Tutti missionari

(Mt 28,16-20)
L’Ascensione non segna l’allontanamento di Gesù dai suoi. Non ha il sapore di un congedo e tanto meno di un abbandono. Anzi. Il Vangelo di Matteo si era aperto con il richiamo all’Emmanuele, il “Dio con noi”, nome con il quale il Messia era stato annunciato dai profeti (1,22-23).
Ora si conclude con la promessa solenne del Risorto: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. Gesù, dunque, assicura una presenza diversa, ma non minore; più profonda, non superficiale; più estesa nel tempo e nello spazio, non più ridotta.
E’ questo il senso della festa di oggi che mette in luce allo stesso tempo una novità e un compimento e consente uno sguardo nuovo su tutta la realtà.
Una novità che è, in fondo, la novità della Pasqua perché è rappresentata dal Crocifisso risorto, dallo sconfitto che, grazie all’azione di Dio, diviene il vero vincitore.
Da qui nasce una presenza nuova perché il Signore Gesù offre il suo amore a tutti coloro che desiderano accoglierlo ed esserne trasformati. Vivendo al modo di Dio, il suo raggio di azione si estende a tutta l’umanità. Non solo: questo potere viene comunicato ai suoi perché possano realizzare la missione loro affidata. Esercitarlo significa entrare nella logica della Pasqua che è logica di sacrificio, di umiliazione, di sofferenza feconda. Un compimento perché nell’Ascensione si rivela il piano di Dio che si è realizzato. Un piano inaudito perché mette il Figlio nelle mani degli uomini, disarmato e indifeso, un piano in cui dalla morte per amore sgorga la vita, in cui si rivela l’autentica gloria di Dio che è la forza dell’amore.
Questo disegno che passa attraverso la croce e giunge alla risurrezione trova il suo compimento nell’Ascensione che fa un tutt’uno con il Mistero pasquale.
È il Crocifisso risorto che trasmette ai suoi il suo potere di amore perché possano affrontare i pericoli e i rischi della missione. Uno sguardo nuovo su tutta la realtà è, di fatto, quello prodotto da questo compimento che è l’Ascensione. Uno sguardo nuovo sul Cristo di Nazaret, il Figlio di Dio fatto uomo per la nostra salvezza, entra nella gloria di Dio.
Uno sguardo nuovo, dunque, anche su di noi, con le nostre fragilità e i nostri limiti, anche noi destinati ad essere glorificati, a trovare in Dio la nostra piena realizzazione. Uno sguardo nuovo sulla storia e sul creato, perché anch’essi, partecipi della Pasqua di Cristo, sono destinati, con il loro carico di lacrime e di sangue, a essere trasfigurati dalla risurrezione.
(Roberto Laurita)
Orario SS. Messe:
- Giorni feriali ore 18.30
- Sabato e vigilia delle feste ore 19
- Festivo ore 8.30, 10.30, 12 – Ore 18 in Auditorium
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Il sabato, dalle ore 10 alle ore 12, Adorazione Eucaristica
In questo orario i preti sono a disposizione per celebrare il
Sacramento della Riconciliazione.
Per celebrare il sacramento della Confessione è possibile anche contattare i preti:
Don Paolo 347 3002895 – Don Francesco 347 8804368

Nel mese di maggio, nei giorni feriali, in chiesa alle ore 18, prima della S. Messa, viene recitata la preghiera del 







