino – indichi la meta di un viaggio (destinazione) e l’esito dell’esistenza umana (destino).

Infatti una vita non orientata a perseguire fattivamente qualche scopo, si ritrova dis-orientata, cioè priva di senso, di qualcosa che sia in grado di mobilitare le proprie energie per ottenere risultati e fronteggiare ostacoli. San Pier Giorgio Frassati scriveva un amico: “Vivere senza una fede, senza un patrimonio da difendere, senza sostenere in una lotta continua la verità, non è vivere, ma vivacchiare” (Lettera a Isidoro Bonini, 27 febbraio 1925).

Quando parte, il pellegrino è consapevole che la propria meta è molto lontana e che verrà raggiunta dopo molto tempo e con molto impegno. Non la possiede ancora e forse non la raggiungerà mai, per il sopraggiungere di qualche problema (in passato era abituale, prima di partire, scrivere il proprio testamento); però si avvia, mettendo un passo dopo l’altro.

C’è quindi una fondamentale differenza tra chi non parte e chi si decide per “il santo viaggio”: per il primo la meta rimane un’utopia, qualcosa che esiste solo nella propria mente; per il pellegrino, fatto il primo passo, essa acquista già una consistenza reale In un certo senso, è entrata nella sua vita e produce già cambiamenti significativi, dentro di sé e nella relazione con gli altri. I piedi e lo sguardo non si sono ancora posati sul santuario desiderato, ma la vita quotidiana progressivamente si conforma al messaggio implicato nella propria destinazione, rispetto alla quale il cammino è anticipo e preparazione, come veniva detto ai pellegrini compostellani all’atto della loro solenne vestizione: “Ut bene castigatus et emendatus pervenire merearis ad limina Sancri Jacobi, quo pergere cupis. Affinché tu possa meritare di giungere, adeguatamente regolato e corretto, al santuario di San Giacomo, dove desideri arrivare”. La regolamentazione della propria condotta e l’abbandono delle inclinazioni sbagliate sono frutti del mettersi in cammino, necessaria preparazione e concreta anticipazione per accogliere il rinnovamento spirituale, il cambiamento di vita, che la meta promette di elargire.

(Seconda parte – continua)

Puoi scaricare QUI la lettera completa.


 


 

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