Vita Parrocchiale: 31 Maggio – 6 Giugno 2026
/0 Commenti/in Attività della settimana /da wp_10647795- DOMENICA 31 MAGGIO – Solennità della Santissima Trinità
Orario SS. Messe:
– In chiesa: alle 8.30 – 10.30 – 12
– In auditorium: alle ore 18
- GIOVEDÌ 4 GIUGNO
– Alle ore 16.30, all’Oratorio, l’Associazione La Finestra, organizza un incontro culturale con il Prof. M. Bovenzi che parlerà di: “Viaggio intorno al cuore fra scienza e arte”.
Preparazione al Corpus Domini
- VENERDÌ 5 GIUGNO
– Alle ore 18.30, S. Messa. Segue l’Adorazione Eucaristica fino alle ore 24.
– Dalle ore 21 alle 22: Adorazione Comunitaria.
- SABATO 6 GIUGNO
– In Chiesa Parrocchiale, alle ore 9 preghiera comunitaria delle lodi.
– Segue, fino alle ore 12, l’ Adorazione Eucaristica
In questo tempo i preti sono a disposizione per le Confessioni
– Alle ore 19, in chiesa, S. Messa festiva - DOMENICA 7 GIUGNO – Solennità del Corpus Domini
– Orario SS. Messe:
– In chiesa: alle ore 8.30 – 12
– In auditorium: alle ore 18
Attenzione: la Messa delle ore 10.30 non viene celebrata nella nostra Chiesa perché siamo invitati a partecipare alla Solenne Celebrazione presieduta dal Vescovo alle ore 10.30, in Cattedrale.
Segue la Processione cittadina del Corpus Domini.
Giovani a Torino
Dal 30 maggio al 2 giugno un gruppo di 38 giovani della nostra parrocchia parteciperà ad una esperienza di fraternità e di servizio presso il SERMIG (Servizio Missionario Giovani), a Torino.
Accompagniamoli con la nostra preghiera.
In evidenza: 31 Maggio 2026
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Attività estive a Foce di Bucino
Calendario dei campeggi estivi – Estate 2026
1ª media – 28-30 luglio
2ª media (Gruppo Myriam) – 6-9 agosto
3ª media (Gruppo Tabor) – 31 luglio – 4 agosto
1ª superiore (Gruppo Emunà) – 16-20 agosto
2ª e 3ª superiore (Gruppo Effatà) – 20 – 24 agosto
4ª superiore (Gruppo Zaccheo) – 10-14 agosto
Venerdì 29 maggio il parco di via Matteotti è stato intitolato a Mario Poli, il “Maestrino”
Chi era Mario Poli?
Chi è cresciuto a Sant’Anna non può non ricordare la figura di Mario Poli, per tutti noi semplicemente “Il Maestrino”, mentre pedalava instancabile in sella alla sua bicicletta per le vie del quartiere. Era il suo mezzo preferito per essere sempre vicino alla gente, anche se molti lo ricordano con affetto anche alla guida della Fiat 500 carica di palloni da calcio, magliette colorate e fogli di ciclostile con esercizi di matematica e brani del Vangelo.

