Lettera per il cammino pasquale del nostro Vescovo Paolo (Seconda parte)

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ENERGIE NUOVE: COME E DOVE?

Il testo del Prefazio IX del Tempo ordinario indica con chiarezza che è il Signore a donare energia nuova alla sua Chiesa; quella che viene da lui, mediante lo Spirito, è tale perché non si esaurisce e perché tende costantemente a rinnovare. Non può finire, perché è l’afflato della vita stessa di Dio, cioè di un amore che in ogni prova rende più che vincitori (Rm 8,31 ); tutto posso, in colui che mi dà forza (Fil 4,13).
Conduce al nuovo, perché non permette alla sposa di Cristo di invecchiare, rimuovendo le macchie del peccato e le rughe del “si è sempre fatto così” (Ef 5,27). Il percorso pasquale che l’anno liturgico ci propone è precisamente l’ambito in cui ciò può accadere. La ricca simbologia della Veglia della Notte santa, che ne costituisce il nucleo, esprime tale possibilità attraverso alcuni passaggi: dal buio alla luce (liturgia del cero), dalla morte alla vita (immersione/emersione battesimale), dall’ordinario allo straordinario (il cambio delle vesti e l’unzione crismale dei neofiti) dalla mestizia all’esultanza (il canto dell’alleluia dopo settimane di silenzio)…
È la vita nuova battesimale – la vita-di-Dio-in-noi – che riprende vigore, trova nuovi spazi e ci rende capaci di sostenere lo sforzo durevole di ogni prova con l’energia di un amore indefettibile. È l’energia che risplende nei missionari, nei martiri, nei costruttori di pace, nei difensori dei poveri, nei custodi della vita, nei papà e nelle mamme che si consumano per i figli, nei consacrati che vivono per Dio: è l’energia dei santi!

ENERGIE NUOVE NELLA PREGHIERA

La nostra relazione personale e comunitaria con il Signore, nello Spirito, è certamente la fonte principale di questa energia rinnovabile.
Il cammino pasquale la declina in forme diverse:
• l’ascolto “penitente” della Parola e l’austerità celebrativa in Quaresima;
• la lode grata e la celebrazione festosa nel tempo di Pasqua.
In entrambi i periodi, ciò richiede di trovare nella propria giornata un luogo e un tempo per il Signore: ci sono molti strumenti, in internet e in libreria, per supportare tali momenti. L’importante è permettere a Dio di parlare al cuore, con un ascolto silenzioso e un’espressione lieta.
Suggerisco la lettura meditata dei brani della Liturgia della Parola del giorno, la recita di Lodi e Vespri e, per chi riesce a passare di chiesa, un piccolo, ma costante, tempo di adorazione eucaristica. Sul versante comunitario, si tratta invece di partecipare attivamente all’azione liturgica.
Ogni celebrazione liturgica, in quanto opera di Cristo sacerdote e del suo corpo, che è la Chiesa, è azione sacra per eccellenza, e nessun’altra azione della Chiesa ne uguaglia l’efficacia allo stesso titolo e allo stesso grado (SC.7). Mi sento di raccomandare di non viverla mai da spettatori (come accade quando si segue la Messa in televisione) bensì da “attori”: arrivare puntuali, cantare con gli altri, pronunciare bene le risposte, prestare attenzione a ciò che viene detto e fatto, assumere i giusti atteggiamenti del corpo, restare in silenzio quando si deve… Se la liturgia è “azione”, ci trasmette l’energia di Dio se ad essa si prende parte, non se la si guarda!

ENERGIE NUOVE NELLA CONVERSIONE

L’energia rinnovabile di Dio ci può riempire se trova spazio adeguato. È quindi necessario fare un po’ di vuoto, riconoscendo ciò che ci impedisce di aprirci all’azione di Dio e che si chiama “peccato”. Evidentemente, chi non è disposto a cambiare idea, abitudini, modi di fare… non può attendersi nulla; anche chi rifiuta di entrare in relazione con l’altro non può aspettarsi di ospitare l’Altro.
Nel tempo di Quaresima, dunque, si fa spazio all’energia di Dio se, con sincerità, riconosciamo quando e dove l’illusione dell’autosufficienza ci ha allontanati da lui: decidere da sé il bene e il male; condurre la propria vita senza alcun riferimento al Vangelo; cercare di tutto, eccetto il Regno di Dio e la sua giustizia (Mt. 6,33).
È il tempo opportuno per fare un serio esame di coscienza, accostarsi alsacramento del perdono, decidersi per uno stile di vita più sobrio e solidale.
Nel tempo di Pasqua, l’energia rinnovabile dello Spirito ci giunge mediante la gioiosa fraternità con la comunità dei fratelli. Ecco, come è bello e come è dolce che i fratelli vivano insieme. Perché là il Signore manda la benedizione e la vita per sempre(Sal 133,1.3).
Vinciamo le paure e le chiusure, per ritrovarci lietamente insieme! Qualsiasi condizione si debba rispettare, non lasciamoci mancare la comunità. Volesse il Signore che si possa vivere una Pasqua “smascherata”! Se così non fosse, però, riconosciamo sempre che è tra i fratelli che egli ci attende per rinnovare in noi la gioia di essere suoi e di essere rinfrancati dalla sua energia nuova.
Perché non provare a coinvolgersi in qualche iniziativa? In molte comunità parrocchiali vengono proposti momenti di confronto legati al cammino sinodale: condividere gioie e fatiche del vivere nella Chiesa è una salutare opportunità di conversione alla fraternità.

Paolo Giulietti – Arcivescovo di Lucca (Fine 2a parte)

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