Vita Parrocchiale: 22 Marzo – 28 Marzo 2026
/0 Commenti/in Attività della settimana /da wp_10647795- DOMENICA 22 MARZO – Quinta domenica di Quaresima
Orario SS. Messe:
– In chiesa: ore 8.30 – 10.30 – 12
– In Auditorium: ore 17
– All’uscita di Chiesa, le volontarie del “Gruppo del cucito” allestiscono la tradizionale mostra-mercato dei loro lavori artigianali
– Dalle ore 16 alle 20, le coppie che si preparano al Matrimonio si incontrano presso i locali della SS. Annunziata
– Alle ore 19.30, presso l’Auditorium, il Gruppo dei Passerotti organizza una “Cena con tombola a premi” per finanziare l’esperienza dei giovani all’Arsenale della pace
- MARTEDÌ 24 MARZO
– Alle 17, all’Oratorio, incontro di riflessione e preghiera sul Vangelo della domenica - GIOVEDÌ 26 MARZO
– Alle ore 16, presso l’Oratorio, l’Associazione “La Finestra” organizza un incontro, aperto a tutti, con Massimo Cellai e Massimo Rabassini che parleranno di “Il viaggio terapeutico – Principi attivi, indicazioni, precauzioni per l’uso, ecc.” (Con proiezione immagini)
– Alle ore 18.30, S. Messa per la Stazione Quaresimale cittadina presso la Chiesa di S. Donato
– Alle ore 21, presso i locali parrocchiali di San Filippo, si riunisce il Consiglio Pastorale delle parrocchie cittadine - VENERDÌ 27 MARZO
– Alle ore 19.30, presso la Chiesa, “Pizza e Celebrazione della Confessione” per i gruppi dopo Cresima - SABATO 28 MARZO
– In Chiesa Parrocchiale, dalle ore 10 alle 12, Adorazione Eucaristica
In questo tempo i preti sono a disposizione per le Confessioni
– Alle ore 15, in Chiesa, celebrazione del Sacramento della Confessione per i ragazzi di 5ª elementare e 1ª e 2ª media
– Alle ore 19, in Chiesa, S. Messa festiva con la Benedizione dei ramoscelli d’ulivo - DOMENICA 29 MARZO – Domenica delle Palme
Orario SS. Messe:
– In chiesa: alle 8.30 – 10.30 (Ore 10: ritrovo nel cortile adiacente la Chiesa, Benedizione dell’ulivo, processione verso la Chiesa seguita dalla S. Messa alle ore 10.30) – 12
– Presso la chiesina del Palazzaccio: alle ore 10
– In Auditorium: alle ore 18 (Inizio ora legale)
A tutte le Messe verranno benedetti i ramoscelli d’ulivo
Quaresima in famiglia
Ascolto: (dal Vangelo di Giovanni. 11, 43)
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Gesù allora, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto… Gesù alzò gli occhi e disse: “Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato”. Detto questo, gridò a gran voce: “Lazzaro, vieni fuori!”. Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberatelo e lasciatelo andare».
Prego:
Signore, di fronte alla morte di una persona cara, soprattutto se giovane, diciamo: non è giusto. Aiutaci a credere che la morte non è l’ultima parola, e a liberarci dai condizionamenti della vita terrena che ci vuole sempre al top e spensierati. Donaci il coraggio nelle sofferenze e la speranza dove tutto sembra perduto, fa che confidiamo in te, che ci porti sempre vita nuova. Amen
Mi impegno:
Questa settimana ci impegniamo a vivere un piccolo gesto che ridà vita: una parola buona, un tempo di ascolto, una telefonata, un aiuto.
