Vita Parrocchiale: 8 Marzo – 15 Marzo 2026
/0 Commenti/in Attività della settimana /da wp_10647795- DOMENICA 8 MARZO – Terza domenica di Quaresima
Orario SS. Messe:
– In chiesa: ore 8.30 – 10.30 – 12
– In Auditorium: ore 17
– All’uscita di Chiesa i giovani hanno organizzato una vendita straordinaria di fiori il cui ricavato contribuirà a finanziare l’esperienza dei giovani al Serming di Torino (30 maggio-2 giugno)
– Alle ore 21, in Auditorium, “Serata in musica” organizzata dal Gruppo dei Passerotti. - LUNEDÌ 9 MARZO
– Alle ore 16, all’Oratorio, La Finestra organizza un incontro con Simonetta Simonetti che presenta il libro: “Storia del lavoro femminile – La Manifattura tabacchi di Lucca”.
– Alle ore 21, presso l’Oratorio, incontro per le coppie in preparazione al Matrimonio.
– Alle ore 21, in Chiesa, prove del Coro
- MARTEDÌ 10 MARZO
– Alle 17, all’Oratorio, incontro di riflessione e preghiera sul Vangelo della domenica - GIOVEDÌ 12 MARZO
– Alle ore 16, presso l’Oratorio, l’Associazione “La Finestra” organizza un incontro, aperto a tutti, con Massimo Marsili che presenta “Puccini e la Turandot” con ascolto di brani musicali
– Alle ore 18.30, S. Messa per la Stazione Quaresimale cittadina presso la Chiesa dell’Arancio
Alle ore 21, in Chiesa, Adorazione Eucaristica mensile per tutta la Comunità
- VENERDÌ 13 MARZO
– Alle ore 21, presso l’Oratorio, incontro dei gruppi dopo-Cresima - SABATO 14 MARZO
– In Chiesa Parrocchiale, dalle ore 10 alle 12, Adorazione Eucaristica
In questo tempo i preti sono a disposizione per le Confessioni
– Alle ore 15, VIA CRUCIS con i ragazzi del catechismo ed i genitori per le strade del quartiere: Via Fratelli Cervi, Via del Chiasso, Via Sforza, Via Matteotti, Via del Chiasso fino a Via Pisana, Via Cesare Sardi, Via Togliatti e rientro all’Oratorio.
– Alle ore 19, in Chiesa, S. Messa festiva - DOMENICA 15 MARZO – Quarta domenica di Quaresima
Orario SS. Messe:
– In chiesa: alle 8.30 – 10.30 – 12
– In Auditorium: alle ore 17
– Dalle ore 9 alle 12, all’Oratorio, 3° incontro di formazione per i nuovi catechisti
– Dalle ore 18 alle ore 22, presso l’Oratorio, incontro del Gruppo Famiglie
Quaresima in famiglia
Ascolto: Dal Vangelo di Giovanni (Gv 4,5…)
In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, qui c’era il pozzo di Giacobbe. Gesù affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva… Chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna.
Prego:
Signore, che ti fai compagno nel nostro cammino e ci aspetti come la Samaritana al pozzo: fa’ che possiamo sentire la sete che abbiamo di Te. Fa’ che ti accogliamo così come siamo, per essere disponibili come lei a cambiare la nostra vita, per raccontarlo nel fare il bene. Amen
Mi impegno:
Questa settimana ci impegniamo, nel momento della cena, a pensare a qualcuno che sappiamo essere in solitudine o vivere una condizione di esclusione ed emarginazione. Abbracciamo chi ci è seduto a fianco, immaginando di stringere forte quella persona, spiegando l’intento e il significato di questa scelta.
In evidenza: 8 Marzo 2026
/0 Commenti/in In evidenza /da wp_10647795Lettera dell’Arcivescovo per la Pasqua 2026

Camminare nella speranza
per non smarrire la strada
e perdersi di coraggio
I Magi, avvertiti in sogno di non tornare da Erode,
per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.
(Mt 2, 12)
Irrobustite le mani fiacche,
rendete salde le ginocchia vacillanti.
Dite agli smarriti di cuore: “Coraggio, non temete!”
Ci sarà un sentiero e una strada
e la chiameranno via santa.
Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore
e verranno in Sion con giubilo.
(Is 35, 3-4. 8. 10)
Sperare è vedere che questo mondo diventa il mondo di Dio:
il mondo in cui Dio, gli esseri umani e tutte le creature
passeggiano di nuovo insieme,
nella città-giardino, la Gerusalemme nuova.
(Leone XIV, Udienza, 20 dicembre 2025)
L’ultimo Concilio ecumenico non è stato ancora interamente compreso, vissuto e applicato. Siamo in cammino, e una tappa fondamentale di questo cammino è quella che stiamo vivendo con il Sinodo e che ci chiede di uscire dalla logica del “si è sempre fatto così”, dall’applicazione dei soliti vecchi schemi, dal riduzionismo che finisce per voler inquadrare sempre tutto in ciò che è già risaputo e praticato. […] Non si comprenderebbe il Concilio e nemmeno l’attuale percorso sinodale, se non si mettesse al centro di tutto l’evangelizzazione. […] La grande assise ecumenica è stata ispirata dall’esigenza di testimoniare e annunciare con parole nuove l’avvenimento della morte e resurrezione di Gesù e la sua presenza tra noi. C’era un mondo che si allontanava dal cristianesimo e manifestava, più che avversione, indifferenza. Il Concilio nasce da questa spinta, da questa domanda: come parlare di Gesù agli uomini e alle donne di oggi?
