In evidenza: 11 Ottobre 2026

Lettera dell’Arcivescovo per la conclusione della visita pastorale

Ai fedeli laici, ai presbiteri, ai diaconi e ai consacrati dell’Arcidiocesi di Lucca.

Carissimi figli e fratelli, lo scorso mese di maggio, proprio nel giorno della festa di Santa Gemma, ho potuto concludere la Visita pastorale iniziata nell’au tunno del 2023. Sono grato al Signore per l’esperienza vissuta, che è davvero qualificante del ministero episcopale, per il contatto vivo con le persone e il territorio della Chiesa di cui sono stato chiamato ad essere pastore. Sono anche grato alle tante persone che l’hanno resa possibile, mediante il lavoro di preparazione e i molti servizi necessari per il suo svolgimento. Consigli pastorali, preti e diaconi, volontari e famiglie… si sono spesi perché gli incontri e le celebrazioni della Visita pastorale fossero partecipati e significativi. In non poche occasioni l’invito del vescovo ha riunito persone e associazioni che non si vedevano da tempo, inaugurando e rafforzando la logica di integrazione che deve animare le comunità parrocchiali. Anche la mia persona è stata oggetto di affettuose attenzioni, soprattutto quando mi sono fermato per giorni interi nelle località visitate. L’accoglienza ricevuta mi ha riempito di gratitudine, perché ha manifestato concretamente la gioia per la presenza del vescovo nella propria comunità. Questa Visita pastorale si era posta alcuni obiettivi, in attuazione del percorso di riforma intrapreso sin dai tempi del Sinodo diocesano, confermato e arricchito dal magistero pontificio e dal cammino della Chiesa italiana:
• verifica e rilancio del cammino delle 33 Comunità parrocchiali e delle due Chiese-nella-città di Lucca e Viareggio, confrontandosi sui problemi e cercando insieme le soluzioni più efficaci;
• sostegno alla conversione pastorale missionaria cui le nostre comunità sono chiamate, abbandonando la mentalità di conservazione per assumere la tensione ad andare incontro al territorio e ai lontani;
• incremento della corresponsabilità dei laici e dell’agire collegiale del clero, dinamiche entrambe decisive per il futuro, con particolare attenzione ai ministeri laicali e agli organismi di partecipazione (Consigli pastorali e Consigli per gli affari economici);
• attenzione al tema dell’amministrazione dei beni, soprattutto per quanto attiene al vasto patrimonio immobiliare;
• la ristrutturazione dei luoghi di culto, sia in relazione all’adeguamento dei presbitèri ai criteri della Riforma liturgica, sia in relazione all’accessibilità per i disabili.

La conclusione della Visita pastorale è coincisa con l’anniversario dei sette anni del mio arrivo a Lucca: occasione per fare un bilancio, ma soprattutto per esplicitare le linee di un percorso che si è chiarito nel tempo, in ragione di una maggiore conoscenza della Diocesi, dell’apporto di varie persone e comunità, e dello svolgersi delle circostanze. Con questa semplice lettera, pertanto, intendo condividere con voi alcune considerazioni e alcune decisioni che, a partire dalla Visita pastorale e dall’esperienza dei sette anni di cammino insieme, possano orientare il nostro itinerario verso il futuro.

1. Una città con dodici porte

Mi pare significativo orientare tutto il discorso facendo riferimento a un’immagine tratta dalle Scritture: la Gerusalemme nuova descritta nei capitoli finali dell’Apocalisse. É un’enorme e bella città, rischiarata dalla presenza di Dio, con possenti mura e dodici splendide porte, tre per ogni direzione, costantemente aperte (Cf. Ap 21, 12-25). È la figura di una Chiesa in cui c’è posto per tutti, in cui tutti sono desiderati e accolti, da qualsiasi percorso provengano: “Todos, todos, todos!” (Francesco, Discorso alla GMG di Lisbona, 4 agosto 2023). La molteplicità delle porte ben si presta a rappresentare la necessità, per una comunità missionaria in una società complessa, di cogliere e di offrire tante e diverse opportunità per persone e situazioni assai diverse tra loro, in modo che nessuno resti escluso. Tale caratteristica, insieme alla sorprendente ampiezza della città, conferma quella visione “poliedrica” della Chiesa che ci è stata consegnata da papa Francesco (cf. Francesco, Evangelii gaudium, 236-237)1, in alternativa alla concezione “sferica”, che immagina la comunità come un solido compatto, in cui tutti i punti sono uguali tra loro e a identica distanza dal centro. Il poliedro, invece, pur essendo ugualmente armonico, presenta un certo numero di facce poligonali, per cui i punti che le compongono sono diversi e a distanza variabile dal centro. Le facce sono tutte parziali – imperfette – in sé stesse, ma risultano unite nel comporre un’unica figura. La città dalle dodici porte esiste già: è la nostra Chiesa diocesana, nella quale sono presenti molteplici e ricche esperienze di vita cristiana.

(Fine 1° parte – continua)

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Gruppo “Vi ho chiamato amici“

 

Chi fa parte del gruppo, è spinto all’azione dall’amore, condivide con spirito di fraternità il cammino di tutti coloro che vivono l’esperienza della solitudine e della sofferenza, dona sempre agli altri la parte migliore di sé, costruendo rapporti basati sulla reciproca fiducia e il rispetto, assumendo un atteggiamento positivo, empatico e propositivo.
Il gruppo è parte integrante della Parrocchia, ma si interfaccia e interagisce anche con le diverse realtà pubbliche e private presenti sul territorio, mettendo in comune idee, risorse, servizi, competenze e sviluppando i valori della solidarietà, della cooperazione e dell’interdipendenza.

Il gruppo svolge le seguenti attività:

  • “Accogli un amico”
    Il servizio consiste nel contattare quotidianamente una persona sola, che ne abbia fatto richiesta, per assicurarsi che stia bene e, in caso contrario, intervenire personalmente, laddove possibile, anche chiamando i soccorsi se necessario o allertando altri volontari, tramite l’equipe di coordinamento del gruppo.

  • “Amici in rete”
    Soprattutto le persone sole, si trovano qualche volta a dover fronteggiare situazioni impegnative come fare la spesa in un momento di malattia, necessità di un supporto per l’utilizzo di mezzi tecnologici, l’acquisto di un auto nuova, una visita medica, ecc.. Un semplice gesto di accompagnamento, in questi casi, renderebbe tutto più leggero, ma spesso parenti e amici, assorbiti da impegni lavorativi e familiari, non possono essere presenti e soprattutto, si può far fatica a chiedere aiuto per paura di essere di peso. Da qui la possibilità di contare sulla presenza dei volontari che mettono a disposizione il proprio tempo o le proprie competenze.

  • Gruppi di auto-mutuo aiuto
    Incontri per persone che si trovano ad affrontare condizioni di vita simili e difficoltà comuni (persone senza fissa dimora, persone vedove, persone con figli con disabilità ecc.), dove trovarsi alla pari, condividendo esperienze, informazioni, strategie e soluzioni, in uno spazio in cui ci si senta liberi di esprimere sentimenti ed emozioni, sentendosi accolti e compresi, donando e ricevendo sostegno reciproco.

  • Supporto alle “Coabitazioni”
    Un ridotto grado di autonomia, la perdita o i costi troppo alti di gestione di un alloggio, conflitti familiari, povertà economica, concorrono ad allontanare chi è anziano dalla propria casa. L’istituzionalizzazione sembra a volte l’unica soluzione possibile, ma nella maggior parte dei casi, questa sistemazione non rispetta la profonda volontà delle persone, che soffrono il distacco dal proprio ambiente familiare, dagli oggetti e dai ricordi dalla propria casa. In questa prospettiva, possono essere attuate soluzioni alternative, quali: convivenze in case condivise, condomini protetti, case famiglia. Gli anziani, unendo le proprie risorse, talora più che modeste, riescono ad evitare un ricovero in istituto e a garantirsi la necessaria assistenza, continuando a vivere come desiderano, perché sono condivise le spese fisse e i servizi di assistenza alla persona.
    Valorizzando e integrando i servizi istituzionali quali ad es. l’assistenza domiciliare, i centri diurni e le risorse informali del territorio (vicini, familiari, volontari, ecc.). Consentendogli di vivere in una rete di relazioni che aiuta nella vita di tutti i giorni.

  • Attività volte a pubblicizzare i servizi e a sensibilizzare e reclutare futuri volontari
    Organizzando incontri nelle parrocchie e nelle scuole, affiggendo locandine, pubblicando post sui social network, gestendo un sito internet ecc..

  • Organizzazione di incontri conoscitivi e ricreativi
    Per consentire l’interazione tra le persone coinvolte, favorendo la nascita e il consolidamento di rapporti di fiducia e amicizia, di cui tener conto in fase di pianificazione delle varie attività.