In evidenza: 22 Marzo 2026
/0 Commenti/in In evidenza /da wp_10647795Lettera dell’Arcivescovo per la Pasqua 2026

Camminare nella speranza
per non smarrire la strada
e perdersi di coraggio
L’inganno di una velocità senza meta
I mezzi a nostra disposizione, in ogni campo dell’esistenza, sono sempre più efficienti e veloci: l’informazione, i trasporti, le comunicazioni, la produzione… conoscono ritmi impensabili solo qualche anno fa. Questo ci dà l’illusione di avere in pugno la vita, di essere all’altezza delle sfide dell’esistenza. Se però manca un fine, una meta che dia senso al frenetico movimento di ogni cosa, essere più veloci fa assomigliare le persone a schegge impazzite, piuttosto che a viaggiatori ben attrezzati. L’incessante evoluzione degli strumenti si accompagna troppo spesso allo smarrimento della direzione; non appena ci si ferma (Covid docet), molte cose rivelano la propria inconsistenza e cresce il senso di vuoto, l’impressione di correre – sì – ma verso un baratro.
L’inganno di una libertà senza responsabilità
Le tecnologie e il benessere hanno aumentato le possibilità di scelta di ciascuno, instillando la convinzione che la libertà individuale debba conoscere sempre meno limitazioni. Evitare impegni, scelte cogenti, responsabilità, legami… appare necessario per preservare la propria libertà dagli inevitabili condizionamenti che essi comportano. Anche le regole, in ogni ambito del vivere comune, vengono percepite con sempre maggiore insofferenza. Tuttavia una libertà che non si spende in decisioni serie, rimane sterile: non produce nulla, non cambia nulla, non costruisce nulla. Preserva solo se stessa, lasciando apparentemente intatte le proprie potenzialità. Ma il tempo passa e le occasioni di bene e di vita perdute non tornano più.
L’inganno del guadagno senza fatica
Il fatturato del gioco legale nel nostro Paese ha superato i 157 miliardi di Euro all’anno (cf. CGIL, Libro nero dell’azzardo), di cui oltre 90 legati al gioco on-line. Il fenomeno è più rilevante nelle zone povere, evidentemente connesso ad aspettative di riscatto economico che si rivelano illusorie: a guadagnare sempre e comunque, infatti, è il “banco”. Il fenomeno macroscopico del gioco è rivelativo di una mentalità orientata al guadagno facile, senza troppo impegno e fatica. Progressivamente, il lavoro perde valore, come accade all’economia reale rispetto alla finanza.
La filosofia del “tutto-e-subito”, chiude il cuore alla speranza, che esige e fonda l’impegno, per sostituirla con la fortuna, che deresponsabilizza e, alla fine, lascia con un pugno di mosche in mano.
L’inganno di un potere senza regole
“Mentre l’uomo tanto largamente estende la sua potenza, non sempre riesce però a porla a suo servizio. […] Mai il genere umano ebbe a disposizione tante ricchezze, possibilità e potenza economica; e tuttavia una grande parte degli abitanti del globo è ancora tormentata dalla fame e dalla miseria” (Concilio Vaticano II, Gaudium et spes, 4). Ritenere che l’efficacia degli strumenti sia sufficiente ad assicurare la bontà dei risultati è un’illusione contraddetta da molteplici fatti, come l’aumento delle disuguaglianze e lo scatenarsi delle guerre. In assenza di regole morali e di finalità positive, si finisce col ricercare il proprio interesse, molto spesso a scapito di quello altrui. “Il relativismo, non riconoscendo nulla come definitivo, lascia come ultima misura solo il proprio io con le sue voglie, e sotto l’apparenza della libertà diventa per ciascuno una prigione, perché separa l’uno dall’altro, riducendo ciascuno a ritrovarsi chiuso dentro il proprio io” (Benedetto XVI, Discorso alla Diocesi di Roma, 6 giugno 2005).
