In evidenza: 17 Maggio 2026

Attività estive a Foce di Bucino

Calendario dei campeggi estivi – Estate 2026

1ª media – 28-30 luglio
2ª media (Gruppo Myriam) – 6-9 agosto
3ª media (Gruppo Tabor) – 31 luglio – 4 agosto

1ª superiore (Gruppo Emunà) – 15-19 agosto
2ª e 3ª superiore (Gruppo Effatà) – 20 – 24 agosto
4ª superiore (Gruppo Zaccheo) – 10-14 agosto


Pellegrinaggio a Lourdes

Dal 30 aprile al 5 maggio siamo stati in pellegrinaggio a Lourdes.

Le preghiere che ci avete consegnato le abbiamo portate alla grotta della “Bella Signora”, come ha detto Bernadette.
Le abbiamo affidate alla Madonna.

 

Vogliamo condividere con voi le tante emozioni che sono ancora nel nostro cuore. Troverete un cartellone all’altare di S. Anna che raccoglie quello che ciascuno di noi ha scritto.
E’ il nostro dono alla comunità.


 


Radici per il futuro

 

Martedì 31 marzo, nel parco dell’Oratorio, sono stati piantumati 6 nuovi alberi (4 gelsi e 2 aceri) in sostituzione di quelli abbattuti perché malati o pericolosi. Con questo intervento il parco dell’Oratorio, (circa 4000 mq di verde attrezzato), diventa ancor di più un luogo vitale per tutta la comunità dove ragazzi, giovani e anziani possono ritrovarsi e incontrarsi ogni giorno.

Sabato 23 maggio alle ore 15, in occasione della Festa di fine Anno Catechistico, verrà inaugurato il nuovo Parco dell’Oratorio.

In evidenza: 10 Maggio 2026

Pellegrinaggio a Lourdes

Dal 30 aprile al 5 maggio siamo stati in pellegrinaggio a Lourdes.

Le preghiere che ci avete consegnato le abbiamo portate alla grotta della “Bella Signora”, come ha detto Bernadette.
Le abbiamo affidate alla Madonna.

 

Vogliamo condividere con voi le tante emozioni che sono ancora nel nostro cuore. Troverete un cartellone all’altare di S. Anna che raccoglie quello che ciascuno di noi ha scritto.
E’ il nostro dono alla comunità.


Riparte il Grest


 


Attività estive a Foce di Bucino

Calendario dei campeggi estivi – Estate 2026

1ª media – 28-30 luglio
2ª media (Gruppo Myriam) – 6-9 agosto
3ª media (Gruppo Tabor) – 31 luglio – 4 agosto

1ª superiore (Gruppo Emunà) – 15-19 agosto
2ª e 3ª superiore (Gruppo Effatà) – 20 – 24 agosto
4ª superiore (Gruppo Zaccheo) – 10-14 agosto


Radici per il futuro

 

Martedì 31 marzo, nel parco dell’Oratorio, sono stati piantumati 6 nuovo alberi (4 gelsi e 2 aceri) in sostituzione di quelli abbattuti perché malati o pericolosi. Con questo intervento il parco dell’Oratorio, (circa 4000 mq di verde attrezzato), diventa ancor di più un luogo vitale per tutta la comunità dove ragazzi, giovani e anziani possono ritrovarsi e incontrarsi ogni giorno.

In evidenza: 3 Maggio 2026

Riparte il Grest


 



Attività estive a Foce di Bucino

Calendario dei campeggi estivi – Estate 2026

1ª media – 28-30 luglio
2ª media (Gruppo Myriam) – 6-9 agosto
3ª media (Gruppo Tabor) – 31 luglio – 4 agosto

1ª superiore (Gruppo Emunà) – 15-19 agosto
2ª e 3ª superiore (Gruppo Effatà) – 20 – 24 agosto
4ª superiore (Gruppo Zaccheo) – 10-14 agosto


Radici per il futuro

 

Martedì 31 marzo, nel parco dell’Oratorio, sono stati piantumati 6 nuovo alberi (4 gelsi e 2 aceri) in sostituzione di quelli abbattuti perché malati o pericolosi. Con questo intervento il parco dell’Oratorio, (circa 4000 mq di verde attrezzato), diventa ancor di più un luogo vitale per tutta la comunità dove ragazzi, giovani e anziani possono ritrovarsi e incontrarsi ogni giorno.