Mario ci ha lasciati il 1° novembre 2009, proprio nel giorno di Ognissanti. E in parrocchia lo abbiamo letto subito come un segno: “Chi ci lascia per la festa di Ognissanti va dritto in paradiso”, si diceva tra le corti. E siamo certi che per Mario sia stato proprio così, dopo una vita intera spesa a seminare del bene.
Diplomato nel 1950, Mario ha trasformato l’insegnamento in una vera e propria missione cristiana. Per lui non esistevano orari o lezioni a pagamento. Anche dopo la pensione, il suo sguardo era sempre teso a intercettare i bambini e i ragazzi delle famiglie più bisognose.
Non importava se non c’era un’aula vera: Mario faceva doposcuola gratuito ovunque capitasse. Nella canonica, a casa sua, sulle gradinate del Campo CONI o nella sede dell’Aquila. Il suo obiettivo era uno solo: non lasciare indietro nessuno.
Il catechismo sui marciapiedi e al “barino”
Uomo di profonda fede, Mario ci ha insegnato che il Vangelo non si vive solo dentro le mura della chiesa. Il suo catechismo era anche “di strada”, nel senso più bello del termine. Lo incontravi in sella alla sua bicicletta mentre andava a portare la comunione ai malati, oppure al «barino» del quartiere ad ascoltare i dubbi e i sogni dei giovani.
I suoi pomeriggi erano fatti di cose semplici: una sfida a dama sulle panchine dell’oratorio, le panchine del campo sportivo, un tè caldo e infinite chiacchierate con i ragazzi, testimoniando la bellezza di una fede gioiosa e a portata di mano.
Lo sport come scuola di vita
Seguendo la migliore tradizione salesiana, Mario vedeva nello sport lo strumento perfetto per educare. Negli anni Cinquanta, curando le ferite ancora aperte della guerra, si rimboccò le maniche per far rinascere i tornei dell’Aquila Sant’Anna, la nostra storica società calcistica in cui ha militato per decenni come dirigente e “team manager” (come amava definirsi con il sorriso) e di cui fu anche presidente.

1960, il Maestrino con l’Aquila S. Anna
Ha cresciuto generazioni di atleti anche al Campo CONI con la Nova Fortitudo, collezionando vittorie e conservando con orgoglio i ritagli di giornale. Anche quando la salute ha iniziato a vacillare, non ha mai smesso di far sentire la sua presenza: ogni fine settimana voleva la telefonata con i risultati dei “suoi” ragazzi della Juniores e della Seconda Categoria.

1962, il Maestrino in trionfo con la Nuova Fortitudo
Dalla bicicletta al Centro Anziani
Il cuore del Maestrino era grande abbastanza da abbracciare tutti, dai bambini ai nonni. Con l’apertura della Casa Anziani di Sant’Anna, Mario è diventato un punto di riferimento anche per la terza età.
Il sabato, prima correva a vedere la partita di calcio e subito dopo scappava al Centro Anziani. Lì portava la sua allegria, organizzando tombolate, partite a dama e feste mascherate, senza mai dimenticare di dedicare un momento alla preghiera e alla riflessione sul Vangelo della domenica.
Un ricordo che resta vivo
Oggi il quartiere è cambiato, i campi hanno lasciato il posto ai condomini e i ragazzi degli anni Cinquanta sono diventati nonni. Ma l’eredità del Maestrino è più viva che mai. Il Comune di Lucca, accogliendo il grande affetto della nostra comunità e dell’Associazione Parco S. Anna, gli ha intitolato il parco di via Matteotti.
È il giusto omaggio a un uomo straordinario, un “santo della porta accanto” che ha colorato la storia della nostra parrocchia e che continuerà a proteggere, da lassù, tutti i ragazzi che giocano nelle nostre strade.
A cura di Michele Citarella

Radici per il futuro
Martedì 31 marzo, nel parco dell’Oratorio, sono stati piantumati 6 nuovi alberi (4 gelsi e 2 aceri) in sostituzione di quelli abbattuti perché malati o pericolosi. Con questo intervento il parco dell’Oratorio, (circa 4000 mq di verde attrezzato), diventa ancor di più un luogo vitale per tutta la comunità dove ragazzi, giovani e anziani possono ritrovarsi e incontrarsi ogni giorno.
Sabato 23 maggio alle ore 15, in occasione della Festa di fine Anno Catechistico, è stato inaugurato il nuovo Parco dell’Oratorio.





















