Vita Parrocchiale: 11 Ottobre – 17 Ottobre 2026
/0 Commenti/in Attività della settimana /da wp_10647795- DOMENICA 11 OTTOBRE
Orario SS. Messe:
– In chiesa: alle ore 8.30 – 10.30 – 12
– In auditorium: alle ore 18
– Dalle ore 18 alle ore 22, presso l’Oratorio, incontro del Gruppo Famiglie.
– In questa domenica le volontarie del Gruppo del cucito organizzano la tradizionale Mostra-Mercato - LUNEDÌ 12 OTTOBRE
– Alle ore 21, in Canonica, riunione degli animatori dei Gruppi di riflessione biblica nelle case - MARTEDÌ 13 OTTOBRE
– Alle ore 21, riunione del Coordinamento dell’Oratorio - GIOVEDÌ 15 OTTOBRE
– Alle ore 17.00, all’Oratorio, l’Associazione La Finestra, organizza un incontro culturale con il Dr. Bruno Barsuglia (CAI Lucca) che presenta “Le nostre montagne: meraviglia della natura da valorizzare e tutelare”. - VENERDÌ 16 OTTOBRE
– Alle ore 19, all’Oratorio, Progetto F.I.G.O. (Formazione Interiore Giovani Oratorio) - SABATO 17 OTTOBRE
– Dalle ore 10 alle 12, in Chiesa, Adorazione Eucaristica. In questo tempo i preti sono a disposizione per le Confessioni.
– In chiesa, alle ore 19, Santa Messa festiva
Inizio del nuovo Anno Catechistico:
– I gruppi di 4ª elementare, 1ª e 2ª media partecipano alla Giornata Missionaria Diocesana in città, dalle ore 16 alle ore 18
– I Gruppi di 3ª e 5ª Elementare si ritrovano all’oratorio alle ore 15 - DOMENICA 18 OTTOBRE
– Orario SS. Messe:
– In chiesa: alle ore 8.30 – 10.30 – 12
– In auditorium: alle ore 18
Alla S. Messa delle 10.30 sono invitati i genitori e i bambini del catechismo per iniziare insieme l’anno catechistico e per il Rito della Benedizione e del mandato ai catechisti.
Preghiera del S. Rosario nel mese di ottobre
Per tutto il mese di ottobre, la preghiera del Santo Rosario, nei giorni feriali, è recitata:
– In Chiesa, alle ore 18, prima della S. Messa
– Dal lunedì al venerdì, all’Oratorio, alle ore 17.30
– Il venerdì alle ore 17 nella Chiesina del Palazzaccio
Ringraziamento
La Caritas ringrazia per l’offerta di 60 euro ricevuta in memoria di Rina Michelotti
In evidenza: 11 Ottobre 2026
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Lettera dell’Arcivescovo per la conclusione della visita pastorale
Ai fedeli laici, ai presbiteri, ai diaconi e ai consacrati dell’Arcidiocesi di Lucca.
Carissimi figli e fratelli, lo scorso mese di maggio, proprio nel giorno della festa di Santa Gemma, ho potuto concludere la Visita pastorale iniziata nell’au tunno del 2023. Sono grato al Signore per l’esperienza vissuta, che è davvero qualificante del ministero episcopale, per il contatto vivo con le persone e il territorio della Chiesa di cui sono stato chiamato ad essere pastore. Sono anche grato alle tante persone che l’hanno resa possibile, mediante il lavoro di preparazione e i molti servizi necessari per il suo svolgimento. Consigli pastorali, preti e diaconi, volontari e famiglie… si sono spesi perché gli incontri e le celebrazioni della Visita pastorale fossero partecipati e significativi. In non poche occasioni l’invito del vescovo ha riunito persone e associazioni che non si vedevano da tempo, inaugurando e rafforzando la logica di integrazione che deve animare le comunità parrocchiali. Anche la mia persona è stata oggetto di affettuose attenzioni, soprattutto quando mi sono fermato per giorni interi nelle località visitate. L’accoglienza ricevuta mi ha riempito di gratitudine, perché ha manifestato concretamente la gioia per la presenza del vescovo nella propria comunità. Questa Visita pastorale si era posta alcuni obiettivi, in attuazione del percorso di riforma intrapreso sin dai tempi del Sinodo diocesano, confermato e arricchito dal magistero pontificio e dal cammino della Chiesa italiana:
• verifica e rilancio del cammino delle 33 Comunità parrocchiali e delle due Chiese-nella-città di Lucca e Viareggio, confrontandosi sui problemi e cercando insieme le soluzioni più efficaci;
• sostegno alla conversione pastorale missionaria cui le nostre comunità sono chiamate, abbandonando la mentalità di conservazione per assumere la tensione ad andare incontro al territorio e ai lontani;
• incremento della corresponsabilità dei laici e dell’agire collegiale del clero, dinamiche entrambe decisive per il futuro, con particolare attenzione ai ministeri laicali e agli organismi di partecipazione (Consigli pastorali e Consigli per gli affari economici);
• attenzione al tema dell’amministrazione dei beni, soprattutto per quanto attiene al vasto patrimonio immobiliare;
• la ristrutturazione dei luoghi di culto, sia in relazione all’adeguamento dei presbitèri ai criteri della Riforma liturgica, sia in relazione all’accessibilità per i disabili.
