1 Maggio 2022 – II Domenica di Pasqua

Mi ami tu? (Gv 21,15)


In riva al lago di Genesaret si svolge uno strano esame. Esaminatore: Gesù Cristo risorto. Esaminando: Pietro, il pescatore. Posto messo a concorso: pastore della Chiesa universale. Tema del colloquio: “Mi ami tu?”.
Per vincere questo originale concorso a cattedra (nientemeno che la cattedra di Pietro) non sono richieste conoscenze specifiche, diplomi. Basta un’unica competenza: l’amore; è così importante che il Signore ripete per tre volte la sua domanda sempre identica: E sempre identica è la risposta: Signore, tu sai che ti amo. Bene, promosso! “Pasci i miei agnelli”.
Anche l’incarico è dato con una variante originale, nello stile del Signore, che ci sorprende sempre perché è l’opposto delle nostre regole di vita. Per tre volte il neo eletto si sente dire che suo compito è pascere il gregge, servire la comunità. Se ancora non lo aveva capito, Pietro è costretto a capirlo bene ora, di fronte all’insistenza del Signore: l’autorità è servizio.
Il pastore deve prendere sulle sue spalle pesi e responsabilità per dare spazio, vita e nutrimento al gregge. E questo fino al dono totale di sé. Così aveva fatto il Maestro e così farà Pietro. Amore, umiltà, servizio infaticabile, dono di sé: ecco le caratteristiche del buon pastore, del manager evangelico.
Certo, nella vita pratica, per svolgere funzioni dirigenziali, ma per guidare un gruppo, una famiglia, sono necessarie tante altre competenze, Ma l’amore non deve mancare almeno come cordialità, fiducia, rispetto, interesse umano. Pensa alla valenza sociale di questa proposta che oggi troviamo nel vangelo.

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