I partecipanti possono essere:

  • Attivi: impegnati come volontari nell’erogazione dei servizi
  • Esclusivamente beneficiari dei servizi
  • Sia attivi che fruitori

Per partecipare o avere informazioni, chiamare o inviare un messaggio WhatsApp al numero indicato sul volantino.

 


 

 

 

In evidenza: 4 Ottobre 2026

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Calendario delle attività pastorali

previste nel corrente anno pastorale, consultabile nell’apposita pagina

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Donatori di sangue

Il direttivo del Gruppo Donatori di sangue Fratres di S.Anna ringrazia la Comunità per la numerosa partecipazione alla festa sociale in occasione del 50 anni di attività e rinnova l’invito alla donazione del sangue.

Per informazioni chiama il n° 3703692825

Gruppo Caritas

All’inizio del nuovo anno pastorale desideriamo ringraziare tutta la comunità per la sensibilità e la vicinanza dimostrata anche nel periodo estivo.

In particolare ringraziamo per la calorosa risposta alla nostra richiesta di materiale scolastico: un aspetto non trascurabile nell’ambito del nostro progetto per combattere la povertà educativa dei giovani insieme al sostegno nel reperimento dei libri, all’avvio verso attività sportive e musicali finanziate da Caritas diocesana, ai contributi per spese di trasporto  e di partecipazione alle iniziative scolastiche a pagamento ecc..90 bambini e ragazzi hanno ricevuto materiale scolastico, 25 partecipano ai corsi musicali Lol e 65 alle attività sportive Salta su.

Inoltre un ringraziamento a chi costantemente o una tantum ci aiuta con offerte di alimenti o in denaro.

Con tutta la nostra gratitudine
Il gruppo Caritas S.Anna

Si ringrazia inoltre per l’offerta di 66,94 euro ricevuti in occasione di un matrimonio.


Progetto Formativo per i giovani

Non è catechismo, non è un corso scolastico. È un percorso di formazione che affronta temi concreti e spesso trascurati: come gestire il proprio tempo, come non farsi schiacciare dall’ansia da prestazione, come trovare soluzioni quando le cose si complicano, come andare verso gli altri anche quando non è facile.

Competenze che servono nella vita — a scuola, all’università, nel lavoro, nelle relazioni. Cose che nessuno insegna sistematicamente, ma che tutti, prima o poi, si trovano a dover imparare da soli, spesso dovendo prima liberarsi da alcune zavorre che rallentano.

F.I.G.O. è l’occasione per farlo insieme, in un contesto protetto e stimolante, guidati da professionisti.

Come comunità crediamo che la nostra responsabilità verso i ragazzi non si fermi alla crescita spirituale. Vogliamo prenderci cura anche della loro crescita umana — perché un ragazzo cresce intero, non a pezzi.

Al termine del percorso i ragazzi riceveranno un attestato di partecipazione, spendibile anche in ambito scolastico.
La partecipazione è completamente gratuita. La Parrocchia ha investito risorse proprie e lavorato per ottenere finanziamenti esterni — perché crediamo che questa opportunità debba essere accessibile a tutti, senza eccezioni.


Una rosa dei venti serve solo a chi sa dove vuole andare.
Per andare lontano, bisogna prima imparare a camminare leggeri.


Il percorso è guidato da AGO Formazione, una rete di formatori professionisti fondata da Gigi Cotichella — formatore, autore, attore e teologo — che da anni lavora con giovani, oratori, scuole e aziende in tutta Italia.
Per AGO la formazione poggia su tre dimensioni che sono le stesse della vita: Rito, Teatro, Gioco.
Il rito è ciò che dà ritmo e senso al tempo condiviso — il ripetersi degli incontri che diventa cammino.
Il teatro è lo strumento per allenarsi a stare in scena: leggere le persone, reagire all’imprevisto, trovare la propria voce.
Il gioco è ciò che permette di entrare nell’esperienza senza accorgersene, abbassando le difese — perché si impara davvero solo quando ci si mette in gioco per intero.

“Learning by playing. Playing for communities.”



Gruppo “Vi ho chiamato amici“

 

Chi fa parte del gruppo, è spinto all’azione dall’amore, condivide con spirito di fraternità il cammino di tutti coloro che vivono l’esperienza della solitudine e della sofferenza, dona sempre agli altri la parte migliore di sé, costruendo rapporti basati sulla reciproca fiducia e il rispetto, assumendo un atteggiamento positivo, empatico e propositivo.
Il gruppo è parte integrante della Parrocchia, ma si interfaccia e interagisce anche con le diverse realtà pubbliche e private presenti sul territorio, mettendo in comune idee, risorse, servizi, competenze e sviluppando i valori della solidarietà, della cooperazione e dell’interdipendenza.

Il gruppo svolge le seguenti attività:

  • “Accogli un amico”
    Il servizio consiste nel contattare quotidianamente una persona sola, che ne abbia fatto richiesta, per assicurarsi che stia bene e, in caso contrario, intervenire personalmente, laddove possibile, anche chiamando i soccorsi se necessario o allertando altri volontari, tramite l’equipe di coordinamento del gruppo.

  • “Amici in rete”
    Soprattutto le persone sole, si trovano qualche volta a dover fronteggiare situazioni impegnative come fare la spesa in un momento di malattia, necessità di un supporto per l’utilizzo di mezzi tecnologici, l’acquisto di un auto nuova, una visita medica, ecc.. Un semplice gesto di accompagnamento, in questi casi, renderebbe tutto più leggero, ma spesso parenti e amici, assorbiti da impegni lavorativi e familiari, non possono essere presenti e soprattutto, si può far fatica a chiedere aiuto per paura di essere di peso. Da qui la possibilità di contare sulla presenza dei volontari che mettono a disposizione il proprio tempo o le proprie competenze.

  • Gruppi di auto-mutuo aiuto
    Incontri per persone che si trovano ad affrontare condizioni di vita simili e difficoltà comuni (persone senza fissa dimora, persone vedove, persone con figli con disabilità ecc.), dove trovarsi alla pari, condividendo esperienze, informazioni, strategie e soluzioni, in uno spazio in cui ci si senta liberi di esprimere sentimenti ed emozioni, sentendosi accolti e compresi, donando e ricevendo sostegno reciproco.

  • Supporto alle “Coabitazioni”
    Un ridotto grado di autonomia, la perdita o i costi troppo alti di gestione di un alloggio, conflitti familiari, povertà economica, concorrono ad allontanare chi è anziano dalla propria casa. L’istituzionalizzazione sembra a volte l’unica soluzione possibile, ma nella maggior parte dei casi, questa sistemazione non rispetta la profonda volontà delle persone, che soffrono il distacco dal proprio ambiente familiare, dagli oggetti e dai ricordi dalla propria casa. In questa prospettiva, possono essere attuate soluzioni alternative, quali: convivenze in case condivise, condomini protetti, case famiglia. Gli anziani, unendo le proprie risorse, talora più che modeste, riescono ad evitare un ricovero in istituto e a garantirsi la necessaria assistenza, continuando a vivere come desiderano, perché sono condivise le spese fisse e i servizi di assistenza alla persona.
    Valorizzando e integrando i servizi istituzionali quali ad es. l’assistenza domiciliare, i centri diurni e le risorse informali del territorio (vicini, familiari, volontari, ecc.). Consentendogli di vivere in una rete di relazioni che aiuta nella vita di tutti i giorni.

  • Attività volte a pubblicizzare i servizi e a sensibilizzare e reclutare futuri volontari
    Organizzando incontri nelle parrocchie e nelle scuole, affiggendo locandine, pubblicando post sui social network, gestendo un sito internet ecc..

  • Organizzazione di incontri conoscitivi e ricreativi
    Per consentire l’interazione tra le persone coinvolte, favorendo la nascita e il consolidamento di rapporti di fiducia e amicizia, di cui tener conto in fase di pianificazione delle varie attività.

I partecipanti possono essere:

  • Attivi: impegnati come volontari nell’erogazione dei servizi
  • Esclusivamente beneficiari dei servizi
  • Sia attivi che fruitori

Per partecipare o avere informazioni, chiamare o inviare un messaggio WhatsApp al numero indicato sul volantino.

 


 

 

 

In evidenza: 27 Settembre 2026

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Il Gruppo Donatori di Sangue Fratres di Sant’Anna compie 50 anni!

Dalla sua costituzione, nel 1976, i componenti dei Consigli che si sono succeduti hanno sempre lavorato e lavorano per sensilibilizzare sull’importanza della donazione del sangue, elemento che non è possibile creare in laboratorio e necessario, nella sua interezza o nei suoi singoli componenti, per dare una speranza di vita a pazienti affetti da molte malattie anche pediatriche.
Se sei in buona salute e non sei ancora donatore, pensa a diventarlo. Vedrai che dal tuo gesto, altruista e gratuito, avrai un ritorno ben più grande: sarai consapevole che la tua donazione ha contribuito a migliorare la salute di chi si trova in stato di bisogno.