L’inganno dell’eterna giovinezza
Senza arrivare al livello del milionario americano Bryan Johnson, che investe circa due milioni di dollari all’anno per contrastare il proprio invecchia-mento e tentare di vincere la morte, in tutto il mondo si spendono cifre sempre più ingenti in farmaci e trattamenti anti-age di ogni genere. Il progressivo aumento della vita media e i progressi della medicina sembrano annunciare la sconfitta della sofferenza e della morte. Così, quando tali eventi accadono – perché non può essere altrimenti – si cerca in qualche modo di esorcizzarli, di rimuoverli dalla vista e dalla coscienza, invece di lasciarli illuminare dalla speranza pasquale. Però, nel profondo del cuore, lo smarrimento che ne deriva dà luogo a paure e ansie che offuscano la gioia di vivere. Anche tra gli adolescenti e i giovani l’assenza di risposte dinanzi alle grandi domande poste dalla limitatezza dell’esistenza, lungi dal produr-re spensierata allegrezza, dà luogo a un diffuso pessimismo (cf. IARD, Adolescenti followers, 2026).
(5ª parte – continua)












Chi crede in me, anche se muore, vivrà
/0 Commenti/in Riflessioni /da wp_10647795Giotto – Resurrezione di Lazzaro
(Gv 11,1-45)
Non è facile predicare ai funerali, coloro che vivono il lutto avrebbero bisogno di un annuncio sobrio, ma solido, dell’autentica speranza cristiana. Non siamo abituati a riflettere sulla morte. Essa si impone con la sua presenza, con la sua capacità terribile di interrompere una relazione d’amore o di amicizia, di mostrarci in modo talvolta brutale tutta la nostra fragilità.
Il racconto evangelico di oggi ci pone con chiarezza davanti al mistero della morte e ci aiuta a decifrarlo. Lazzaro, richiamato in vita dopo quattro giorni, diventa per ognuno un “segno”: la sua storia incrina il potere della morte e apre una prospettiva nuova.
È possibile evitare la morte? No. Questo non vuol dire, però, che la morte rappresenti la fine di tutto, che sia essa a pronunciare l’ultima parola sulla nostra esistenza. Il dolore e la sofferenza che essa provoca sono innegabili. Gesù non si vergogna di manifestare esplicitamente i suoi sentimenti, anche se non hanno nulla da spartire con la disperazione. Si commuove profondamente, scoppia in pianto, ma non cede ad alcuna espressione scomposta.
E proprio davanti alla tomba di Lazzaro emerge la sua forza profonda, decisa a contrastare la morte. La ravvisiamo nei tre imperativi che attirano la nostra attenzione.
Il primo è rivolto ad alcuni dei presenti: “Togliete la pietra!” Se questa costituiva il simbolo di una separazione totale dal mondo dei vivi, essa deve essere tolta. Deve apparire a tutti che il Signore solleva ogni pietra che sigilla un’esistenza dentro un sepolcro.
Il secondo imperativo è rivolto al morto, che viene chiamato per nome: “Lazzaro, vieni fuori!” Ma come fa un morto, con le sue forze, a uscire dalla tomba? Ed ecco perché il comando è preceduto da un rendimento di grazie, rivolto al Padre: è solo da lui, il Signore della vita, che può venire la possibilità di sconfiggere la morte.
Il terzo imperativo è rivolto di nuovo ai presenti: “Liberatelo e lasciatelo andare”. E’un invito rivolto a tutti i discepoli a non “trattenere” qualcuno che ci ha lasciato, aggrappandosi ai ricordi e alle tante tracce seminate un po’ dovunque.
Se la nostra esistenza trova in Dio il suo compimento, bisogna lasciare che ognuno raggiunga, anche con il nostro consenso, il traguardo dell’eternità.
(Roberto Laurita)
Orario SS. Messe:
Il sabato, dalle ore 10 alle ore 12, Adorazione Eucaristica
In questo orario i preti sono a disposizione per celebrare il
Sacramento della Riconciliazione.
Per celebrare il sacramento della Confessione è possibile anche contattare i preti:
Don Paolo 347 3002895 – Don Francesco 347 8804368