In evidenza: 26 Aprile 2026

Riparte il Grest


 




Radici per il futuro

 

Martedì 31 marzo, nel parco dell’Oratorio, sono stati piantumati 6 nuovo alberi (4 gelsi e 2 aceri) in sostituzione di quelli abbattuti perché malati o pericolosi. Con questo intervento il parco dell’Oratorio, (circa 4000 mq di verde attrezzato), diventa ancor di più un luogo vitale per tutta la comunità dove ragazzi, giovani e anziani possono ritrovarsi e incontrarsi ogni giorno.

In evidenza: 19 Aprile 2026



Radici per il futuro

 

Martedì 31 marzo, nel parco dell’Oratorio, sono stati piantumati 6 nuovo alberi (4 gelsi e 2 aceri) in sostituzione di quelli abbattuti perché malati o pericolosi. Con questo intervento il parco dell’Oratorio, (circa 4000 mq di verde attrezzato), diventa ancor di più un luogo vitale per tutta la comunità dove ragazzi, giovani e anziani possono ritrovarsi e incontrarsi ogni giorno.

In evidenza: 12 Aprile 2026

Generi alimentari

La Caritas invita tutta la Comunità ad offrire GENERI ALIMENTARI di lunga conservazione.

In particolare in questo periodo c’è bisogno di: tonno, sgombri, sardine, pelati, latte e biscotti.


Gruppo del cucito

Il gruppo del cucito dell’associazione La Finestra ringrazia tutti i collaboratori e tutte le persone che hanno apprezzato i lavori eseguiti dal gruppo.
Durante l’ultima vendita è stata ricavata la somma di 590 €.
Il gruppo del cucito si ritrova il mercoledì dalle 16 alle 18 nei locali dell’oratorio. Chi è interessato è il benvenuto.

 

Ringraziamenti

In memoria di Franco Belcari offerti 205 euro per i nuovi alberi dell’Oratorio.
La Caritas ringrazia per le offerte ricevute in memoria di Ermete Gazzotti, 50 euro, e da amiche e clienti di una parrucchiera, 180 euro, in occasione della S. Pasqua.

 


Radici per il futuro

 

Martedì 31 marzo, nel parco dell’Oratorio, sono stati piantumati 6 nuovo alberi (4 gelsi e 2 aceri) in sostituzione di quelli abbattuti perché malati o pericolosi. Con questo intervento il parco dell’Oratorio, (circa 4000 mq di verde attrezzato), diventa ancor di più un luogo vitale per tutta la comunità dove ragazzi, giovani e anziani possono ritrovarsi e incontrarsi ogni giorno.

In evidenza: 5 Aprile 2026

Preghiera di benedizione pasquale in famiglia


Inizio

Quando i membri della famiglia sono riuniti si fa una pausa di raccoglimento. Poi tutti si fanno il segno della croce mentre il papà o la mamma dice: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Tutti: Amen.
Poi il papà o la mamma dice: Dio, che è benedetto nei secoli, ci conceda di essere in comunione gli uni con gli altri secondo la sapienza del suo Spirito in Cristo Gesù nostro Signore. Tutti: Amen.

Lettura della Parola di Dio

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 16,1-7)
Maria di Màgdala, Maria di Giacomo e Salome di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole. Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra del sepolcro era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto».
Parola del Signore

Preghiera ( Papà o mamma )

Cristo è risorto e ci riempie della gioia pasquale. Spinti dal suo Santo Spirito esprimiamo la nostra preghiera dicendo:
Tutti rispondono: Resta con noi, Signore.

  • Signore Gesù Cristo, che dopo la risurrezione ti sei manifestato ai discepoli e li hai allietati con il dono della pace, fa’ che questa famiglia gusti la gioia della tua presenza. R.
  • Tu che dall’umiliazione della croce sei giunto alla gloria della risurrezione, fa’ che, anche nelle difficoltà quotidiane, i membri di questa famiglia si uniscano sempre più nel vincolo dell’amore. R.
  • Tu che sedendo a tavola con i discepoli, ti sei fatto riconoscere nell’atto di spezzare il pane, fa’ che questa famiglia, partecipando all’Eucaristia domenicale, renda testimonianza del tuo amore. R.
  • Tu che sei vicino a chi soffre, sostieni gli anziani e gli ammalati, e chi piange per la morte di una persona cara. R.

Tutti: Padre nostro….