La presidente
Alessandra Lazzarini

Riprende l’aiuto scolastico

Gli insegnanti volontari dell’Oratorio di S.Anna offrono, anche quest’anno, un servizio di aiuto scolastico per i ragazzi delle Scuola Primaria (elementari) e della Scuola Secondaria (Medie e Superiori) con lo scopo di recuperare le lacune scolastiche e aiutare i ragazzi nel loro processo formativo.
Per partecipare è necessario riempire una scheda di iscrizione presso l’Oratorio nei giorni di martedì 6 e mercoledì’ 7 ottobre dalle ore 16.30 alle 18.30.
Per maggiori informazioni telefonare all’Oratorio (0583-510087) oppure al n. 3534891287 (Raffaele).

Il Gruppo Caritas di S. Anna organizza la raccolta di materiale scolastico da donare ai figli delle famiglie in difficoltà economica che sta seguendo.

In particolare, c’è bisogno di:

Quadernoni a righe e a quadretti grandi e piccoli per le scuole primarie, per le medie e per le superiori.
Album da disegno ruvidi e lisci, lapis HB, penne nere blu e rosse, penne cancellabili, matite, gomme, appuntalapis con raccoglitore, pennarelli, evidenziatori, colla, diari.
Astucci nuovi, o usati ma in buono stato.
Zaini nuovi, o usati ma in buono stato.
Righe e squadre, compasso.
Raccoglitori ad anelli, fogli a righe e quadretti per contenitori ad anelli.

Il materiale può essere portato in chiesa in occasione delle celebrazioni, evitare di lasciarlo al di fuori di esse.

La Caritas ringrazia per le offerte ricevute in memoria di Ermete Gazzotti (50 euro) e di Maria Ballerini (270 euro)

Progetto Formativo per i giovani

Non è catechismo, non è un corso scolastico. È un percorso di formazione che affronta temi concreti e spesso trascurati: come gestire il proprio tempo, come non farsi schiacciare dall’ansia da prestazione, come trovare soluzioni quando le cose si complicano, come andare verso gli altri anche quando non è facile.

Competenze che servono nella vita — a scuola, all’università, nel lavoro, nelle relazioni. Cose che nessuno insegna sistematicamente, ma che tutti, prima o poi, si trovano a dover imparare da soli, spesso dovendo prima liberarsi da alcune zavorre che rallentano.

F.I.G.O. è l’occasione per farlo insieme, in un contesto protetto e stimolante, guidati da professionisti.

Come comunità crediamo che la nostra responsabilità verso i ragazzi non si fermi alla crescita spirituale. Vogliamo prenderci cura anche della loro crescita umana — perché un ragazzo cresce intero, non a pezzi.

Al termine del percorso i ragazzi riceveranno un attestato di partecipazione, spendibile anche in ambito scolastico.
La partecipazione è completamente gratuita. La Parrocchia ha investito risorse proprie e lavorato per ottenere finanziamenti esterni — perché crediamo che questa opportunità debba essere accessibile a tutti, senza eccezioni.


Una rosa dei venti serve solo a chi sa dove vuole andare.
Per andare lontano, bisogna prima imparare a camminare leggeri.


Il percorso è guidato da AGO Formazione, una rete di formatori professionisti fondata da Gigi Cotichella — formatore, autore, attore e teologo — che da anni lavora con giovani, oratori, scuole e aziende in tutta Italia.
Per AGO la formazione poggia su tre dimensioni che sono le stesse della vita: Rito, Teatro, Gioco.
Il rito è ciò che dà ritmo e senso al tempo condiviso — il ripetersi degli incontri che diventa cammino.
Il teatro è lo strumento per allenarsi a stare in scena: leggere le persone, reagire all’imprevisto, trovare la propria voce.
Il gioco è ciò che permette di entrare nell’esperienza senza accorgersene, abbassando le difese — perché si impara davvero solo quando ci si mette in gioco per intero.

“Learning by playing. Playing for communities.”



Gruppo “Vi ho chiamato amici“

 

Chi fa parte del gruppo, è spinto all’azione dall’amore, condivide con spirito di fraternità il cammino di tutti coloro che vivono l’esperienza della solitudine e della sofferenza, dona sempre agli altri la parte migliore di sé, costruendo rapporti basati sulla reciproca fiducia e il rispetto, assumendo un atteggiamento positivo, empatico e propositivo.
Il gruppo è parte integrante della Parrocchia, ma si interfaccia e interagisce anche con le diverse realtà pubbliche e private presenti sul territorio, mettendo in comune idee, risorse, servizi, competenze e sviluppando i valori della solidarietà, della cooperazione e dell’interdipendenza.

Il gruppo svolge le seguenti attività:

  • “Accogli un amico”
    Il servizio consiste nel contattare quotidianamente una persona sola, che ne abbia fatto richiesta, per assicurarsi che stia bene e, in caso contrario, intervenire personalmente, laddove possibile, anche chiamando i soccorsi se necessario o allertando altri volontari, tramite l’equipe di coordinamento del gruppo.

  • “Amici in rete”
    Soprattutto le persone sole, si trovano qualche volta a dover fronteggiare situazioni impegnative come fare la spesa in un momento di malattia, necessità di un supporto per l’utilizzo di mezzi tecnologici, l’acquisto di un auto nuova, una visita medica, ecc.. Un semplice gesto di accompagnamento, in questi casi, renderebbe tutto più leggero, ma spesso parenti e amici, assorbiti da impegni lavorativi e familiari, non possono essere presenti e soprattutto, si può far fatica a chiedere aiuto per paura di essere di peso. Da qui la possibilità di contare sulla presenza dei volontari che mettono a disposizione il proprio tempo o le proprie competenze.

  • Gruppi di auto-mutuo aiuto
    Incontri per persone che si trovano ad affrontare condizioni di vita simili e difficoltà comuni (persone senza fissa dimora, persone vedove, persone con figli con disabilità ecc.), dove trovarsi alla pari, condividendo esperienze, informazioni, strategie e soluzioni, in uno spazio in cui ci si senta liberi di esprimere sentimenti ed emozioni, sentendosi accolti e compresi, donando e ricevendo sostegno reciproco.

  • Supporto alle “Coabitazioni”
    Un ridotto grado di autonomia, la perdita o i costi troppo alti di gestione di un alloggio, conflitti familiari, povertà economica, concorrono ad allontanare chi è anziano dalla propria casa. L’istituzionalizzazione sembra a volte l’unica soluzione possibile, ma nella maggior parte dei casi, questa sistemazione non rispetta la profonda volontà delle persone, che soffrono il distacco dal proprio ambiente familiare, dagli oggetti e dai ricordi dalla propria casa. In questa prospettiva, possono essere attuate soluzioni alternative, quali: convivenze in case condivise, condomini protetti, case famiglia. Gli anziani, unendo le proprie risorse, talora più che modeste, riescono ad evitare un ricovero in istituto e a garantirsi la necessaria assistenza, continuando a vivere come desiderano, perché sono condivise le spese fisse e i servizi di assistenza alla persona.
    Valorizzando e integrando i servizi istituzionali quali ad es. l’assistenza domiciliare, i centri diurni e le risorse informali del territorio (vicini, familiari, volontari, ecc.). Consentendogli di vivere in una rete di relazioni che aiuta nella vita di tutti i giorni.

  • Attività volte a pubblicizzare i servizi e a sensibilizzare e reclutare futuri volontari
    Organizzando incontri nelle parrocchie e nelle scuole, affiggendo locandine, pubblicando post sui social network, gestendo un sito internet ecc..

  • Organizzazione di incontri conoscitivi e ricreativi
    Per consentire l’interazione tra le persone coinvolte, favorendo la nascita e il consolidamento di rapporti di fiducia e amicizia, di cui tener conto in fase di pianificazione delle varie attività.

I partecipanti possono essere:

  • Attivi: impegnati come volontari nell’erogazione dei servizi
  • Esclusivamente beneficiari dei servizi
  • Sia attivi che fruitori

Per partecipare o avere informazioni, chiamare o inviare un messaggio WhatsApp al numero indicato sul volantino.

 


 

 

 

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Progetto Formativo per i giovani

Non è catechismo, non è un corso scolastico. È un percorso di formazione che affronta temi concreti e spesso trascurati: come gestire il proprio tempo, come non farsi schiacciare dall’ansia da prestazione, come trovare soluzioni quando le cose si complicano, come andare verso gli altri anche quando non è facile.

Competenze che servono nella vita — a scuola, all’università, nel lavoro, nelle relazioni. Cose che nessuno insegna sistematicamente, ma che tutti, prima o poi, si trovano a dover imparare da soli, spesso dovendo prima liberarsi da alcune zavorre che rallentano.