Una comunione di amore
/0 Commenti/in Riflessioni /da wp_10647795(Gv 3,16-18)
La Trinità non è, innanzitutto, un mistero da investigare, ma una comunione da vivere. Troppe volte la si evoca solo per affermare che è un mistero e che quindi la ragione umana non può andare oltre le sue possibilità. È forse anche a causa di questo che i cristiani ne parlano poco. E tuttavia non si tratta di un aspetto periferico della fede: ci troviamo invece al cuore di essa perché il Dio di Gesù Cristo è Padre, Figlio e Spirito Santo e questo ci distingue dai nostri fratelli ebrei.
Certo, sarà difficile che ritornino i giorni in cui il dogma trinitario appassionava talmente i discepoli che ne parlavano e discutevano nella vita quotidiana, anche quando si trovavano al mercato! Bisogna riconoscere, tuttavia, che la liturgia non si è mai stancata non solo di presentarci la Trinità, ma, quel che è più importante, di fare in modo che noi sperimentiamo la sua presenza nell’oggi della celebrazione, che noi entriamo in questa comunione che ci trasfigura perché immette nella nostra povera esistenza la
la vita stessa di Dio, il suo amore smisurato.
In effetti, com’è che comincia e termina ogni nostra Eucaristia? Con un segno di croce accompagnato da parole che abbiamo appreso fin dalla più tenera età. “Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”.
La Croce: ecco il luogo in cui si manifesta fino in fondo l’amore di Dio. È lì che appare quanto il Padre ha amato il mondo, tanto “da dare il Figlio unigenito”.
Essa, da strumento di morte è diventata simbolo di vita ed è per questo che, mentre la tracciamo sul nostro corpo, noi diamo inizio alla celebrazione. È per la morte e risurrezione di Gesù che siamo riuniti; è alla sua Pasqua che partecipiamo proprio attraverso la liturgia. E quando siamo inviati in missione, al termine della Messa, ad annunciare un amore che cambia la storia, veniamo benedetti ancora una volta con lo stesso segno e le stesse parole.
Rivolti sempre al Padre. Ogni orazione della Messa, e in particolare la grande Preghiera Eucaristica, è rivolta al Padre. Perché? Perché è lui la sorgente della vita: da lui procede il Figlio e da lui proviene ogni paternità. È lui che chiama questo mondo all’esistenza; è lui che, dopo aver creato l’uomo, gli propone di vivere in alleanza con lui e, quando questa viene lacerata dall’infedeltà, gli offre, attraverso il Figlio, un’alleanza nuova ed eterna. Si comprende, perciò, perchè ci rivolgiamo sempre al Padre: a lui ogni onore nei secoli.
Attraverso Gesù Cristo. Ma lo facciamo attraverso Gesù Cristo come appare con particolare forza al termine di ogni Preghiera Eucaristica: “Per Cristo, con Cristo e in Cristo.” Noi non potremmo rivolgersi al Padre se Gesù, il Figlio, non ci avesse rivelato il suo volto, la sua bontà, la sua misericordia. Ma Cristo non è solo colui che ce lo rivela: egli è anche il mediatore, il tramite del nostro rapporto con il Padre. Non meraviglia, allora, che ogni orazione termini con la formula: “Per Cristo nostro Signore” o “Per il nostro Signore Gesù Cristo”. Così è il Vangelo che costituisce il culmine della liturgia della Parola. Ed è anche il racconto dell’istituzione che si trova al cuore della Preghiera Eucaristica. L’anima dei cristiani è costantemente rivolta a lui, al mistero di vita e di amore che è la sua Pasqua: “Annunziamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta”.
Nello Spirito Santo. Troppo spesso, nel passato, la presenza e l’azione e lo Spirito sono passate sotto silenzio, con il rischio di accentuare indebitamente il ruolo del prete, del ministro, nella celebrazione Eucaristica. L’importanza riconosciuta ora all’epiclesi, cioè all’invocazione dello Spirito Santo, ristabilisce un equilibrio opportuno. Perché il pane e il vino diventano il Corpo e il Sangue di Cristo, non per il potere del prete, ma per l’azione dello Spirito. E lo stesso Spirito agisce sull’assemblea, rendendola “un cuore e un’anima sola”. Celebrare con attenzione ci consente, in fondo, di entrare nel mistero della Trinità e di vivere in questa comunione di amore.
(Roberto Laurita)
Orario SS. Messe:
Il sabato, dalle ore 10 alle ore 12, Adorazione Eucaristica
In questo orario i preti sono a disposizione per celebrare il
Sacramento della Riconciliazione.
Per celebrare il sacramento della Confessione è possibile anche contattare i preti:
Don Paolo 347 3002895 – Don Francesco 347 8804368