Da allora abbiamo percorso un lungo tratto di strada, che non è stato privo di difficoltà e di delusioni. Anche oggi rischiamo di cadere nella tentazione dello sconforto e del pessimismo, quando fissiamo il nostro sguardo sui mali che affliggono il mondo invece che guardare al mondo con gli occhi di Gesù, cioè considerandolo un campo di messe, dove seminare con pazienza e con speranza. (Francesco, Prefazione al libro “Giovanni XXIII. Il Vaticano II un Concilio per il mondo” di Ettore Malnati e Marco Roncalli)
Il progetto del Concilio Vaticano II è il sogno da cui farci guidare per il futuro della Chiesa e della sua missione nel mondo. Riprendiamolo in mano, sostenuti dal magistero, per orientare le scelte di conversione e di impegno che ogni cammino di speranza esige. Rileggiamo soprattutto le quattro grandi Costituzioni, domandandoci, personalmente e nelle nostre comunità, quanto rimane ancora da fare per rendere concrete quelle parole e quegli orientamenti.
Guardarsi da Erode
La prima indicazione contenuta nel sogno dei Magi riguarda la persona di Erode, apparso estremamente sollecito nei loro riguardi nel corso dell’in-contro avvenuto a Gerusalemme e che si era fatto promettere dai Magi informazioni sul conto del bambino, in modo da poterlo a sua volta adorare. Il prosieguo della narrazione evangelica mostrerà le vere intenzioni del re, ma i Magi ora non possono saperlo, né ci sono ragioni per dubitare della rettitudine di chi si è mostrato tanto disponibile. Si può pertanto immaginare un certo sconcerto nell’accogliere l’indicazione della voce interiore. Tuttavia sarà la loro obbedienza al sogno, insieme a quella di Giuseppe, che impedirà a Erode di portare a termine il proposito di eliminare il Messia. Nel nostro mondo, caratterizzato da una comunicazione ipertrofica e spesso ingannevole, il discernimento, cioè la capacità di riconoscere il bene e il male e di fare le scelte giuste, appare sempre più una competenza essenziale. Molte sono le persone, le organizzazioni e le proposte che si ammantano di bellezza e bontà solo apparenti, mentre nascondono fini e metodi inconfessabili. L’avvento dell’intelligenza artificiale sta dando – laddove viene usata senza scrupoli – un ulteriore e preoccupante apporto a tale dinamica. La velocità della comunicazione e la scarsa propensione all’approfondimento e alla verifica ci rendono estremamente vulnerabili, come mostrano purtroppo i ricorrenti episodi di fake-news, truffe, disinformazione e “neolingua” di orwelliana memoria.
Facciamo molte cose senza stare troppo a pensarci, guidati non dalla coscienza e dalla ragione, ma dal pensiero dominante o dalle mode, magari risolvendo eventuali dubbi dicendo a noi stessi: che male c’è? Riconoscere ciò che non è autentico e decidere di evitarlo, per individuare e seguire la strada buona, è quindi una condizione necessaria per non permettere a “false speranze” di orientare il nostro cammino.
(3ª parte – continua)












Al pozzo di Sicar
/0 Commenti/in Riflessioni /da wp_10647795Samaritana al pozzo – Artemisia Gentileschi
(Gv 4,5-42)
È lì, al pozzo di Sicar, che si incrocia la strada di Gesù e quella di una donna di Samaria, venuta a attingere acqua. Tutto sembra così casuale, ma il dialogo che nasce porta molto più lontano.
All’apparenza c’è Gesù assetato che chiede e la donna che è in grado di soddisfare la sua domanda. In realtà il primo può offrire molto di più di quello che la sua interlocutrice immagina.
All’inizio Gesù è semplicemente un Giudeo. Un uomo che appartiene a un popolo in contrasto con quello della donna. Un uomo però che si rivolge alla samaritana sfidando le convenzioni sociali e ponendosi addirittura in una posizione di inferiorità nei suoi confronti.
Poi la donna si rivolge a lui chiamandolo “Signore”. Forse la incuriosisce la sua offerta di “un’acqua viva”. L’attira la possibilità di evitare di venire continuamente al pozzo. Per cui è lei, ora, che chiede. Scopre quindi di trovarsi davanti a un profeta, uno che con il suo sguardo scandaglia il profondo dei cuori. La Parola di Dio gli dona un occhio limpido, capace di dipanare la matassa ingarbugliata della propria esistenza.
A questo punto non le resta che raccogliere la testimonianza di Gesù: “Il Messia sono io, che parlo con te”. Ma l’affermazione è troppo forte per essere accolta immediatamente. Ai suoi compaesani la donna presenta un interrogativo: “Che sia lui il Cristo?” Certo, la sua anfora abbandonata sta lì a dire che un cambiamento sta accadendo dentro di lei: le parole di Gesù hanno fatto breccia nel suo cuore, hanno suscitato domande prima nascoste.
Gesù offre un’acqua che solo lui può dare: grazie ad essa la nostra esistenza viene sottratta alla sete cronica che l’attraversa e trova una sorgente che zampilla per la vita eterna. Ciò che è avvenuto al pozzo di Sicar può diventare parte della nostra storia personale. A patto che avvertiamo quella sete che rappresenta il cuore della fede.
(Roberto Laurita)
Orario SS. Messe:
Il sabato, dalle ore 10 alle ore 12, Adorazione Eucaristica
In questo orario i preti sono a disposizione per celebrare il
Sacramento della Riconciliazione.
Per celebrare il sacramento della Confessione è possibile anche contattare i preti:
Don Paolo 347 3002895 – Don Francesco 347 8804368