F.I.G.O. è l’occasione per farlo insieme, in un contesto protetto e stimolante, guidati da professionisti.

Come comunità crediamo che la nostra responsabilità verso i ragazzi non si fermi alla crescita spirituale. Vogliamo prenderci cura anche della loro crescita umana — perché un ragazzo cresce intero, non a pezzi.

Al termine del percorso i ragazzi riceveranno un attestato di partecipazione, spendibile anche in ambito scolastico.
La partecipazione è completamente gratuita. La Parrocchia ha investito risorse proprie e lavorato per ottenere finanziamenti esterni — perché crediamo che questa opportunità debba essere accessibile a tutti, senza eccezioni.


Una rosa dei venti serve solo a chi sa dove vuole andare.
Per andare lontano, bisogna prima imparare a camminare leggeri.


Il percorso è guidato da AGO Formazione, una rete di formatori professionisti fondata da Gigi Cotichella — formatore, autore, attore e teologo — che da anni lavora con giovani, oratori, scuole e aziende in tutta Italia.
Per AGO la formazione poggia su tre dimensioni che sono le stesse della vita: Rito, Teatro, Gioco.
Il rito è ciò che dà ritmo e senso al tempo condiviso — il ripetersi degli incontri che diventa cammino.
Il teatro è lo strumento per allenarsi a stare in scena: leggere le persone, reagire all’imprevisto, trovare la propria voce.
Il gioco è ciò che permette di entrare nell’esperienza senza accorgersene, abbassando le difese — perché si impara davvero solo quando ci si mette in gioco per intero.

“Learning by playing. Playing for communities.”



Gruppo “Vi ho chiamato amici“

 

Chi fa parte del gruppo, è spinto all’azione dall’amore, condivide con spirito di fraternità il cammino di tutti coloro che vivono l’esperienza della solitudine e della sofferenza, dona sempre agli altri la parte migliore di sé, costruendo rapporti basati sulla reciproca fiducia e il rispetto, assumendo un atteggiamento positivo, empatico e propositivo.
Il gruppo è parte integrante della Parrocchia, ma si interfaccia e interagisce anche con le diverse realtà pubbliche e private presenti sul territorio, mettendo in comune idee, risorse, servizi, competenze e sviluppando i valori della solidarietà, della cooperazione e dell’interdipendenza.

Il gruppo svolge le seguenti attività:

  • “Accogli un amico”
    Il servizio consiste nel contattare quotidianamente una persona sola, che ne abbia fatto richiesta, per assicurarsi che stia bene e, in caso contrario, intervenire personalmente, laddove possibile, anche chiamando i soccorsi se necessario o allertando altri volontari, tramite l’equipe di coordinamento del gruppo.

  • “Amici in rete”
    Soprattutto le persone sole, si trovano qualche volta a dover fronteggiare situazioni impegnative come fare la spesa in un momento di malattia, necessità di un supporto per l’utilizzo di mezzi tecnologici, l’acquisto di un auto nuova, una visita medica, ecc.. Un semplice gesto di accompagnamento, in questi casi, renderebbe tutto più leggero, ma spesso parenti e amici, assorbiti da impegni lavorativi e familiari, non possono essere presenti e soprattutto, si può far fatica a chiedere aiuto per paura di essere di peso. Da qui la possibilità di contare sulla presenza dei volontari che mettono a disposizione il proprio tempo o le proprie competenze.

  • Gruppi di auto-mutuo aiuto
    Incontri per persone che si trovano ad affrontare condizioni di vita simili e difficoltà comuni (persone senza fissa dimora, persone vedove, persone con figli con disabilità ecc.), dove trovarsi alla pari, condividendo esperienze, informazioni, strategie e soluzioni, in uno spazio in cui ci si senta liberi di esprimere sentimenti ed emozioni, sentendosi accolti e compresi, donando e ricevendo sostegno reciproco.

  • Supporto alle “Coabitazioni”
    Un ridotto grado di autonomia, la perdita o i costi troppo alti di gestione di un alloggio, conflitti familiari, povertà economica, concorrono ad allontanare chi è anziano dalla propria casa. L’istituzionalizzazione sembra a volte l’unica soluzione possibile, ma nella maggior parte dei casi, questa sistemazione non rispetta la profonda volontà delle persone, che soffrono il distacco dal proprio ambiente familiare, dagli oggetti e dai ricordi dalla propria casa. In questa prospettiva, possono essere attuate soluzioni alternative, quali: convivenze in case condivise, condomini protetti, case famiglia. Gli anziani, unendo le proprie risorse, talora più che modeste, riescono ad evitare un ricovero in istituto e a garantirsi la necessaria assistenza, continuando a vivere come desiderano, perché sono condivise le spese fisse e i servizi di assistenza alla persona.
    Valorizzando e integrando i servizi istituzionali quali ad es. l’assistenza domiciliare, i centri diurni e le risorse informali del territorio (vicini, familiari, volontari, ecc.). Consentendogli di vivere in una rete di relazioni che aiuta nella vita di tutti i giorni.

  • Attività volte a pubblicizzare i servizi e a sensibilizzare e reclutare futuri volontari
    Organizzando incontri nelle parrocchie e nelle scuole, affiggendo locandine, pubblicando post sui social network, gestendo un sito internet ecc..

  • Organizzazione di incontri conoscitivi e ricreativi
    Per consentire l’interazione tra le persone coinvolte, favorendo la nascita e il consolidamento di rapporti di fiducia e amicizia, di cui tener conto in fase di pianificazione delle varie attività.

I partecipanti possono essere:

  • Attivi: impegnati come volontari nell’erogazione dei servizi
  • Esclusivamente beneficiari dei servizi
  • Sia attivi che fruitori

Per partecipare o avere informazioni, chiamare o inviare un messaggio WhatsApp al numero indicato sul volantino.

 


 

 

 

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Progetto Formativo per i giovani

Non è catechismo, non è un corso scolastico. È un percorso di formazione che affronta temi concreti e spesso trascurati: come gestire il proprio tempo, come non farsi schiacciare dall’ansia da prestazione, come trovare soluzioni quando le cose si complicano, come andare verso gli altri anche quando non è facile.

Competenze che servono nella vita — a scuola, all’università, nel lavoro, nelle relazioni. Cose che nessuno insegna sistematicamente, ma che tutti, prima o poi, si trovano a dover imparare da soli, spesso dovendo prima liberarsi da alcune zavorre che rallentano.

F.I.G.O. è l’occasione per farlo insieme, in un contesto protetto e stimolante, guidati da professionisti.

Come comunità crediamo che la nostra responsabilità verso i ragazzi non si fermi alla crescita spirituale. Vogliamo prenderci cura anche della loro crescita umana — perché un ragazzo cresce intero, non a pezzi.

Al termine del percorso i ragazzi riceveranno un attestato di partecipazione, spendibile anche in ambito scolastico.
La partecipazione è completamente gratuita. La Parrocchia ha investito risorse proprie e lavorato per ottenere finanziamenti esterni — perché crediamo che questa opportunità debba essere accessibile a tutti, senza eccezioni.


Una rosa dei venti serve solo a chi sa dove vuole andare.
Per andare lontano, bisogna prima imparare a camminare leggeri.


Il percorso è guidato da AGO Formazione, una rete di formatori professionisti fondata da Gigi Cotichella — formatore, autore, attore e teologo — che da anni lavora con giovani, oratori, scuole e aziende in tutta Italia.
Per AGO la formazione poggia su tre dimensioni che sono le stesse della vita: Rito, Teatro, Gioco.
Il rito è ciò che dà ritmo e senso al tempo condiviso — il ripetersi degli incontri che diventa cammino.
Il teatro è lo strumento per allenarsi a stare in scena: leggere le persone, reagire all’imprevisto, trovare la propria voce.
Il gioco è ciò che permette di entrare nell’esperienza senza accorgersene, abbassando le difese — perché si impara davvero solo quando ci si mette in gioco per intero.

“Learning by playing. Playing for communities.”


Gruppo “Vi ho chiamato amici“

 

Chi fa parte del gruppo, è spinto all’azione dall’amore, condivide con spirito di fraternità il cammino di tutti coloro che vivono l’esperienza della solitudine e della sofferenza, dona sempre agli altri la parte migliore di sé, costruendo rapporti basati sulla reciproca fiducia e il rispetto, assumendo un atteggiamento positivo, empatico e propositivo.
Il gruppo è parte integrante della Parrocchia, ma si interfaccia e interagisce anche con le diverse realtà pubbliche e private presenti sul territorio, mettendo in comune idee, risorse, servizi, competenze e sviluppando i valori della solidarietà, della cooperazione e dell’interdipendenza.

Il gruppo svolge le seguenti attività:

  • “Accogli un amico”
    Il servizio consiste nel contattare quotidianamente una persona sola, che ne abbia fatto richiesta, per assicurarsi che stia bene e, in caso contrario, intervenire personalmente, laddove possibile, anche chiamando i soccorsi se necessario o allertando altri volontari, tramite l’equipe di coordinamento del gruppo.

