Con Gesù sul monte

Raffaello – Trasfigurazione

(Mt 17,1-9)

Quella dei tre discepoli è un’esperienza indicibile: sul volto e sulle vesti di Gesù vedono risplendere la gloria di Dio. Non è causale che questo avvenga proprio tra i primi due annunci della Passione e morte del Maestro. Hanno accompagnato Gesù in questi tre anni, hanno condiviso tutto con lui, fatiche e gioie, momenti di dubbio e di entusiasmo. Sono rimasti affascinati dalle sue parole, hanno assistito ai suoi miracoli. Ora ritengono che stia per accadere finalmente l’instaurazione del Regno, di quel mondo nuovo tante volte annunciato da Gesù. Ma come potrà avvenire se egli parla della sua condanna, della sua passione e della sua morte?

Un’esperienza di luce
È in chiaro contrasto con le parole oscure che Gesù ha pronunciato poco prima. Ora il suo volto e le sue vesti brillano della luce di Dio. Non c’è alcun dubbio: non è un uomo qualsiasi. Il progetto che ha annunciato non può andare in frantumi perché viene da Dio e quindi Dio stesso si impegna ad assicurarne il successo. La presenza di Mosè ed Elia è lì a dimostrare come in lui si realizzino le promesse di Dio. Non è semplicemente un profeta: è il Messia, l’atteso.

Un anticipo e un viatico
È quello che Pietro non può capire. Scambia questa tappa con il traguardo e quindi propone di fermarsi lì. Ma lo scopo della trasfigurazione non è questo: gli eventi decisivi avverranno a Gerusalemme e ad attenderli ci sono i giorni terribili. Per affrontare quelle tenebre ore è offerta la luce!

Un’esperienza di rivelazione
È vero, Pietro l’ha confessato come “il Cristo”, ma poi non ha accettato che Gesù parlasse di sofferenza e di morte. Per lui le due realtà sono inconciliabili con la gloria del Messia. Per questo arriva la voce dalla nube: il Figlio è anche il Servo che soffre. Proprio perché amato, egli è disposto ad amare fino in fondo, a dare la sua vita.

Ascoltatelo!”. È la vera conclusione di questa esperienza straordinaria. È l’invito a seguire Gesù, a lasciarsi condurre dalla sua parola, dal suo esempio. Quando i momenti di grazia hanno termine, che cosa resta al discepolo? La parola e l’esempio di Gesù. Questa luce continua ad accompagnarlo con il suo chiarore e consente di distinguere la via da percorrere.

(Roberto Laurita)


Orario SS. Messe:

  • Giorni feriali ore 18.30
  • Sabato e vigilia delle feste ore 19
  • Festivo ore 8.30, 10.30, 12 – Ore 17 in Auditorium

Il sabato, dalle ore 10 alle ore 12, Adorazione Eucaristica

In questo orario i preti sono a disposizione per celebrare il
Sacramento della Riconciliazione.
Per celebrare il sacramento della Confessione è possibile anche contattare i preti:
Don Paolo 347 3002895 – Don Francesco  347 8804368

 

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