La conclusione della Visita pastorale è coincisa con l’anniversario dei sette anni del mio arrivo a Lucca: occasione per fare un bilancio, ma soprattutto per esplicitare le linee di un percorso che si è chiarito nel tempo, in ragione di una maggiore conoscenza della Diocesi, dell’apporto di varie persone e comunità, e dello svolgersi delle circostanze. Con questa semplice lettera, pertanto, intendo condividere con voi alcune considerazioni e alcune decisioni che, a partire dalla Visita pastorale e dall’esperienza dei sette anni di cammino insieme, possano orientare il nostro itinerario verso il futuro.
1. Una città con dodici porte
Mi pare significativo orientare tutto il discorso facendo riferimento a un’immagine tratta dalle Scritture: la Gerusalemme nuova descritta nei capitoli finali dell’Apocalisse. É un’enorme e bella città, rischiarata dalla presenza di Dio, con possenti mura e dodici splendide porte, tre per ogni direzione, costantemente aperte (Cf. Ap 21, 12-25). È la figura di una Chiesa in cui c’è posto per tutti, in cui tutti sono desiderati e accolti, da qualsiasi percorso provengano: “Todos, todos, todos!” (Francesco, Discorso alla GMG di Lisbona, 4 agosto 2023). La molteplicità delle porte ben si presta a rappresentare la necessità, per una comunità missionaria in una società complessa, di cogliere e di offrire tante e diverse opportunità per persone e situazioni assai diverse tra loro, in modo che nessuno resti escluso. Tale caratteristica, insieme alla sorprendente ampiezza della città, conferma quella visione “poliedrica” della Chiesa che ci è stata consegnata da papa Francesco (cf. Francesco, Evangelii gaudium, 236-237)1, in alternativa alla concezione “sferica”, che immagina la comunità come un solido compatto, in cui tutti i punti sono uguali tra loro e a identica distanza dal centro. Il poliedro, invece, pur essendo ugualmente armonico, presenta un certo numero di facce poligonali, per cui i punti che le compongono sono diversi e a distanza variabile dal centro. Le facce sono tutte parziali – imperfette – in sé stesse, ma risultano unite nel comporre un’unica figura. La città dalle dodici porte esiste già: è la nostra Chiesa diocesana, nella quale sono presenti molteplici e ricche esperienze di vita cristiana.
(Fine 1° parte – continua)
Leggi la lettera completa

Gruppo “Vi ho chiamato amici“

Chi fa parte del gruppo, è spinto all’azione dall’amore, condivide con spirito di fraternità il cammino di tutti coloro che vivono l’esperienza della solitudine e della sofferenza, dona sempre agli altri la parte migliore di sé, costruendo rapporti basati sulla reciproca fiducia e il rispetto, assumendo un atteggiamento positivo, empatico e propositivo.
Il gruppo è parte integrante della Parrocchia, ma si interfaccia e interagisce anche con le diverse realtà pubbliche e private presenti sul territorio, mettendo in comune idee, risorse, servizi, competenze e sviluppando i valori della solidarietà, della cooperazione e dell’interdipendenza.