  • “Amici in rete”
    Soprattutto le persone sole, si trovano qualche volta a dover fronteggiare situazioni impegnative come fare la spesa in un momento di malattia, necessità di un supporto per l’utilizzo di mezzi tecnologici, l’acquisto di un auto nuova, una visita medica, ecc.. Un semplice gesto di accompagnamento, in questi casi, renderebbe tutto più leggero, ma spesso parenti e amici, assorbiti da impegni lavorativi e familiari, non possono essere presenti e soprattutto, si può far fatica a chiedere aiuto per paura di essere di peso. Da qui la possibilità di contare sulla presenza dei volontari che mettono a disposizione il proprio tempo o le proprie competenze.

  • Gruppi di auto-mutuo aiuto
    Incontri per persone che si trovano ad affrontare condizioni di vita simili e difficoltà comuni (persone senza fissa dimora, persone vedove, persone con figli con disabilità ecc.), dove trovarsi alla pari, condividendo esperienze, informazioni, strategie e soluzioni, in uno spazio in cui ci si senta liberi di esprimere sentimenti ed emozioni, sentendosi accolti e compresi, donando e ricevendo sostegno reciproco.

  • Supporto alle “Coabitazioni”
    Un ridotto grado di autonomia, la perdita o i costi troppo alti di gestione di un alloggio, conflitti familiari, povertà economica, concorrono ad allontanare chi è anziano dalla propria casa. L’istituzionalizzazione sembra a volte l’unica soluzione possibile, ma nella maggior parte dei casi, questa sistemazione non rispetta la profonda volontà delle persone, che soffrono il distacco dal proprio ambiente familiare, dagli oggetti e dai ricordi dalla propria casa. In questa prospettiva, possono essere attuate soluzioni alternative, quali: convivenze in case condivise, condomini protetti, case famiglia. Gli anziani, unendo le proprie risorse, talora più che modeste, riescono ad evitare un ricovero in istituto e a garantirsi la necessaria assistenza, continuando a vivere come desiderano, perché sono condivise le spese fisse e i servizi di assistenza alla persona.
    Valorizzando e integrando i servizi istituzionali quali ad es. l’assistenza domiciliare, i centri diurni e le risorse informali del territorio (vicini, familiari, volontari, ecc.). Consentendogli di vivere in una rete di relazioni che aiuta nella vita di tutti i giorni.

  • Attività volte a pubblicizzare i servizi e a sensibilizzare e reclutare futuri volontari
    Organizzando incontri nelle parrocchie e nelle scuole, affiggendo locandine, pubblicando post sui social network, gestendo un sito internet ecc..

  • Organizzazione di incontri conoscitivi e ricreativi
    Per consentire l’interazione tra le persone coinvolte, favorendo la nascita e il consolidamento di rapporti di fiducia e amicizia, di cui tener conto in fase di pianificazione delle varie attività.

I partecipanti possono essere:

  • Attivi: impegnati come volontari nell’erogazione dei servizi
  • Esclusivamente beneficiari dei servizi
  • Sia attivi che fruitori

Per partecipare o avere informazioni, chiamare o inviare un messaggio WhatsApp al numero indicato sul volantino.

 


 

 

 

In evidenza: 6 Settembre 2026

 


 

Gruppo “Vi ho chiamato amici“

 

Chi fa parte del gruppo, è spinto all’azione dall’amore, condivide con spirito di fraternità il cammino di tutti coloro che vivono l’esperienza della solitudine e della sofferenza, dona sempre agli altri la parte migliore di sé, costruendo rapporti basati sulla reciproca fiducia e il rispetto, assumendo un atteggiamento positivo, empatico e propositivo.
Il gruppo è parte integrante della Parrocchia, ma si interfaccia e interagisce anche con le diverse realtà pubbliche e private presenti sul territorio, mettendo in comune idee, risorse, servizi, competenze e sviluppando i valori della solidarietà, della cooperazione e dell’interdipendenza.

Il gruppo svolge le seguenti attività:

  • “Accogli un amico”
    Il servizio consiste nel contattare quotidianamente una persona sola, che ne abbia fatto richiesta, per assicurarsi che stia bene e, in caso contrario, intervenire personalmente, laddove possibile, anche chiamando i soccorsi se necessario o allertando altri volontari, tramite l’equipe di coordinamento del gruppo.

  • “Amici in rete”
    Soprattutto le persone sole, si trovano qualche volta a dover fronteggiare situazioni impegnative come fare la spesa in un momento di malattia, necessità di un supporto per l’utilizzo di mezzi tecnologici, l’acquisto di un auto nuova, una visita medica, ecc.. Un semplice gesto di accompagnamento, in questi casi, renderebbe tutto più leggero, ma spesso parenti e amici, assorbiti da impegni lavorativi e familiari, non possono essere presenti e soprattutto, si può far fatica a chiedere aiuto per paura di essere di peso. Da qui la possibilità di contare sulla presenza dei volontari che mettono a disposizione il proprio tempo o le proprie competenze.

  • Gruppi di auto-mutuo aiuto
    Incontri per persone che si trovano ad affrontare condizioni di vita simili e difficoltà comuni (persone senza fissa dimora, persone vedove, persone con figli con disabilità ecc.), dove trovarsi alla pari, condividendo esperienze, informazioni, strategie e soluzioni, in uno spazio in cui ci si senta liberi di esprimere sentimenti ed emozioni, sentendosi accolti e compresi, donando e ricevendo sostegno reciproco.

  • Supporto alle “Coabitazioni”
    Un ridotto grado di autonomia, la perdita o i costi troppo alti di gestione di un alloggio, conflitti familiari, povertà economica, concorrono ad allontanare chi è anziano dalla propria casa. L’istituzionalizzazione sembra a volte l’unica soluzione possibile, ma nella maggior parte dei casi, questa sistemazione non rispetta la profonda volontà delle persone, che soffrono il distacco dal proprio ambiente familiare, dagli oggetti e dai ricordi dalla propria casa. In questa prospettiva, possono essere attuate soluzioni alternative, quali: convivenze in case condivise, condomini protetti, case famiglia. Gli anziani, unendo le proprie risorse, talora più che modeste, riescono ad evitare un ricovero in istituto e a garantirsi la necessaria assistenza, continuando a vivere come desiderano, perché sono condivise le spese fisse e i servizi di assistenza alla persona.
    Valorizzando e integrando i servizi istituzionali quali ad es. l’assistenza domiciliare, i centri diurni e le risorse informali del territorio (vicini, familiari, volontari, ecc.). Consentendogli di vivere in una rete di relazioni che aiuta nella vita di tutti i giorni.

  • Attività volte a pubblicizzare i servizi e a sensibilizzare e reclutare futuri volontari
    Organizzando incontri nelle parrocchie e nelle scuole, affiggendo locandine, pubblicando post sui social network, gestendo un sito internet ecc..

  • Organizzazione di incontri conoscitivi e ricreativi
    Per consentire l’interazione tra le persone coinvolte, favorendo la nascita e il consolidamento di rapporti di fiducia e amicizia, di cui tener conto in fase di pianificazione delle varie attività.

I partecipanti possono essere:

  • Attivi: impegnati come volontari nell’erogazione dei servizi
  • Esclusivamente beneficiari dei servizi
  • Sia attivi che fruitori

Per partecipare o avere informazioni, chiamare o inviare un messaggio WhatsApp al numero indicato sul volantino.

 


 

 

 

In evidenza: 30 Agosto 2026

 

Festa di S. Anna

Lo scorso 26 luglio si è svolta la festa della nostra Patrona S. Anna.

Alle ore 21, in chiesa parrocchiale, è stata celebrata la s. Messa solenne presieduta da Mons. Fausto Tardelli, Vescovo emerito di Pistoia e Pescia.
Al termine si è svolta la processione con la statua di S. Anna, che si è conclusa al campo sportivo dell’Aquila S. Anna con la benedizione finale, i fuochi d’artificio e… gelato per tutti i partecipanti, distribuito dal gruppo giovanile dei Passerotti.

Nei due giorni precedenti si è svolta anche la Cena sotto le stelle, seconda edizione della Sagra di S. Anna, che ha visto una nutrita partecipazione.
Un grazie immenso al gruppo dei Passerotti e a tutti i volontari che hanno reso possibile e portato al successo questo evento.