Preghiera di benedizione

Con le mani giunte il papà o la mamma pronuncia la preghiera di benedizione:
Ti benediciamo, Dio Padre, Signore del cielo e della terra, perché nella Risurrezione di Gesù dai morti ci doni la speranza della vita nuova ed eterna. Benedici la nostra famiglia raccolta attorno alla mensa, rinnova l’amore che ci unisce e fa’ che possiamo diffondere la gioia del Signore risorto a tutte le persone che incontriamo. Ti ringraziamo Signore per il cibo che ora condividiamo. Aiutaci a vivere sempre nella gratitudine e nella solidarietà con chi soffre. Per Cristo nostro Signore.
Tutti: Amen.


Radici per il futuro

 

Martedì 31 marzo, nel parco dell’Oratorio, sono stati piantumati 6 nuovo alberi (4 gelsi e 2 aceri) in sostituzione di quelli abbattuti perchè malati o pericolosi. Con questo intervento il parco dell’Oratorio, (circa 4000 mq di verde attrezzato), diventa ancor di più un luogo vitale per tutta la comunità dove ragazzi, giovani e anziani possono ritrovarsi e incontrarsi ogni giorno.

In evidenza: 29 Marzo 2026

SANTO TRIDUO PASQUALE

 


Messa nella Cena del Signore

Giovedì 2 aprile alle ore 18.30

Con questa Messa, che celebra l’istituzione dell’Eucaristia e del Sacerdozio, nell’ultima Cena, ha inizio il Triduo Pasquale. La Celebrazione inizia con l’accoglienza degli Olii Santi consacrati dal Vescovo nella Messa Crismale, e la Parola di Dio che si proclama in questo giorno, ci aiuta a verificare “come” si celebra l’Eucarestia, alla luce del comando di Gesù “Così fate anche voi: lavatevi i piedi l’uno l’altro”. E’ per questo che durante la celebrazione si svolge il rito della Lavanda dei piedi.
Dalle ore 21 alle 24: Preghiera davanti all’altare della Reposizione


Venerdì nella Passione del Signore – 3 aprile

  • Preghiera comunitaria delle lodi alle ore 8.30
  • Alle ore 15 Preghiera dell’Ora Media in ricordo dell’ora della morte di Gesù
  • Azione Liturgica della Passione del Signore alle ore 18.30

In questo giorno non c’è la Celebrazione dell’Eucaristia.
Questa antichissima tradizione non è nata per dare l’idea del vuoto, ma per farci assaporare la pienezza del sacrificio unico di Cristo. Nota essenziale di questo giorno è l’austerità. L’azione liturgica inizia con il silenzio, e le varie parti in cui si scandisce (Liturgia della Parola, grande preghiera di intercessione, Adorazione e bacio della Croce, Santa Comunione), sono sempre arricchite da questi silenzi contemplativi e meditativi, affinché si possa comprendere e gustare quanto la Parola e i gesti liturgici ci dicono.
N.B. Oggi è astinenza dalla carne e digiuno per donare il frutto delle nostre rinunce ai più bisognosi


Sabato Santo – 4 aprile

  • Preghiera comunitaria delle lodi alle ore 8.30

In questo giorno la Chiesa sosta in silenzio presso l’altare della reposizione, meditando la Passione e Morte del Signore astenendosi dal celebrare l’Eucarestia fino alla Veglia, quando l’attesa lascia il posto alla gioia pasquale.


Pasqua di Risurrezione

  • Solenne Veglia Pasquale alle ore 22

Con la Veglia Pasquale di sabato 4 aprile, ha inizio il Giorno di Pasqua. La gioia della Resurrezione si protrae per 50 giorni fino a Pentecoste. Per antichissima tradizione, questa è “la notte di veglia in onore del Signore”. Il fuoco, il cero e le candele in mano ai partecipanti, sono i primi simboli che incontriamo in questa notte e che riconducono al calore e alla luce, che sono segni di vita. La Parola proclamata questa notte, ci guida a gustare la storia della salvezza che si è concretizzata in noi nel passaggio attraverso l’acqua del Battesimo. La mensa dell’Eucarestia diventa veramente la gioia di assaporare la festa che il Signore prepara per i suoi servi fedeli e vigilanti. Una gioia incontenibile si diffonde da questa notte in tutta la Chiesa e si comunica da ogni credente a ciascun uomo: Cristo è risorto!


