Domenica 12 Dicembre 2021

In ogni tempo e in ogni uomo

INCONTRARE, ASCOLTARE E DISCERNERE
PER NON PERDERE L’APPUNTAMENTO CON DIO!

Messaggio dell’Arcivescovo Paolo Giulietti
in occasione dell’Avvento/Natale
(2a e ultima parte)


Incontrare, ascoltare e discernere

Papa Francesco, nel contesto del Cammino Sinodale, ci esorta a vivere il percorso di ascolto che inizia in Avvento consegnandoci tre verbi: incontrare, ascoltare e discernere.

Incontrare

Veniamo da mesi in cui tutti gli incontri si sono rarefatti: qualcuno non siamo proprio riusciti a vederlo; con tutti gli altri abbiamo dovuto osservare le “misure di distanziamento sociale”.
È stata una sofferenza non piccola, perché l’uomo è fatto per l’incontro con il proprio simile, come viene proclamato sin dall’inizio della Bibbia dalla voce stessa del Creatore: “Non è bene che l’uomo sia solo” (Gen2,18).
Eppure quanta solitudine in questo tempo! Nella pandemia, anche al di là delle giuste precauzioni, sono cresciute diffidenza e sfiducia verso gli altri. Magari non ce ne rendiamo conto, ma la presenza di un’altra persona a volte ci mette a disagio: preferiremmo che passi altrove. Nella crescita di molti bambini e adolescenti la privazione dell’incontro ha prodotto e produce effetti preoccupanti. Torniamo dunque, nel tempo di Avvento, a incontrare le persone; con prudenza, ma senza ingiustificate paure.
Il Cammino Sinodale ce ne offre lo stimolo, perché chiede alle comunità cristiane di riunirsi in piccoli gruppi per confrontarsi su alcuni temi importanti per la vita della Chiesa; chiede però anche di allargare il cerchio, andando a interpellare chi non viene più o chi non è mai venuto.
Ci sono persone e ambienti da andare a visitare, non tanto e non solo per adempiere un compito, ma per vivere la gioia di un incontro nel quale si manifesta la presenza del Signore. In molte situazioni, soprattutto quelle più periferiche, il fatto stesso che qualcuno, a nome della Chiesa, si avvicini per proporre un dialogo, fa percepire che alla comunità cristiana interessano tutti, che essa tiene a tutti, nessuno escluso. E questo è già un primo passo per l’annuncio.

Ascoltare

Obiettivo dell’incontro è l’ascolto: accogliere con umiltà e rispetto le idee, le esperienze e le attese degli interlocutori. Non è facile ascoltare, perché è necessario che il dialogo non si fermi alla superficie, ma sia capace di scendere in profondità: i luoghi comuni, le narrazioni dei media e le chiacchiere da bar le conosciamo già. Serve un ascolto prolungato, disteso, stimolante… perché possano essere dette cose non scontate, in un clima di libertà e di prossimità che aiuti ad esprimere ciò che sta nel profondo del cuore. Fretta e superficialità sono due nemici da sconfiggere.
Papa Francesco invita a formare dei “gruppi sinodali”, cioè delle piccole aggregazioni stabili nel tempo, nelle quali ci sia il tempo per conoscersi e per esprimere se stessi con la certezza che si sarà rispettati e accolti. È un ascolto molto diverso da quello dei sondaggi: non ci interessa, infatti, ottenere dati, ma comprendere le persone.“Gruppi sinodali” saranno senz’altro i consigli pastorali, gli operatori pastorali, gli adulti e i giovani della parrocchia, le associazioni, le comunità religiose… Altri gruppi, però, andranno formati per l’occasione.
Serviranno un po’ di coraggio e un pizzico di creatività, ma sono convinto che avremo delle belle sorprese: molte persone hanno il desiderio di essere interpellate e di venire ascoltate con rispetto; molti ambienti attendono da tempo un confronto con la comunità cristiana. Papa Francesco raccomanda di coinvolgere i “poveri”, cioè quei soggetti cui troppo spesso è negata la voce: gli immigrati, i giovani, i lavoratori, gli anziani… “Siamo chiamati a scoprire Cristo in loro, a prestare ad essi la nostra voce nelle loro cause, ma anche ad essere loro amici, ad ascoltarli, a comprenderli e ad accogliere la misteriosa sapienza che Dio vuole comunicarci attraverso di loro. […] Quello che lo Spirito mette in moto […] è prima di tutto un’attenzione rivolta all’altro considerandolo come un’unica cosa con sé stesso” (Evangelii gaudium, 198).

Discernere

Non basta ascoltare, occorre cogliere nelle persone e nelle situazioni l’impulso dello Spirito e la presenza viva di Cristo, per capire dove oggi egli voglia condurci. “Il Sinodo è un cammino di discernimento spirituale, che si fa nell’adorazione, nella preghiera, a contatto con la Parola di Dio.
In questi giorni Gesù ci chiama, come fece con l’uomo ricco del Vangelo, a svuotarci, a liberarci di ciò che è mondano, e anche delle nostre chiusure e dei nostri modelli pastorali ripetitivi; a interrogarci su cosa ci vuole dire Dio in questo tempo e verso quale direzione vuole condurci. […] Che possiamo essere pellegrini innamorati del Vangelo, aperti alle sorprese dello Spirito”.(Papa Francesco, Omelia del 10 ottobre 2021).

Attendiamo insieme

Come in passato, alcune occasioni comuni ci aiutano a vivere meglio l’Avvento:
– i “Martedì dell’ascolto”: quattro appuntamenti serali in rete per aprire la mente e il cuore a riconoscere la presenza del Signore nel mondo di oggi;
– la colletta dell’Avvento di fraternità, promossa dalla Caritas diocesana e destinata alle cure dentistiche per i poveri: “La mia bocca racconterà la tua giustizia”;

Timeo Deum transeuntem

“Ho paura di lasciar passare Dio senza accorgermi della sua presenza – scriveva Sant’Agostino – perché potrebbe non tornare a passare”. Ogni Avvento è un appuntamento irripetibile, donatoci dalla misericordia del Padre affinché possiamo accogliere il Signore che viene ed essere “potentemente fortificati, mediante lo Spirito suo, nell’uomo interiore” (Ef3, 16).
Questo Avvento lo è forse più di tanti altri; non lasciarti scappare questa opportunità!

+ Paolo, vescovo

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