Preghiera a S. Anna

O cara Sant’Anna, nostra patrona, che dopo lunga attesa hai prodigiosamente ottenuto il dono della fecondità e sei diventata madre di Maria, ti preghiamo di vegliare su di noi come nonna del cielo e di insegnarci a leggere e ad amare la Parola di Dio nella Bibbia.
In particolare assisti le mamme in attesa, che portano nel grembo il dono di una vita nuova.
Fa che ogni bimbo, gioiosamente accolto, cresca sano di corpo e di mente come Gesù.
Rendi i genitori saggi educatori dei loro figli e aiutali in ogni difficoltà coniugale.
Ottieni alle nostre famiglie la prosperità e la pace.
Dona conforto alle vedove e fa che non manchino ai nonni l’affetto e le cure dei familiari.
Tieni per mano i ragazzi, perché non perdano l’innocenza e fa che i giovani si orientino ai più alti valori umani e cristiano.
Offri a tutti la sicurezza che deriva da una vita spesa bene, all’insegna della fede che spera ed ama, dalla quale dipende la nostra felicità nella vita presente e in quella senza fine.
Amen.


 

Gruppo “Vi ho chiamato amici“

 

Chi fa parte del gruppo, è spinto all’azione dall’amore, condivide con spirito di fraternità il cammino di tutti coloro che vivono l’esperienza della solitudine e della sofferenza, dona sempre agli altri la parte migliore di sé, costruendo rapporti basati sulla reciproca fiducia e il rispetto, assumendo un atteggiamento positivo, empatico e propositivo.
Il gruppo è parte integrante della Parrocchia, ma si interfaccia e interagisce anche con le diverse realtà pubbliche e private presenti sul territorio, mettendo in comune idee, risorse, servizi, competenze e sviluppando i valori della solidarietà, della cooperazione e dell’interdipendenza.

Il gruppo svolge le seguenti attività:

  • “Accogli un amico”
    Il servizio consiste nel contattare quotidianamente una persona sola, che ne abbia fatto richiesta, per assicurarsi che stia bene e, in caso contrario, intervenire personalmente, laddove possibile, anche chiamando i soccorsi se necessario o allertando altri volontari, tramite l’equipe di coordinamento del gruppo.

  • “Amici in rete”
    Soprattutto le persone sole, si trovano qualche volta a dover fronteggiare situazioni impegnative come fare la spesa in un momento di malattia, necessità di un supporto per l’utilizzo di mezzi tecnologici, l’acquisto di un auto nuova, una visita medica, ecc.. Un semplice gesto di accompagnamento, in questi casi, renderebbe tutto più leggero, ma spesso parenti e amici, assorbiti da impegni lavorativi e familiari, non possono essere presenti e soprattutto, si può far fatica a chiedere aiuto per paura di essere di peso. Da qui la possibilità di contare sulla presenza dei volontari che mettono a disposizione il proprio tempo o le proprie competenze.

  • Gruppi di auto-mutuo aiuto
    Incontri per persone che si trovano ad affrontare condizioni di vita simili e difficoltà comuni (persone senza fissa dimora, persone vedove, persone con figli con disabilità ecc.), dove trovarsi alla pari, condividendo esperienze, informazioni, strategie e soluzioni, in uno spazio in cui ci si senta liberi di esprimere sentimenti ed emozioni, sentendosi accolti e compresi, donando e ricevendo sostegno reciproco.

  • Supporto alle “Coabitazioni”
    Un ridotto grado di autonomia, la perdita o i costi troppo alti di gestione di un alloggio, conflitti familiari, povertà economica, concorrono ad allontanare chi è anziano dalla propria casa. L’istituzionalizzazione sembra a volte l’unica soluzione possibile, ma nella maggior parte dei casi, questa sistemazione non rispetta la profonda volontà delle persone, che soffrono il distacco dal proprio ambiente familiare, dagli oggetti e dai ricordi dalla propria casa. In questa prospettiva, possono essere attuate soluzioni alternative, quali: convivenze in case condivise, condomini protetti, case famiglia. Gli anziani, unendo le proprie risorse, talora più che modeste, riescono ad evitare un ricovero in istituto e a garantirsi la necessaria assistenza, continuando a vivere come desiderano, perché sono condivise le spese fisse e i servizi di assistenza alla persona.
    Valorizzando e integrando i servizi istituzionali quali ad es. l’assistenza domiciliare, i centri diurni e le risorse informali del territorio (vicini, familiari, volontari, ecc.). Consentendogli di vivere in una rete di relazioni che aiuta nella vita di tutti i giorni.

  • Attività volte a pubblicizzare i servizi e a sensibilizzare e reclutare futuri volontari
    Organizzando incontri nelle parrocchie e nelle scuole, affiggendo locandine, pubblicando post sui social network, gestendo un sito internet ecc..

  • Organizzazione di incontri conoscitivi e ricreativi
    Per consentire l’interazione tra le persone coinvolte, favorendo la nascita e il consolidamento di rapporti di fiducia e amicizia, di cui tener conto in fase di pianificazione delle varie attività.

I partecipanti possono essere:

  • Attivi: impegnati come volontari nell’erogazione dei servizi
  • Esclusivamente beneficiari dei servizi
  • Sia attivi che fruitori

Per partecipare o avere informazioni, chiamare o inviare un messaggio WhatsApp al numero indicato sul volantino.

 


 

 

 

In evidenza: 23 Agosto 2026

 

Festa di S. Anna

Lo scorso 26 luglio si è svolta la festa della nostra Patrona S. Anna.

Alle ore 21, in chiesa parrocchiale, è stata celebrata la s. Messa solenne presieduta da Mons. Fausto Tardelli, Vescovo emerito di Pistoia e Pescia.
Al termine si è svolta la processione con la statua di S. Anna, che si è conclusa al campo sportivo dell’Aquila S. Anna con la benedizione finale, i fuochi d’artificio e… gelato per tutti i partecipanti, distribuito dal gruppo giovanile dei Passerotti.

Nei due giorni precedenti si è svolta anche la Cena sotto le stelle, seconda edizione della Sagra di S. Anna, che ha visto una nutrita partecipazione.
Un grazie immenso al gruppo dei Passerotti e a tutti i volontari che hanno reso possibile e portato al successo questo evento.


Preghiera a S. Anna

O cara Sant’Anna, nostra patrona, che dopo lunga attesa hai prodigiosamente ottenuto il dono della fecondità e sei diventata madre di Maria, ti preghiamo di vegliare su di noi come nonna del cielo e di insegnarci a leggere e ad amare la Parola di Dio nella Bibbia.
In particolare assisti le mamme in attesa, che portano nel grembo il dono di una vita nuova.
Fa che ogni bimbo, gioiosamente accolto, cresca sano di corpo e di mente come Gesù.
Rendi i genitori saggi educatori dei loro figli e aiutali in ogni difficoltà coniugale.
Ottieni alle nostre famiglie la prosperità e la pace.
Dona conforto alle vedove e fa che non manchino ai nonni l’affetto e le cure dei familiari.
Tieni per mano i ragazzi, perché non perdano l’innocenza e fa che i giovani si orientino ai più alti valori umani e cristiano.
Offri a tutti la sicurezza che deriva da una vita spesa bene, all’insegna della fede che spera ed ama, dalla quale dipende la nostra felicità nella vita presente e in quella senza fine.
Amen.


Attività estive a Foce di Bucino

Calendario dei campeggi estivi – Estate 2026

Lunedì 24 agosto si concludono i campeggi estivi a Foce di Bucino, che si sono svolti in queste date:

1ª media – 28-30 luglio
2ª media (Gruppo Myriam) – 6-9 agosto
3ª media (Gruppo Tabor) – 31 luglio – 4 agosto

1ª superiore (Gruppo Emunà) – 16-20 agosto
2ª e 3ª superiore (Gruppo Effatà) – 20 – 24 agosto
4ª superiore (Gruppo Zaccheo) – 10-14 agosto


 

Gruppo “Vi ho chiamato amici“

 

Chi fa parte del gruppo, è spinto all’azione dall’amore, condivide con spirito di fraternità il cammino di tutti coloro che vivono l’esperienza della solitudine e della sofferenza, dona sempre agli altri la parte migliore di sé, costruendo rapporti basati sulla reciproca fiducia e il rispetto, assumendo un atteggiamento positivo, empatico e propositivo.
Il gruppo è parte integrante della Parrocchia, ma si interfaccia e interagisce anche con le diverse realtà pubbliche e private presenti sul territorio, mettendo in comune idee, risorse, servizi, competenze e sviluppando i valori della solidarietà, della cooperazione e dell’interdipendenza.

Il gruppo svolge le seguenti attività:

  • “Accogli un amico”
    Il servizio consiste nel contattare quotidianamente una persona sola, che ne abbia fatto richiesta, per assicurarsi che stia bene e, in caso contrario, intervenire personalmente, laddove possibile, anche chiamando i soccorsi se necessario o allertando altri volontari, tramite l’equipe di coordinamento del gruppo.

