Domenica 4 Dicembre 2021

In ogni tempo e in ogni uomo

INCONTRARE, ASCOLTARE E DISCERNERE
PER NON PERDERE L’APPUNTAMENTO CON DIO!

Messaggio dell’Arcivescovo Paolo Giulietti
in occasione dell’Avvento/Natale (1a parte)

Carissimi,
l’Avvento 2021 si caratterizza, rispetto al passato, per il fatto di coincidere con l’inizio del Cammino Sinodale delle Chiese in Italia. L’abbiamo aperto il 17 ottobre, ma è con il 28 novembre, prima domenica di Avvento, che si entra nel vivo della prima fase del percorso. In ogni parrocchia sarà consegnata una Lettera dell’episcopato italiano, che invita ad iniziare una capillare azione di ascolto: si rivolge a tutti, vicini e lontani, per dire che alla Chiesa interessa la loro persona e il loro pensiero; si rivolge a quanti sono più partecipi della vita quotidiana delle comunità, affinché si facciano portatori di questo messaggio e diventino, in un certo senso, le “orecchie” attraverso le quali la voce di molti possa essere colta e ricevuta.
Nonostante le inevitabili implicazioni organizzative, ciò che dovrà accadere non sarà una consultazione di tipo sociologico o demoscopico: non ci interessa rilevare opinioni, ma attivare dialoghi profondi, che facciano emergere le domande e i desideri presenti nel cuore delle persone, ma che spesso non trovano il modo di esprimersi.

In ogni uomo e in ogni tempo

Tutto ciò non ci distrae affatto dal cammino dell’Avvento; ci offre invece una preziosa opportunità per viverlo in modo originale e fecondo. Nel Messale Romano è riportata l’espressione che dà il titolo a questo messaggio: il Signore “viene incontro a noi in ogni uomo e in ogni tempo, perché lo accogliamo nella fede e testimoniamo nell’amore la beata speranza del suo regno” (Prefazio dell’Avvento I/A – Cristo, Signore e giudice della storia). Nei giorni che precedono il Natale siamo invitati a un rinnovato appuntamento con il Signore, ma esso può accadere solo se ci apriamo all’incontro, nel tempo che ci è dato da vivere, con i nostri fratelli e le nostre sorelle, la cui umanità è luogo per l’accoglienza, nella fede, della carne del Figlio di Dio.
Egli infatti ci si presenta sotto le sembianze di altri uomini e donne, soprattutto quelle dei piccoli e dei poveri. Chi lo saprà accogliere con fede e servirlo con amore non perderà la grazia dell’incontro.
È il Signore! In tutto questo, ci colpisce e ci sorprende prima di tutto l’incessante venire a noi del Signore Gesù. È lui che, senza stancarsi delle nostre debolezze e dei nostri tradimenti, continua a fare il primo passo verso la nostra umanità. Attraverso le parole dei profeti e le figure di Giovanni Battista e Maria, la liturgia ci mostra come Dio si muove verso di noi, attende che ne sappiamo riconoscere la venuta e accettiamo di viverla con gioia e con impegno.
Non è una presenza fragorosa ed evidente, bensì un rivelarsi rispettoso, che fa appello alla libertà e al cuore: chi attende con amore Gesù lo saprà sempre riconoscere, come il discepolo amato sulle rive del lago di Galilea, che – primo tra tutti – intuisce come il misterioso personaggio della spiaggia altri non sia che il Maestro, risorto e vivente.
“È il Signore!”, esclama con gioia (cf. Gv 21,7). Anche a te, fratello o sorella, possa accadere in questo prezioso tempo di Avvento, di poter cogliere la presenza vivificante e benedetta di Gesù in qualche volto, in qualche circostanza, in qualche parola… esultando di stupore e di gioia per la sua vicinanza alla tua vita.

Se non ora, quando?

L’incontro con il Signore accade oggi, in questo tempo e con la gente che lo abita. Siamo sempre tentati di lasciarci andare alla nostalgia dei “bei tempi andati” o di attendere un futuro migliore, mentre si disprezza il presente. Questa è vera opera del Maligno, perché ci impedisce di riconoscere e accogliere Colui che adesso – non ieri o domani – bussa alla nostra porta. Ci sono certamente limiti e problemi nel mondo e nelle persone di questo nostro tempo. Ma quando non ci sono stati? E quale altra occasione ci è data se non questo “oggi”, per udire la voce del Signore (Cf. Eb 3, 7-14) e convertire a lui i nostri cuori? Vivere di nostalgia o di illusioni non è vivere di fede, poiché il Signore ci assicura “Io sono con voi tutti i giorni” (Mt 28, 20): siamo sempre nel tempo del compimento (il kairòs), perché il Regno di Dio è costantemente a portata di mano (cf. Mc 1, 15).
(Continua la prossima settimana)

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