Una morale decisamente nuova

(Mt 5, 1-37)
Nel vangelo di Matteo il testo che segue la proclamazione delle beatitudini, ci mostra le conseguenze di quel “manifesto”. Viene così alla luce una morale che non aggiunge qualche regola in più a quelle già esistenti, ma orienta a uno spirito radicalmente nuovo. Non è la morale della prescrizione, ma del cuore, e questo inteso alla maniera semita, come il luogo centrale da cui provengono le scelte, le decisioni, gli atteggiamenti, i comportamenti di una persona.
È una zona in cui ci avventuriamo prendendo come sicura bussola la Parola di Gesù. Non è una morale facile, che addirittura abolisce “la Legge o i Profeti”. Quello che viene proposto è decisamente più impegnativo ed esigente. Con queste parole, infatti, siamo condotti a esplorare zone oscure della nostra esperienza umana.
Così Gesù non si limita a proibire l’omicidio, ma attira l’attenzione su tutto ciò che fa morire una persona, anche senza ricorrere alle armi. Basta pensare alla calunnia che ferisce il buon nome di un individuo, alle accuse reiterate che colpiscono là dove uno è più fragile, ai sospetti e ai pregiudizi che tarpano le ali a una convivenza pacifica, alla gelosia che avvelena qualsiasi possibilità di contatto sereno.
Così Gesù non si limita a stigmatizzare l’adulterio, ma accende i fari su tutto ciò che lo precede e in qualche modo lo favorisce.
Tutti i tentativi di seduzione che passano attraverso gli sguardi e i contatti, tutto quello che viene compiuto con lo scopo di preparare e consumare il tradimento. E, a questo proposito, chiede ai discepoli di essere determinati. Non nel condannare gli altri, ma nell’estirpare ogni radice di male che ha attecchito in loro.
Così Gesù non dà per buona la legge che offriva ad un ebreo la possibilità del divorzio, ma considera quest’ultimo un adulterio che contravviene al progetto di Dio.
Anche per quanto riguarda i giuramenti, che spesso chiamano in causa Dio e le realtà più sacre, Gesù esorta i suoi seguaci non solo ad astenersene, ma a renderli inutili. Come? Con un linguaggio franco e schietto, veritiero e privo di pieghe oscure, un linguaggio che, proprio per questo, non ha bisogno di essere avvalorato dal ricorso a formule particolari. Perché la chiarezza del parlare è sinonimo di verità e di autenticità, e la sua mitezza testimonia la bontà che guida il cuore dell’uomo.
(Roberto Laurita)
Orario SS. Messe:
- Giorni feriali ore 18.30
- Sabato e vigilia delle feste ore 19
- Festivo ore 8.30, 10.30, 12 – Ore 17 in Auditorium
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Il sabato, dalle ore 10 alle ore 12, Adorazione Eucaristica
In questo orario i preti sono a disposizione per celebrare il
Sacramento della Riconciliazione.
Per celebrare il sacramento della Confessione è possibile anche contattare i preti:
Don Paolo 347 3002895 – Don Francesco 347 8804368






Le prossime celebrazioni del Battesimo saranno domenica 12 aprile e domenica 14 giugno 2026, durante la Messa delle 10.30.
Sabato 10 gennaio, alle ore 20 (con cena) presso l’Oratorio, inizia il Percorso in preparazione al Sacramento del Matrimonio.