  • “Amici in rete”
    Soprattutto le persone sole, si trovano qualche volta a dover fronteggiare situazioni impegnative come fare la spesa in un momento di malattia, necessità di un supporto per l’utilizzo di mezzi tecnologici, l’acquisto di un auto nuova, una visita medica, ecc.. Un semplice gesto di accompagnamento, in questi casi, renderebbe tutto più leggero, ma spesso parenti e amici, assorbiti da impegni lavorativi e familiari, non possono essere presenti e soprattutto, si può far fatica a chiedere aiuto per paura di essere di peso. Da qui la possibilità di contare sulla presenza dei volontari che mettono a disposizione il proprio tempo o le proprie competenze.

  • Gruppi di auto-mutuo aiuto
    Incontri per persone che si trovano ad affrontare condizioni di vita simili e difficoltà comuni (persone senza fissa dimora, persone vedove, persone con figli con disabilità ecc.), dove trovarsi alla pari, condividendo esperienze, informazioni, strategie e soluzioni, in uno spazio in cui ci si senta liberi di esprimere sentimenti ed emozioni, sentendosi accolti e compresi, donando e ricevendo sostegno reciproco.

  • Supporto alle “Coabitazioni”
    Un ridotto grado di autonomia, la perdita o i costi troppo alti di gestione di un alloggio, conflitti familiari, povertà economica, concorrono ad allontanare chi è anziano dalla propria casa. L’istituzionalizzazione sembra a volte l’unica soluzione possibile, ma nella maggior parte dei casi, questa sistemazione non rispetta la profonda volontà delle persone, che soffrono il distacco dal proprio ambiente familiare, dagli oggetti e dai ricordi dalla propria casa. In questa prospettiva, possono essere attuate soluzioni alternative, quali: convivenze in case condivise, condomini protetti, case famiglia. Gli anziani, unendo le proprie risorse, talora più che modeste, riescono ad evitare un ricovero in istituto e a garantirsi la necessaria assistenza, continuando a vivere come desiderano, perché sono condivise le spese fisse e i servizi di assistenza alla persona.
    Valorizzando e integrando i servizi istituzionali quali ad es. l’assistenza domiciliare, i centri diurni e le risorse informali del territorio (vicini, familiari, volontari, ecc.). Consentendogli di vivere in una rete di relazioni che aiuta nella vita di tutti i giorni.

  • Attività volte a pubblicizzare i servizi e a sensibilizzare e reclutare futuri volontari
    Organizzando incontri nelle parrocchie e nelle scuole, affiggendo locandine, pubblicando post sui social network, gestendo un sito internet ecc..

  • Organizzazione di incontri conoscitivi e ricreativi
    Per consentire l’interazione tra le persone coinvolte, favorendo la nascita e il consolidamento di rapporti di fiducia e amicizia, di cui tener conto in fase di pianificazione delle varie attività.

I partecipanti possono essere:

  • Attivi: impegnati come volontari nell’erogazione dei servizi
  • Esclusivamente beneficiari dei servizi
  • Sia attivi che fruitori

Per partecipare o avere informazioni, chiamare o inviare un messaggio WhatsApp al numero indicato sul volantino.

 


 

 

 

In evidenza: 16 Agosto 2026

 

Festa di S. Anna

Lo scorso 26 luglio si è svolta la festa della nostra Patrona S. Anna.

Alle ore 21, in chiesa parrocchiale, è stata celebrata la s. Messa solenne presieduta da Mons. Fausto Tardelli, Vescovo emerito di Pistoia e Pescia.
Al termine si è svolta la processione con la statua di S. Anna, che si è conclusa al campo sportivo dell’Aquila S. Anna con la benedizione finale, i fuochi d’artificio e… gelato per tutti i partecipanti, distribuito dal gruppo giovanile dei Passerotti.

Nei due giorni precedenti si è svolta anche la Cena sotto le stelle, seconda edizione della Sagra di S. Anna, che ha visto una nutrita partecipazione.
Un grazie immenso al gruppo dei Passerotti e a tutti i volontari che hanno reso possibile e portato al successo questo evento.


Preghiera a S. Anna

O cara Sant’Anna, nostra patrona, che dopo lunga attesa hai prodigiosamente ottenuto il dono della fecondità e sei diventata madre di Maria, ti preghiamo di vegliare su di noi come nonna del cielo e di insegnarci a leggere e ad amare la Parola di Dio nella Bibbia.
In particolare assisti le mamme in attesa, che portano nel grembo il dono di una vita nuova.
Fa che ogni bimbo, gioiosamente accolto, cresca sano di corpo e di mente come Gesù.
Rendi i genitori saggi educatori dei loro figli e aiutali in ogni difficoltà coniugale.
Ottieni alle nostre famiglie la prosperità e la pace.
Dona conforto alle vedove e fa che non manchino ai nonni l’affetto e le cure dei familiari.
Tieni per mano i ragazzi, perché non perdano l’innocenza e fa che i giovani si orientino ai più alti valori umani e cristiano.
Offri a tutti la sicurezza che deriva da una vita spesa bene, all’insegna della fede che spera ed ama, dalla quale dipende la nostra felicità nella vita presente e in quella senza fine.
Amen.


Attività estive a Foce di Bucino

Calendario dei campeggi estivi – Estate 2026

1ª media – 28-30 luglio
2ª media (Gruppo Myriam) – 6-9 agosto
3ª media (Gruppo Tabor) – 31 luglio – 4 agosto

1ª superiore (Gruppo Emunà) – 16-20 agosto
2ª e 3ª superiore (Gruppo Effatà) – 20 – 24 agosto
4ª superiore (Gruppo Zaccheo) – 10-14 agosto


 

Gruppo “Vi ho chiamato amici“

 

Chi fa parte del gruppo, è spinto all’azione dall’amore, condivide con spirito di fraternità il cammino di tutti coloro che vivono l’esperienza della solitudine e della sofferenza, dona sempre agli altri la parte migliore di sé, costruendo rapporti basati sulla reciproca fiducia e il rispetto, assumendo un atteggiamento positivo, empatico e propositivo.
Il gruppo è parte integrante della Parrocchia, ma si interfaccia e interagisce anche con le diverse realtà pubbliche e private presenti sul territorio, mettendo in comune idee, risorse, servizi, competenze e sviluppando i valori della solidarietà, della cooperazione e dell’interdipendenza.

Il gruppo svolge le seguenti attività:

  • “Accogli un amico”
    Il servizio consiste nel contattare quotidianamente una persona sola, che ne abbia fatto richiesta, per assicurarsi che stia bene e, in caso contrario, intervenire personalmente, laddove possibile, anche chiamando i soccorsi se necessario o allertando altri volontari, tramite l’equipe di coordinamento del gruppo.

  • “Amici in rete”
    Soprattutto le persone sole, si trovano qualche volta a dover fronteggiare situazioni impegnative come fare la spesa in un momento di malattia, necessità di un supporto per l’utilizzo di mezzi tecnologici, l’acquisto di un auto nuova, una visita medica, ecc.. Un semplice gesto di accompagnamento, in questi casi, renderebbe tutto più leggero, ma spesso parenti e amici, assorbiti da impegni lavorativi e familiari, non possono essere presenti e soprattutto, si può far fatica a chiedere aiuto per paura di essere di peso. Da qui la possibilità di contare sulla presenza dei volontari che mettono a disposizione il proprio tempo o le proprie competenze.

  • Gruppi di auto-mutuo aiuto
    Incontri per persone che si trovano ad affrontare condizioni di vita simili e difficoltà comuni (persone senza fissa dimora, persone vedove, persone con figli con disabilità ecc.), dove trovarsi alla pari, condividendo esperienze, informazioni, strategie e soluzioni, in uno spazio in cui ci si senta liberi di esprimere sentimenti ed emozioni, sentendosi accolti e compresi, donando e ricevendo sostegno reciproco.

  • Supporto alle “Coabitazioni”
    Un ridotto grado di autonomia, la perdita o i costi troppo alti di gestione di un alloggio, conflitti familiari, povertà economica, concorrono ad allontanare chi è anziano dalla propria casa. L’istituzionalizzazione sembra a volte l’unica soluzione possibile, ma nella maggior parte dei casi, questa sistemazione non rispetta la profonda volontà delle persone, che soffrono il distacco dal proprio ambiente familiare, dagli oggetti e dai ricordi dalla propria casa. In questa prospettiva, possono essere attuate soluzioni alternative, quali: convivenze in case condivise, condomini protetti, case famiglia. Gli anziani, unendo le proprie risorse, talora più che modeste, riescono ad evitare un ricovero in istituto e a garantirsi la necessaria assistenza, continuando a vivere come desiderano, perché sono condivise le spese fisse e i servizi di assistenza alla persona.
    Valorizzando e integrando i servizi istituzionali quali ad es. l’assistenza domiciliare, i centri diurni e le risorse informali del territorio (vicini, familiari, volontari, ecc.). Consentendogli di vivere in una rete di relazioni che aiuta nella vita di tutti i giorni.