Il gruppo svolge le seguenti attività:
- “Accogli un amico”
Il servizio consiste nel contattare quotidianamente una persona sola, che ne abbia fatto richiesta, per assicurarsi che stia bene e, in caso contrario, intervenire personalmente, laddove possibile, anche chiamando i soccorsi se necessario o allertando altri volontari, tramite l’equipe di coordinamento del gruppo. - “Amici in rete”
Soprattutto le persone sole, si trovano qualche volta a dover fronteggiare situazioni impegnative come fare la spesa in un momento di malattia, necessità di un supporto per l’utilizzo di mezzi tecnologici, l’acquisto di un auto nuova, una visita medica, ecc.. Un semplice gesto di accompagnamento, in questi casi, renderebbe tutto più leggero, ma spesso parenti e amici, assorbiti da impegni lavorativi e familiari, non possono essere presenti e soprattutto, si può far fatica a chiedere aiuto per paura di essere di peso. Da qui la possibilità di contare sulla presenza dei volontari che mettono a disposizione il proprio tempo o le proprie competenze. - Gruppi di auto-mutuo aiuto
Incontri per persone che si trovano ad affrontare condizioni di vita simili e difficoltà comuni (persone senza fissa dimora, persone vedove, persone con figli con disabilità ecc.), dove trovarsi alla pari, condividendo esperienze, informazioni, strategie e soluzioni, in uno spazio in cui ci si senta liberi di esprimere sentimenti ed emozioni, sentendosi accolti e compresi, donando e ricevendo sostegno reciproco. - Supporto alle “Coabitazioni”
Un ridotto grado di autonomia, la perdita o i costi troppo alti di gestione di un alloggio, conflitti familiari, povertà economica, concorrono ad allontanare chi è anziano dalla propria casa. L’istituzionalizzazione sembra a volte l’unica soluzione possibile, ma nella maggior parte dei casi, questa sistemazione non rispetta la profonda volontà delle persone, che soffrono il distacco dal proprio ambiente familiare, dagli oggetti e dai ricordi dalla propria casa. In questa prospettiva, possono essere attuate soluzioni alternative, quali: convivenze in case condivise, condomini protetti, case famiglia. Gli anziani, unendo le proprie risorse, talora più che modeste, riescono ad evitare un ricovero in istituto e a garantirsi la necessaria assistenza, continuando a vivere come desiderano, perché sono condivise le spese fisse e i servizi di assistenza alla persona.
Valorizzando e integrando i servizi istituzionali quali ad es. l’assistenza domiciliare, i centri diurni e le risorse informali del territorio (vicini, familiari, volontari, ecc.). Consentendogli di vivere in una rete di relazioni che aiuta nella vita di tutti i giorni. - Attività volte a pubblicizzare i servizi e a sensibilizzare e reclutare futuri volontari
Organizzando incontri nelle parrocchie e nelle scuole, affiggendo locandine, pubblicando post sui social network, gestendo un sito internet ecc.. - Organizzazione di incontri conoscitivi e ricreativi
Per consentire l’interazione tra le persone coinvolte, favorendo la nascita e il consolidamento di rapporti di fiducia e amicizia, di cui tener conto in fase di pianificazione delle varie attività.
I partecipanti possono essere:
- Attivi: impegnati come volontari nell’erogazione dei servizi
- Esclusivamente beneficiari dei servizi
- Sia attivi che fruitori
Per partecipare o avere informazioni, chiamare o inviare un messaggio WhatsApp al numero indicato sul volantino.












Una sola condizione: mettersi l’abito nuziale
/0 Commenti/in Riflessioni /da wp_10647795(Mc 22,1-14)
Un re che prepara la festa di nozze di suo figlio fa le cose in grande e si rivolge innanzitutto alle persone importanti del suo regno. Vuole condividere la sua gioia con quelli che gli sono più vicini.
I destinatari dovrebbero sentirsi onorati di figurare nella lista e aderire con gratitudine alla proposta. E invece no. I servi del re devono registrare solo rifiuti: nessuno a voglia di partecipare. Alcuni si limitano a dire di aver cose più importanti da fare; altri, passando dalle parole ai fatti, insultano gli inviati e alcuni addirittura li uccidono.
Ma è possibile buttar via tutto il ben di Dio che è stato preparato? Il re non ci sta e, pur di riempire la sala, manda a chiamare la gente pescata per le strade, senza distinzione. Buoni e cattivi, presentabili e impresentabili, onesti e delinquenti, straccioni e persone vestite decentemente.
Ma non tutti sono disposti a deporre i loro stracci, anche se l’abito nuovo viene regalato. C’è uno che si fa beffe del dono del re: lui vuole stare al banchetto alle sue condizioni e non gli va di cambiarsi. Ed è a questo punto che il re, passato a salutare i commensali, si accorge di lui.
Siamo anche noi un poco come quell’invitato? Pretendiamo di dettar legge a Dio sottoponendolo ai nostri capricci? Vogliamo partecipare alla sua offerta di salvezza, ma imponendogli il nostro punto di vista? Dio non ci chiede cose impossibili. Al contrario, ci viene incontro lì dove siamo.
Il fatto che siamo poco presentabili non lo dissuade dal farci entrare, ma ci domanda solamente di aprirci al cambiamento.
Sa che “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare” e che questa distanza non scomparirà magicamente. Metterci l’abito nuziale è solo un segno di buona volontà per accorciare, almeno di un poco, quella distanza.
(Roberto Laurita)
Orario SS. Messe:
– Ore 8.30 – 10.30 – 12
– Ore 18 in Auditorium
Il sabato, dalle ore 10 alle ore 12, Adorazione Eucaristica
In questo orario i preti sono a disposizione per celebrare il
Sacramento della Riconciliazione.
Per celebrare il sacramento della Confessione è possibile anche contattare i preti:
Don Paolo 347 3002895 – Don Francesco 347 8804368