Il Battista, un testimone autentico

Il Battista, un testimone autentico
(Giovanni 1,29-34)
Giovanni, il Battista, sa di aver ricevuto una missione a termine: preparare la strada all’Inviato di Dio, al suo Messia. A questo obiettivo ha consacrato tutte le sue energie. Non ha perso tempo a cercare abiti eleganti e comodi o a prepararsi cibi gustosi. Tutto ciò che è effimero e appariscente non ha sfiorato la sua esistenza. La sua voce ha raggiunto tutti quelli che credono alle promesse di Dio e sono disposti a riconoscere ciò che li tiene lontani da Lui.
Se ha avuto un certo successo, questo non gli ha dato senz’altro alla testa, non gli ha fatto perdere di vista l’importanza della sua missione e nel contempo anche i limiti che la caratterizzano. La sua parola forte e chiara non ha fatto sconti a nessuno: ognuno è stato messo davanti alle sue inadempienze e alle sue infedeltà. A tutti ha chiesto di compiere un gesto significativo: far battezzare nell’acqua del fiume Giordano. Per chiedere di essere lavati dalle proprie colpe, per potere accogliere degnamente Colui che sta per arrivare, per avviarsi risolutamente verso una vita nuova.
Il Battista non ha chiesto cose impossibili, atti eroici al di sopra delle proprie forze, ma piuttosto di rientrare nei binari dell’Alleanza con Dio, binari tracciati dai comandamenti.
Ora il Messia, l’Atteso, è arrivato. A Giovanni non resta che riconoscerlo davanti ai presenti perché i loro occhi si volgano verso di Lui, perché il loro cuore prenda la decisione di seguire Gesù. Senza tacere la distanza che separa lui, il profeta, da Gesù. Il fatto di averlo preceduto non gli dà titolo per dichiararsi più grande. E’ stato solo il messaggio che annuncia l’Atteso, colui che prepara la strada a chi è molto più importante di lui. C’è una differenza che riguarda chiaramente la loro azione. Giovanni Battista battezza nell’acqua perché si manifesti il desiderio dell’uomo di incontrare Dio. Gesù battezza “nello Spirito Santo”, cioè trasforma l’esistenza di una persona, la introduce in un mondo nuovo, il regno di Dio. E tutto dipende dalla loro diversa identità.
Giovanni è solo un testimone, ed è intervenuto perché Gesù “fosse manifestato a Israele”. Gesù è l’Agnello di Dio: il giusto che muore per peccatori, il servo fedele che va incontro alla sofferenza e anche alla morte. Su di Lui lo Spirito Santo ha posto la sua dimora: a guidarlo sarà sempre lo Spirito. Egli è il Figlio di Dio: nessuno più di lui conosce Dio e può rivelarne il volto.
(Roberto Laurita)
Orario SS. Messe:
- Giorni feriali ore 18.30
- Sabato e vigilia delle feste ore 19
- Festivo ore 8.30, 10.30, 12 – Ore 17 in Auditorium
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Il sabato, dalle ore 10 alle ore 12, Adorazione Eucaristica
In questo orario i preti sono a disposizione per celebrare il
Sacramento della Riconciliazione.
Per celebrare il sacramento della Confessione è possibile anche contattare i preti:
Don Paolo 347 3002895 – Don Francesco 347 8804368

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