Domenica di Pasqua – 5 aprile

“Questo è il giorno fatto dal Signore, Alleluia”

Giotto – Resurrezione di Cristo

Orario SS. Messe:

– In chiesa:  alle 8.30 – 10.30 – 12
– Presso la chiesina del Palazzaccio: alle ore 10
– In Auditorium: alle ore 18

(Al termine di tutte le SS. Messe saranno benedette le uova pasquali)

In evidenza: 22 Marzo 2026

Lettera dell’Arcivescovo per la Pasqua 2026

Camminare nella speranza
per non smarrire la strada
e perdersi di coraggio


L’inganno di una velocità senza meta

I mezzi a nostra disposizione, in ogni campo dell’esistenza, sono sempre più efficienti e veloci: l’informazione, i trasporti, le comunicazioni, la produzione… conoscono ritmi impensabili solo qualche anno fa. Questo ci dà l’illusione di avere in pugno la vita, di essere all’altezza delle sfide dell’esistenza. Se però manca un fine, una meta che dia senso al frenetico movimento di ogni cosa, essere più veloci fa assomigliare le persone a schegge impazzite, piuttosto che a viaggiatori ben attrezzati. L’incessante evoluzione degli strumenti si accompagna troppo spesso allo smarrimento della direzione; non appena ci si ferma (Covid docet), molte cose rivelano la propria inconsistenza e cresce il senso di vuoto, l’impressione di correre – sì – ma verso un baratro.

L’inganno di una libertà senza responsabilità

Le tecnologie e il benessere hanno aumentato le possibilità di scelta di ciascuno, instillando la convinzione che la libertà individuale debba conoscere sempre meno limitazioni. Evitare impegni, scelte cogenti, responsabilità, legami… appare necessario per preservare la propria libertà dagli inevitabili condizionamenti che essi comportano. Anche le regole, in ogni ambito del vivere comune, vengono percepite con sempre maggiore insofferenza. Tuttavia una libertà che non si spende in decisioni serie, rimane sterile: non produce nulla, non cambia nulla, non costruisce nulla. Preserva solo se stessa, lasciando apparentemente intatte le proprie potenzialità. Ma il tempo passa e le occasioni di bene e di vita perdute non tornano più.

L’inganno del guadagno senza fatica

Il fatturato del gioco legale nel nostro Paese ha superato i 157 miliardi di Euro all’anno (cf. CGIL, Libro nero dell’azzardo), di cui oltre 90 legati al gioco on-line. Il fenomeno è più rilevante nelle zone povere, evidentemente connesso ad aspettative di riscatto economico che si rivelano illusorie: a guadagnare sempre e comunque, infatti, è il “banco”. Il fenomeno macroscopico del gioco è rivelativo di una mentalità orientata al guadagno facile, senza troppo impegno e fatica. Progressivamente, il lavoro perde valore, come accade all’economia reale rispetto alla finanza.
La filosofia del “tutto-e-subito”, chiude il cuore alla speranza, che esige e fonda l’impegno, per sostituirla con la fortuna, che deresponsabilizza e, alla fine, lascia con un pugno di mosche in mano.

L’inganno di un potere senza regole

“Mentre l’uomo tanto largamente estende la sua potenza, non sempre riesce però a porla a suo servizio. […] Mai il genere umano ebbe a disposizione tante ricchezze, possibilità e potenza economica; e tuttavia una grande parte degli abitanti del globo è ancora tormentata dalla fame e dalla miseria” (Concilio Vaticano II, Gaudium et spes, 4). Ritenere che l’efficacia degli strumenti sia sufficiente ad assicurare la bontà dei risultati è un’illusione contraddetta da molteplici fatti, come l’aumento delle disuguaglianze e lo scatenarsi delle guerre. In assenza di regole morali e di finalità positive, si finisce col ricercare il proprio interesse, molto spesso a scapito di quello altrui. “Il relativismo, non riconoscendo nulla come definitivo, lascia come ultima misura solo il proprio io con le sue voglie, e sotto l’apparenza della libertà diventa per ciascuno una prigione, perché separa l’uno dall’altro, riducendo ciascuno a ritrovarsi chiuso dentro il proprio io” (Benedetto XVI, Discorso alla Diocesi di Roma, 6 giugno 2005).