  • Attività volte a pubblicizzare i servizi e a sensibilizzare e reclutare futuri volontari
    Organizzando incontri nelle parrocchie e nelle scuole, affiggendo locandine, pubblicando post sui social network, gestendo un sito internet ecc..

  • Organizzazione di incontri conoscitivi e ricreativi
    Per consentire l’interazione tra le persone coinvolte, favorendo la nascita e il consolidamento di rapporti di fiducia e amicizia, di cui tener conto in fase di pianificazione delle varie attività.

I partecipanti possono essere:

  • Attivi: impegnati come volontari nell’erogazione dei servizi
  • Esclusivamente beneficiari dei servizi
  • Sia attivi che fruitori

Per partecipare o avere informazioni, chiamare o inviare un messaggio WhatsApp al numero indicato sul volantino.

 


 

 

 

In evidenza: 9 Agosto 2026

Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria

15 agosto 2026

La liturgia di questa festa dell’Assunta ci propone il brano evangelico della Visitazione.
San Luca trasmette in questa pagina la memoria di un momento cruciale nella vocazione di Maria. (…)
Il Magnificat, che il Vangelo pone sulle labbra della giovane Maria, ora sprigiona la luce di tutti i suoi giorni. Un singolo giorno, quello dell’incontro con la cugina Elisabetta, contiene il segreto di ogni altro giorno, di ogni altra stagione.
E le parole non bastano: occorre un canto, che nella Chiesa continua a essere cantato, «di generazione in generazione» (Lc 1,50), al tramonto di ogni giornata. (…)

Il canto di Maria, il suo Magnificat, rafforza nella speranza gli umili, gli affamati, i servi operosi di Dio. Sono le donne e gli uomini delle Beatitudini, che ancora nella tribolazione già vedono l’invisibile: i potenti rovesciati dai troni, i ricchi a mani vuote, le promesse di Dio realizzate.
Si tratta di esperienze che, in ogni comunità cristiana, dobbiamo tutti poter dire di aver vissuto. Sembrano impossibili, ma la Parola di Dio ancora viene alla luce. Quando nascono i legami con cui opponiamo al male il bene, alla morte la vita, allora vediamo che nulla è impossibile con Dio (cfr Lc 1,37).

(Papa Leone XIV, Omelia, 15 agosto 2025)


Festa di S. Anna

Lo scorso 26 luglio si è svolta la festa della nostra Patrona S. Anna.

Alle ore 21, in chiesa parrocchiale, è stata celebrata la s. Messa solenne presieduta da Mons. Fausto Tardelli, Vescovo emerito di Pistoia e Pescia.
Al termine si è svolta la processione con la statua di S. Anna, che si è conclusa al campo sportivo dell’Aquila S. Anna con la benedizione finale, i fuochi d’artificio e… gelato per tutti i partecipanti, distribuito dal gruppo giovanile dei Passerotti.

Nei due giorni precedenti si è svolta anche la Cena sotto le stelle, seconda edizione della Sagra di S. Anna, che ha visto una nutrita partecipazione.
Un grazie immenso al gruppo dei Passerotti e a tutti i volontari che hanno reso possibile e portato al successo questo evento.


Preghiera a S. Anna

O cara Sant’Anna, nostra patrona, che dopo lunga attesa hai prodigiosamente ottenuto il dono della fecondità e sei diventata madre di Maria, ti preghiamo di vegliare su di noi come nonna del cielo e di insegnarci a leggere e ad amare la Parola di Dio nella Bibbia.
In particolare assisti le mamme in attesa, che portano nel grembo il dono di una vita nuova.
Fa che ogni bimbo, gioiosamente accolto, cresca sano di corpo e di mente come Gesù.
Rendi i genitori saggi educatori dei loro figli e aiutali in ogni difficoltà coniugale.
Ottieni alle nostre famiglie la prosperità e la pace.
Dona conforto alle vedove e fa che non manchino ai nonni l’affetto e le cure dei familiari.
Tieni per mano i ragazzi, perché non perdano l’innocenza e fa che i giovani si orientino ai più alti valori umani e cristiano.
Offri a tutti la sicurezza che deriva da una vita spesa bene, all’insegna della fede che spera ed ama, dalla quale dipende la nostra felicità nella vita presente e in quella senza fine.
Amen.


Attività estive a Foce di Bucino

Calendario dei campeggi estivi – Estate 2026

1ª media – 28-30 luglio
2ª media (Gruppo Myriam) – 6-9 agosto
3ª media (Gruppo Tabor) – 31 luglio – 4 agosto

1ª superiore (Gruppo Emunà) – 16-20 agosto
2ª e 3ª superiore (Gruppo Effatà) – 20 – 24 agosto
4ª superiore (Gruppo Zaccheo) – 10-14 agosto


 

Gruppo “Vi ho chiamato amici“

 

Chi fa parte del gruppo, è spinto all’azione dall’amore, condivide con spirito di fraternità il cammino di tutti coloro che vivono l’esperienza della solitudine e della sofferenza, dona sempre agli altri la parte migliore di sé, costruendo rapporti basati sulla reciproca fiducia e il rispetto, assumendo un atteggiamento positivo, empatico e propositivo.
Il gruppo è parte integrante della Parrocchia, ma si interfaccia e interagisce anche con le diverse realtà pubbliche e private presenti sul territorio, mettendo in comune idee, risorse, servizi, competenze e sviluppando i valori della solidarietà, della cooperazione e dell’interdipendenza.

Il gruppo svolge le seguenti attività:

  • “Accogli un amico”
    Il servizio consiste nel contattare quotidianamente una persona sola, che ne abbia fatto richiesta, per assicurarsi che stia bene e, in caso contrario, intervenire personalmente, laddove possibile, anche chiamando i soccorsi se necessario o allertando altri volontari, tramite l’equipe di coordinamento del gruppo.

  • “Amici in rete”
    Soprattutto le persone sole, si trovano qualche volta a dover fronteggiare situazioni impegnative come fare la spesa in un momento di malattia, necessità di un supporto per l’utilizzo di mezzi tecnologici, l’acquisto di un auto nuova, una visita medica, ecc.. Un semplice gesto di accompagnamento, in questi casi, renderebbe tutto più leggero, ma spesso parenti e amici, assorbiti da impegni lavorativi e familiari, non possono essere presenti e soprattutto, si può far fatica a chiedere aiuto per paura di essere di peso. Da qui la possibilità di contare sulla presenza dei volontari che mettono a disposizione il proprio tempo o le proprie competenze.

  • Gruppi di auto-mutuo aiuto
    Incontri per persone che si trovano ad affrontare condizioni di vita simili e difficoltà comuni (persone senza fissa dimora, persone vedove, persone con figli con disabilità ecc.), dove trovarsi alla pari, condividendo esperienze, informazioni, strategie e soluzioni, in uno spazio in cui ci si senta liberi di esprimere sentimenti ed emozioni, sentendosi accolti e compresi, donando e ricevendo sostegno reciproco.

  • Supporto alle “Coabitazioni”
    Un ridotto grado di autonomia, la perdita o i costi troppo alti di gestione di un alloggio, conflitti familiari, povertà economica, concorrono ad allontanare chi è anziano dalla propria casa. L’istituzionalizzazione sembra a volte l’unica soluzione possibile, ma nella maggior parte dei casi, questa sistemazione non rispetta la profonda volontà delle persone, che soffrono il distacco dal proprio ambiente familiare, dagli oggetti e dai ricordi dalla propria casa. In questa prospettiva, possono essere attuate soluzioni alternative, quali: convivenze in case condivise, condomini protetti, case famiglia. Gli anziani, unendo le proprie risorse, talora più che modeste, riescono ad evitare un ricovero in istituto e a garantirsi la necessaria assistenza, continuando a vivere come desiderano, perché sono condivise le spese fisse e i servizi di assistenza alla persona.
    Valorizzando e integrando i servizi istituzionali quali ad es. l’assistenza domiciliare, i centri diurni e le risorse informali del territorio (vicini, familiari, volontari, ecc.). Consentendogli di vivere in una rete di relazioni che aiuta nella vita di tutti i giorni.

  • Attività volte a pubblicizzare i servizi e a sensibilizzare e reclutare futuri volontari
    Organizzando incontri nelle parrocchie e nelle scuole, affiggendo locandine, pubblicando post sui social network, gestendo un sito internet ecc..

  • Organizzazione di incontri conoscitivi e ricreativi
    Per consentire l’interazione tra le persone coinvolte, favorendo la nascita e il consolidamento di rapporti di fiducia e amicizia, di cui tener conto in fase di pianificazione delle varie attività.

I partecipanti possono essere:

  • Attivi: impegnati come volontari nell’erogazione dei servizi
  • Esclusivamente beneficiari dei servizi
  • Sia attivi che fruitori

Per partecipare o avere informazioni, chiamare o inviare un messaggio WhatsApp al numero indicato sul volantino.