In evidenza: 11 Febbraio 2024

Lettera dell’Arcivescovo Paolo
per i tempi di Quaresima e Pasqua 2024

 

 


“Signore, insegnaci a pregare,
come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli”.
“Quando pregate, dite: Padre nostro…”
Lc 11, 1-2

Insegnaci a pregare!

Pregare non è facile. I discepoli di Gesù, vedendolo trascorrere lunghe ore del giorno e della notte in colloquio col Padre, si rendevano conto dell’insufficienza del loro “dire le preghiere”, che pure conoscevano, come ogni buon ebreo. Coglievano soprattutto come la preghiera fosse per Gesù la sorgente di un’esistenza ben diversa dalla loro: la chiarezza e la decisione nel perseguire la volontà di Dio, la tenerezza verso i piccoli e i poveri, la compassione per le folle, la sollecitudine per i malati e gli emarginati, la cura per i suoi discepoli, il disprezzo delle convenzioni, il coraggio dinanzi ai sapienti e ai potenti…
Anche noi rischiamo, come Papa Francesco non manca di ammonire, di vivere male la preghiera: quando la liturgia si traduce in una serie di formule e riti non abitati dalla presenza viva e vivificante del Risorto, ripetuti quasi per abitudine, e quindi forieri di stanchezza, distrazione, noia… (e non bastano certo gli “accorgimenti animativi” a rendere viva e interessante una celebrazione in cui manchi un autentico spirito di preghiera); quando fatichiamo a trovare modi e tempi adeguati per una preghiera personale che riempia di Dio il quotidiano.
Queste problematiche sono molto importanti: se infatti la vita cristiana scaturisce dalla relazione viva con il Signore, la qualità della nostra preghiera comunitaria e personale è questione che merita la massima attenzione. Anche noi, quindi, come i discepoli, abbiamo bisogno di chiedere a Gesù che ci insegni a pregare, cioè a vivere, come lui, in intimità con il Padre, perché il nostro cammino sia illuminato e sostenuto da una presenza capace di portare pienezza di vita, di gioia e di speranza in ogni situazione.

Quando pregate dite: “Padre nostro”

L’insegnamento richiesto dai discepoli si sostanzia nel “Padre nostro”; esso non è un’altra – nuova – preghiera da aggiungere a quelle che essi già conosce-vano e recitavano: indica invece un modo diverso di entrare in relazione con Dio, quello stesso che Gesù vive personalmente. Per questo motivo sin dagli inizi la Chiesa ha “consegnato” il Padre nostro ai catecumeni, per aiutarli ad apprendere il modo cristiano di pregare e celebrare, nel loro itinerario verso il battesimo. Essi dovevano imparare a relazionarsi a Dio con la fiducia dei figli verso il Padre, ma anche con il desiderio di entrare pienamente nella sua volontà. Tutto l’opposto di quanto, nel paganesimo, molti di loro avevano vissuto: la paura delle divinità e la necessità di farsele amiche con doni e offerte, per ottenere favori o allontanare castighi.
La preghiera del Padre nostro è quindi una via per scoprire e accogliere l’insegnamento di Gesù circa il modo “cristiano” di vivere la relazione con Dio. Nel tempo di Quaresima torniamo a metterci alla scuola del Padre nostro, per poi vivere la Settimana Santa e il tempo pasquale, con la loro ricchezza liturgica, come opportunità di tornare a sperimentare una preghiera comunitaria e personale “di qualità”.

(2ª parte – continua)

Leggi o scarica da qui la lettera completa

 


Da lunedì 26 giugno la nostra chiesa resta chiusa al pubblico per alcuni mesi per poter eseguire alcuni importanti lavori di ristrutturazione e restauro.
La celebrazione delle messe, feriali e festive, e delle altre liturgie è spostata nella sala dell’Auditorium, presso l’oratorio parrocchiale (via Fratelli Cervi).

I seguenti interventi in programma si rendono necessari:

  • per eliminare le infiltrazioni d’acqua piovana è previsto il parziale rifacimento del manto di copertura, con inserimento di nuovo isolante limitatamente alle zone degradate e oggetto di infiltrazioni (zona adiacente campanile, compluvi e cupola). E’ prevista anche l’installazione del sistema di sicurezza per future manutenzioni in copertura;
  • per eliminare la pioggia che cade abbondante attraverso le vetrate, è previsto il restauro completo delle n. 24 vetrate artistiche della cupola e di n. 6 della navata, le più deteriorate e oggetto di fratture e distacchi delle tessere. E’ prevista anche l’installazione di un nuovo infisso a protezione, esterno;
  • effettuare il parziale rifacimento degli intonaci, conseguente alle necessarie opere di deumidificazione della parte inferiore delle pareti esterne oltre ad alcune opere di rinforzo strutturale delle volte con fibre di carbonio;
  • per adeguare l’impianto di riscaldamento alle norme attuali e ridurne sensibilmente i consumi, è prevista la realizzazione di un nuovo sistema di riscaldamento a pedane radianti con la sostituzione dell’ attuale caldaia , non più conforme alle vigenti norme, con una pompa di calore;
  • per poter nuovamente utilizzare le campane eliminando i rischi conseguenti alle vibrazioni trasmesse al campanile, se concesso, sarà rinnovato il sistema di funzionamento;
  • completeranno l’opera nuove pitturazioni interne ed esterne oltre al restauro dei portoni e delle pitture nelle lunette sopra le porte.

La spesa complessiva prevista è di circa 600.000 € e sarà finanziata in parte con i contributi della Conferenza Episcopale Italiana (fondi 8xMille) e in parte con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, verso le quali esprimiamo vivo ringraziamento.

Queste opere, necessarie sia per la manutenzione e conservazione della chiesa che per rendere sicuri e adeguati gli impianti, comporteranno qualche fastidio per lo spostamento delle celebrazioni liturgiche, ma renderanno la nostra chiesa ancora più decorosa e funzionale.

Il Parroco ed i Tecnici incaricati

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