L’inganno dell’eterna giovinezza

Senza arrivare al livello del milionario americano Bryan Johnson, che investe circa due milioni di dollari all’anno per contrastare il proprio invecchia-mento e tentare di vincere la morte, in tutto il mondo si spendono cifre sempre più ingenti in farmaci e trattamenti anti-age di ogni genere. Il progressivo aumento della vita media e i progressi della medicina sembrano annunciare la sconfitta della sofferenza e della morte. Così, quando tali eventi accadono – perché non può essere altrimenti – si cerca in qualche modo di esorcizzarli, di rimuoverli dalla vista e dalla coscienza, invece di lasciarli illuminare dalla speranza pasquale. Però, nel profondo del cuore, lo smarrimento che ne deriva dà luogo a paure e ansie che offuscano la gioia di vivere. Anche tra gli adolescenti e i giovani l’assenza di risposte dinanzi alle grandi domande poste dalla limitatezza dell’esistenza, lungi dal produr-re spensierata allegrezza, dà luogo a un diffuso pessimismo (cf. IARD, Adolescenti followers, 2026).

(5ª parte – continua)

 

 


In evidenza: 15 Marzo 2026

Lettera dell’Arcivescovo per la Pasqua 2026

Camminare nella speranza
per non smarrire la strada
e perdersi di coraggio


Il discernimento comporta una fatica. […] Noi non ci troviamo davanti, già impacchettata, la vita che dobbiamo vivere. Dobbiamo deciderla continuamente, secondo le realtà che vengono. Dio ci invita a valutare e a scegliere: ci ha creato liberi e vuole che esercitiamo la nostra libertà. […] Il discernimento è faticoso ma indispensabile per vivere. Richiede che io mi conosca, che sappia cosa è bene per me qui e ora. Richiede soprattutto un rapporto filiale con Dio. […] Dio non impone mai il suo volere, perché vuole essere amato e non temuto. Dio ci vuole figli non schiavi: figli liberi. E l’amore si può vivere solo nella libertà. Per imparare a vivere si deve imparare ad amare, e per questo è necessario discernere: cosa posso fare adesso, davanti a questa alternativa? Che sia un segnale di più amore, di più maturità nell’amore. Chiediamo che lo Spirito Santo ci guidi! Invochiamolo ogni giorno, specialmente quando dobbiamo fare delle scelte (Francesco, Catechesi, 31 agosto 2022).
Lo Spirito fa scoprire gli inganni del maligno, quindi siamo chiamati a discernere continuamente se ci sta conducendo lo Spirito oppure il maligno o comunque il nostro interesse. (Leone XIV, Meditazione ai seminaristi in occasione del loro giubileo, 24 giugno 2025).

Resistere alle lusinghe del mondo

“Rinunciate alle seduzioni del male, per non lasciarvi dominare dal peccato?” (MR p. 186), ci verrà chiesto nella Veglia pasquale, al termine del cammino di conversione della Quaresima. Tale domanda individua il discernimento e il rifiuto del male come dimensioni fondamentali del processo di conversione. Ma quali potrebbero essere, oggi, i principali inganni da riconoscere e da evitare? Tra i tanti, riflettiamo su sette di essi.

L’inganno dell’indifferenza
L’indifferenza è una sorta di “anestesia spirituale”, che spegne il desiderio, indebolisce la speranza e rende la fede un’aggiunta opzionale alla vita. Ci si illude che farsi i fatti propri sia il modo più efficace di stare al mondo, senza accorgersi che così facendo si impoveriscono le relazioni, si prepara il ter-reno al conflitto, si instillano diffidenza e paura dell’altro. Pensare di poter essere felici disinteressandosi degli altri è un grande inganno: infatti “la globalizzazione dell’indifferenza ci rende tutti innominati, responsabili senza nome e senza volto” (Francesco, Omelia, Lampedusa, 8 luglio 2013) e ci consegna a quella solitudine che è la grande epidemia della. società di oggi. Ogni forma di comunità, sia civile che ecclesiale, ne risulta svuotata.

L’inganno di una felicità dipendente dalle cose
La riduzione della felicità al possesso e al consumo è una grande illusione, poiché fa pensare che bisogni interiori possano essere soddisfatti da beni materiali. Il circuito produttivo-commerciale ha bisogno di generare continuamente insoddisfazione, per sostenere l’impulso a procurarsi cose e a consumare esperienze. Da una parte, ciò comporta l’investimento di tempo, denaro, energie… per qualcosa di radicalmente insufficiente; dall’altra implica l’esaltazione di chi è produttivo, sano, bello, vincente… a scapito della fragilità, della sofferenza e del limite, che pure appartengono all’esistenza di ciascuno. Dimenticarsi che la vita è sempre e comunque preziosa, chiude la porta alla speranza evangelica e la sostituisce con “speranze” di breve durata e di scarsa consistenza.

(4ª parte – continua)