3 Aprile 2022 – Va’ e d’ora in poi non peccare più

Cristo e l’adultera (A. Cifrondi, sec. XVII)

Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo! (Gv.8,9)


No, non è decisamente questo l’esito che si attendevano gli scribi e i farisei che avevano condotto a Gesù la donna sorpresa in flagrante adulterio. C’è un modo troppo sbrigativo di difendere la verità. Di brandirla per arrivare ad un giudizio sommario. Gesù dimostra di chiamare le cose per nome, di non sminuire quello che la donna ha commesso, di non giustificarlo. Nello stesso tempo, però, non esita a portare alla luce anche dell’altro. “Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei”. Diventa allora troppo rischioso per gli accusatori andare fino in fondo nel loro progetto: c’è il pericolo di essere smascherati, e quindi abbandonano il campo.
Il male, il peccato, vanno dichiarati e portati allo scoperto, tuttavia non significa ridurre la persona al suo peccato e far avanzare attorno a lei un cerchio di morte che si chiude con una sentenza senza appello. Ecco perché Gesù fa cadere le pietre di mano a quelli che volevano procedere con troppa fretta.
Lui, l’unico innocente, spalanca davanti all’adultera un futuro diverso: “Neanch’io ti condanno, và e d’ora in poi non peccare più”. E’ la via aperta da una misericordia che risana e guarisce, mettendo nella condizione di adottare un nuovo stile di vita. E’ la strada resa possibile dalla fiducia: una fiducia che accompagna la peccatrice e le dona di essere una creatura nuova, secondo il cuore di Dio. E’ lo stesso amore che viene usato per ognuno di noi, un amore che ci sottrae al nostro peccato e ci offre la grazia di vivere in modo diverso.

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