Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!

Caravaggio – Incredulità di S. Tommaso

(Gv 20,19-31)

Le Beatitudini non figurano solo nel Vangelo di Matteo o di Luca, ma anche in quello di Giovanni. E questa è pronunciata addirittura dal Signore risorto. Come ogni beatitudine però, enuncia qualcosa che va decisamente contro corrente.

Sì, perché noi invidiamo quelli che hanno potuto vedere e, a nostro avviso, credere senza aver visto non è una fortuna, ma una fatica in più. Gesù non è di questo parere e la vicenda di Tommaso lo dimostra.

Il racconto non esita a presentare l’incredulità di un apostolo, ma in fondo Giovanni ha come riunito in lui i dubbi e le perplessità che gli altri evangelisti attribuiscono a tutto il gruppo dei discepoli. Quasi a dire che la fede – la nostra, come quella degli apostoli – deve necessariamente passare di lì.

Già il fatto che un apostolo dubiti, si faccia delle domande, la dice lunga e dovrebbe aprirci gli occhi su una realtà che talvolta ignoriamo. La fede è un’esperienza personale, forse la più personale che esista, ma nello stesso tempo per restare in vita ha bisogno della fede dei fratelli e delle sorelle che ci stanno accanto. Il rapporto con Cristo non si può vivere “in solitaria”, ha bisogno di essere rincuorato e sostenuto.

La gioia e i dubbi. Assistiamo a un contrasto tra la gioia dei discepoli e i dubbi di Tommaso. Il suo bisogno di vedere, in fondo, non è da considerare così “strano”.

Che cosa fa, infatti, Gesù appena apparso nel Cenacolo? “Mostrò loro le mani e il fianco”. Per dire che è proprio lui, il Crocifisso che mette sotto i loro occhi i segni inequivocabili del supplizio. Ed è quello che farà anche con Tommaso. E in questo possiamo scorgere la compassione di Gesù verso il discepolo: ha troppo sofferto per poter credere immediatamente!
Nello stesso tempo Gesù sa bene che questa esperienza è negata ai discepoli che verranno, ma proprio in questo sta la loro beatitudine, di fidarsi di lui senza “vedere” e “toccare”.

Quando la fede arriva, in effetti, questo bisogno viene meno. Il Vangelo non ci dice esplicitamente se poi Tommaso abbia toccato. Ci riferisce, invece, la sua professione di fede. Sembra che vedere e ascoltare gli sia bastato per affidarsi a Gesù, per riconoscerlo come il suo Signore e il suo Dio. Un esito non scontato, un traguardo che nasconde anche una ripartenza, l’ingresso in una logica nuova, abbracciata con la propria esistenza. È la logica della mitezza e della compassione che continua a offrire amore, anche quando arriva il rifiuto, l’insulto.

È la logica della Pasqua.

(Roberto Laurita)


Orario SS. Messe:

  • Giorni feriali ore 18.30
  • Sabato e vigilia delle feste ore 19
  • Festivo ore 8.30, 10.30, 12 – Ore 18 in Auditorium

Il sabato, dalle ore 10 alle ore 12, Adorazione Eucaristica

In questo orario i preti sono a disposizione per celebrare il
Sacramento della Riconciliazione.
Per celebrare il sacramento della Confessione è possibile anche contattare i preti:
Don Paolo 347 3002895 – Don Francesco  347 8804368

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *