In evidenza: 8 Marzo 2026

Lettera dell’Arcivescovo per la Pasqua 2026

Camminare nella speranza
per non smarrire la strada
e perdersi di coraggio

I Magi, avvertiti in sogno di non tornare da Erode,
per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.
(Mt 2, 12)
Irrobustite le mani fiacche,
rendete salde le ginocchia vacillanti.
Dite agli smarriti di cuore: “Coraggio, non temete!”
Ci sarà un sentiero e una strada
e la chiameranno via santa.
Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore
e verranno in Sion con giubilo.
(Is 35, 3-4. 8. 10)

Sperare è vedere che questo mondo diventa il mondo di Dio:
il mondo in cui Dio, gli esseri umani e tutte le creature
passeggiano di nuovo insieme,
nella città-giardino, la Gerusalemme nuova.
(Leone XIV, Udienza, 20 dicembre 2025)


L’ultimo Concilio ecumenico non è stato ancora interamente compreso, vissuto e applicato. Siamo in cammino, e una tappa fondamentale di questo cammino è quella che stiamo vivendo con il Sinodo e che ci chiede di uscire dalla logica del “si è sempre fatto così”, dall’applicazione dei soliti vecchi schemi, dal riduzionismo che finisce per voler inquadrare sempre tutto in ciò che è già risaputo e praticato. […] Non si comprenderebbe il Concilio e nemmeno l’attuale percorso sinodale, se non si mettesse al centro di tutto l’evangelizzazione. […] La grande assise ecumenica è stata ispirata dall’esigenza di testimoniare e annunciare con parole nuove l’avvenimento della morte e resurrezione di Gesù e la sua presenza tra noi. C’era un mondo che si allontanava dal cristianesimo e manifestava, più che avversione, indifferenza. Il Concilio nasce da questa spinta, da questa domanda: come parlare di Gesù agli uomini e alle donne di oggi?
Da allora abbiamo percorso un lungo tratto di strada, che non è stato privo di difficoltà e di delusioni. Anche oggi rischiamo di cadere nella tentazione dello sconforto e del pessimismo, quando fissiamo il nostro sguardo sui mali che affliggono il mondo invece che guardare al mondo con gli occhi di Gesù, cioè considerandolo un campo di messe, dove seminare con pazienza e con speranza. (Francesco, Prefazione al libro “Giovanni XXIII. Il Vaticano II un Concilio per il mondo” di Ettore Malnati e Marco Roncalli)
Il progetto del Concilio Vaticano II è il sogno da cui farci guidare per il futuro della Chiesa e della sua missione nel mondo. Riprendiamolo in mano, sostenuti dal magistero, per orientare le scelte di conversione e di impegno che ogni cammino di speranza esige. Rileggiamo soprattutto le quattro grandi Costituzioni, domandandoci, personalmente e nelle nostre comunità, quanto rimane ancora da fare per rendere concrete quelle parole e quegli orientamenti.

Guardarsi da Erode

La prima indicazione contenuta nel sogno dei Magi riguarda la persona di Erode, apparso estremamente sollecito nei loro riguardi nel corso dell’in-contro avvenuto a Gerusalemme e che si era fatto promettere dai Magi informazioni sul conto del bambino, in modo da poterlo a sua volta adorare. Il prosieguo della narrazione evangelica mostrerà le vere intenzioni del re, ma i Magi ora non possono saperlo, né ci sono ragioni per dubitare della rettitudine di chi si è mostrato tanto disponibile. Si può pertanto immaginare un certo sconcerto nell’accogliere l’indicazione della voce interiore. Tuttavia sarà la loro obbedienza al sogno, insieme a quella di Giuseppe, che impedirà a Erode di portare a termine il proposito di eliminare il Messia. Nel nostro mondo, caratterizzato da una comunicazione ipertrofica e spesso ingannevole, il discernimento, cioè la capacità di riconoscere il bene e il male e di fare le scelte giuste, appare sempre più una competenza essenziale. Molte sono le persone, le organizzazioni e le proposte che si ammantano di bellezza e bontà solo apparenti, mentre nascondono fini e metodi inconfessabili. L’avvento dell’intelligenza artificiale sta dando – laddove viene usata senza scrupoli – un ulteriore e preoccupante apporto a tale dinamica. La velocità della comunicazione e la scarsa propensione all’approfondimento e alla verifica ci rendono estremamente vulnerabili, come mostrano purtroppo i ricorrenti episodi di fake-news, truffe, disinformazione e “neolingua” di orwelliana memoria.
Facciamo molte cose senza stare troppo a pensarci, guidati non dalla coscienza e dalla ragione, ma dal pensiero dominante o dalle mode, magari risolvendo eventuali dubbi dicendo a noi stessi: che male c’è? Riconoscere ciò che non è autentico e decidere di evitarlo, per individuare e seguire la strada buona, è quindi una condizione necessaria per non permettere a “false speranze” di orientare il nostro cammino.

(3ª parte – continua)

 

 


In evidenza: 1 Marzo 2026

Lettera dell’Arcivescovo per la Pasqua 2026

Camminare nella speranza
per non smarrire la strada
e perdersi di coraggio

I Magi, avvertiti in sogno di non tornare da Erode,
per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.
(Mt 2, 12)
Irrobustite le mani fiacche,
rendete salde le ginocchia vacillanti.
Dite agli smarriti di cuore: “Coraggio, non temete!”
Ci sarà un sentiero e una strada
e la chiameranno via santa.
Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore
e verranno in Sion con giubilo.
(Is 35, 3-4. 8. 10)

Sperare è vedere che questo mondo diventa il mondo di Dio:
il mondo in cui Dio, gli esseri umani e tutte le creature
passeggiano di nuovo insieme,
nella città-giardino, la Gerusalemme nuova.
(Leone XIV, Udienza, 20 dicembre 2025)


La guida interiore dei sogni

Il viaggio di andata dei Magi si era avvalso della guida luminosa di una stella, apparsa nel lontano oriente e decifrata nel suo significato grazie alla loro competenza astrologica. Nell’ultimo tratto di strada, c’era stato bisogno di rivolgersi a Erode per essere condotti dalle antiche profezie bibliche alla cittadina di Betlemme. Ora tutto questo finisce, per lasciare il posto a una voce che parla nell’intimo; quella stessa che, secondo Matteo, guida costantemente Giuseppe a fare le scelte giuste per la sicurezza di Gesù e di Maria. È la voce di un sogno, mandato da Dio. Lasciarsi condurre dai sogni potrebbe sembrare avventato o infantile, soprattutto se paragonato alle procedure decisionali che vengono comunemente adottate nei più diversi campi della vita economica, politica e sociale: a contare sono i fatti, i numeri, le previsioni statistiche… Tutte cose assai razionali e assai diverse dai sogni. Le persone realistiche e disincantate diffidano dei sognatori e disprezzano gli idealisti, ritenendoli inutili o pericolosi. Nella lunga storia dell’umanità e della Chiesa, tuttavia, sono stati proprio gli idealisti e i sognatori a produrre spesso i progressi più significativi in molti ambiti dell’esistenza personale e collettiva: i santi, gli inventori, i rivoluzionari, gli esploratori… hanno accolto e coltivato qualche ideale, apparso a molti come un’utopia o una follia, ma che, una volta realizzato, ha trasformato la realtà. Il sogno ha certamente bisogno, per tradursi in azione, di ragionamenti, progetti e calcoli; questi, però, non basterebbero da soli a generare processi significativi o di cambiamento: servono idealismo e passione; serve un orizzonte di speranza, senza il quale il rischio e la fatica del nuovo potrebbero apparire ingiustificati o assurdi.
Non rinunciamo ai grandi sogni. Non accontentiamoci del dovuto. Il Signore non vuole che restringiamo gli orizzonti, non ci vuole parcheggiati ai lati della vita, ma in corsa verso traguardi alti, con gioia e con audacia. Non siamo fatti per sognare le vacanze o il fine settimana, ma per realizzare i sogni di Dio in questo mondo. Egli ci ha reso capaci di sognare per abbracciare la bellezza della vita (Francesco, Omelia, 22 novembre 2020).
Viviamo in una società e una Chiesa che non sono privi di risorse; eppure si avvertono una sfiducia, una stanchezza e una rassegnazione per certi versi sorprendenti. Infatti in altre epoche della nostra storia, assai più critiche e misere, abbiamo conosciuto ben altro entusiasmo e ben altra intraprendenza, capaci di generare importanti cambiamenti. Camminare nella speranza, quindi, implica anche per noi recuperare la dimensione del sogno, abbandonando un realismo che non ci fa cogliere le sconfinate possibilità di bene che sono a portata di mano: il regno di Dio è vicino! (Mc 1, 15).

Il grande sogno della Chiesa

Il Concilio Vaticano II rappresenta il grande sogno della Chiesa di oggi, capace all’epoca di raccogliere e portare a sintesi i fermenti di rinnovamento dei movimenti biblici, liturgici, teologici e pastorali che animavano da decenni il popolo di Dio. Un progetto che è ancora da portare a compimento, per varie ragioni.
Il Concilio […] arrivato al popolo, è stato quello dei media, non quello dei Padri. E mentre il Concilio dei Padri si realizzava all’interno della fede […], il Concilio dei giornalisti non si è realizzato, naturalmente, all’interno della fede, ma all’interno delle categorie dei media di oggi […]: per i media, il Concilio era una lotta politica, una lotta di potere tra diverse correnti nella Chiesa. […] Sappiamo come questo Concilio dei media fosse accessibile a tutti. Quindi, questo era quello dominante, più efficiente, e ha creato tante calamità, tanti problemi, realmente tante miserie: seminari chiusi, conventi chiusi, liturgia banalizzata… e il vero Concilio ha avuto difficoltà a concretizzarsi, a realizzarsi; il Concilio virtuale era più forte del Concilio reale. Ma la forza reale del Concilio era presente e, man mano, si realizza sempre più e diventa la vera forza che poi è anche vera riforma, vero rinnovamento della Chiesa. Mi sembra che, 50 anni dopo il Concilio, vediamo come questo Concilio virtuale si rompa, si perda, e appare il vero Concilio con tutta la sua forza spirituale. Ed è nostro compito […] lavorare perché il vero Concilio, con la forza dello Spirito Santo, si realizzi, e sia realmente rinnovata la Chiesa. (Benedetto XVI, Discorso al clero di Roma, 14 febbraio 2013).

(2ª parte – continua)

 

 


In evidenza: 22 Febbraio 2026

Lettera dell’Arcivescovo per la Pasqua 2026

Camminare nella speranza
per non smarrire la strada
e perdersi di coraggio

I Magi, avvertiti in sogno di non tornare da Erode,
per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.
(Mt 2, 12)
Irrobustite le mani fiacche,
rendete salde le ginocchia vacillanti.
Dite agli smarriti di cuore: “Coraggio, non temete!”
Ci sarà un sentiero e una strada
e la chiameranno via santa.
Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore
e verranno in Sion con giubilo.
(Is 35, 3-4. 8. 10)

Sperare è vedere che questo mondo diventa il mondo di Dio:
il mondo in cui Dio, gli esseri umani e tutte le creature
passeggiano di nuovo insieme,
nella città-giardino, la Gerusalemme nuova.
(Leone XIV, Udienza, 20 dicembre 2025)


Caro fratello, cara sorella,

è appena terminato il Giubileo dedicato alla speranza. Spesso dopo un evento bello e importante sorge una domanda: come continuare? Questo vale anche per l’Anno Santo che ci è stato donato, come ricorda Papa Leone: “Pellegrini di speranza”, non è uno slogan che tra un mese passerà! È un programma di vita: “pellegrini di speranza” vuol dire gente che cammina e che attende, non però con le mani in mano, ma partecipando (Leone XIV, Udienza, 6 dicembre 2025).
È bello continuare ad essere, insieme, pellegrini di speranza! La fedeltà di Dio ci stupirà ancora. Se non ridurremo a monumenti le nostre chiese, se saranno case le nostre comunità, se resisteremo uniti alle lusinghe dei potenti, allora saremo la generazione dell’aurora. (Leone XIV, Omelia, 6 gennaio 2026).

Pensare al cammino

L’espressione “mind your step” – che si trova a volte nei luoghi in cui c’è qualche problema a transitare – invita a prestare attenzione a dove si mettono i piedi, per evitare di cadere (o di sbagliare strada, aggiungo). Chiunque si metta in cammino, infatti, deve fare i conti con la presenza di ostacoli e bivi: superficialità e distrazioni non sono ammesse, soprattutto se non ci si accontenta di vagabondare senza meta, ma si vuole seguire una precisa direzione. Camminare nella speranza dopo il Giubileo, in particolare, non è scontato e richiede attenzione. Esiste infatti il rischio di ritornare al tran-tran della vita quotidiana precedente all’evento, rendendolo così una bella “parentesi”, fonte di ricordi piacevoli, ma di fatto irrilevante nel concreto dell’esistenza personale e comunitaria. Se vogliamo accogliere l’invito di Papa Leone a continuare il pellegrinaggio della speranza, abbiamo bisogno di trovare un percorso che lo renda praticabile. L’itinerario pasquale, centro del nostro Anno liturgico, è l’occasione propizia per compiere questa operazione, che ha un duplice volto, quello della conversione e quello dell’entusiasmo: una “conversione pasquale”, caratterizzata cioè non solo dalla decisione di cambiare, ma anche dalla gioia e dall’entusiasmo nel farlo.

Il ritorno dei Magi

Ci viene in soccorso la vicenda dei Magi, narrata nel Vangelo di Matteo, che è stato proclamato proprio nella celebrazione di chiusura dell’Anno Santo. Essi, al termine del loro lungo viaggio con la guida della stella, vivono la grandissima gioia dell’incontro con il Re dei re; poi però, dopo averlo adorato e avergli presentato i doni estratti dai loro scrigni, giunge per loro il tempo di tornare a casa. L’evangelista sintetizza questo passaggio con poche parole, che rivelano una dinamica molto interessante per la domanda che ci siamo posti: come continuare il cammino? È evidente, infatti, come accade alle tante persone che vivono l’incontro con Gesù nei racconti evangelici, che la loro vita non potrà essere più la stessa, perché quell’avvenimento trasformerà per sempre la loro esistenza. La letteratura apocrifa e leggendaria ha tentato di colmare il vuoto lasciato dal racconto di Matteo: una tradizione narra che divennero vescovi in Persia e furono sepolti insieme in una grande tomba (da cui l’imperatrice Elena avrebbe fatto trasportare le loro reliquie a Costantinopoli); altri racconti li vedono seguire San Tommaso in India, predicando il Vangelo e subendo il martirio; una leggenda più tarda li colloca addirittura in Giappone, dove avrebbero concluso i loro giorni come missionari. Noi ci fermiamo al racconto di Matteo, cogliendo tre elementi di rilievo per la questione da cui siamo partiti:
– c’è un avvertimento che giunge in sogno;
– si decide di non passare da Erode;
– si torna a casa per una strada diversa da quella percorsa all’andata.
Questi passaggi delineano il percorso di “conversione pasquale” dei Magi, nato dall’incontro gioioso con Cristo, “apparso nel mondo come luce che splende nelle tenebre” (MR p. 458). A tale itinerario anche noi vogliamo ispirarci, per proseguire il pellegrinaggio di speranza del Giubileo.
(1° parte – continua)

 

 


In evidenza: 15 Febbraio 2026

Parrocchia di S. Anna – Quaresima 2026

Esercizi Spirituali in Parrocchia

guidati da Padre Valerio Sala

  • Mercoledì 18 febbraio
    – Ore 18.30 Celebrazione Eucaristica con l’imposizione delle ceneri

  • Giovedì 19 e Venerdì 20 febbraio
    – Dalle ore 7.00 alle 7.45, preghiera delle Lodi e meditazione di Padre Valerio
    – Ore 8.00 S. Messa
    – Dalle ore 9.30 alle ore 12.00, Padre Valerio è a disposizione in chiesa per la confessione o il colloquio spirituale
    – Dalle ore 13.00 alle 13.30 (Non di solo pane vive l’uomo – Mt 4,4) viene riproposta la meditazione del mattino con la preghiera dell’Ora Media
    – Dalle ore 21.00 alle 22.00 viene riproposta la meditazione del mattino con la preghiera di Compieta

  • Sabato 21 febbraio
    – Dalle ore 7.00 alle 7.45 preghiera delle Lodi e meditazione.
    – Ore 8.00 S. Messa.
    – Dalle ore 10.00 alle ore 12.00, Adorazione Eucaristica e disponibilità dei preti per la confessione o il dialogo spirituale.
    – Dalle ore 13.00 alle 13.30 (Non di solo pane vive l’uomo – Mt 4,4) viene riproposta la meditazione del mattino con la preghiera dell’Ora Media.
    – Ore 17.30 viene riproposta la catechesi del mattino con la preghiera dei Vespri.

  • Domenica 22 febbraio
    – Dalle ore 9.00 alle ore 11.30 presso l’Oratorio, in via Fratelli Cervi, preghiera delle Lodi e meditazione
    – Concluderemo con la Celebrazione dell’Eucarestia alle ore 12.00 presso la chiesa parrocchiale.

 


In evidenza: 8 Febbraio 2026

Parrocchia di S. Anna – Quaresima 2026

Esercizi Spirituali in Parrocchia guidati da Padre Valerio Sala

  • Mercoledì 18 febbraio
    – Ore 18.30 Celebrazione Eucaristica con l’imposizione delle ceneri

  • Giovedì 19 e Venerdì 20 febbraio
    – Dalle ore 7.00 alle 7.45, preghiera delle Lodi e meditazione di Padre Valerio
    – Ore 8.00 S. Messa
    – Dalle ore 9.30 alle ore 12.00, Padre Valerio è a disposizione in chiesa per la confessione o il colloquio spirituale
    – Dalle ore 13.00 alle 13.30 “NON DI SOLO PANE VIVE L’UOMO” (Mt 4,4) viene riproposta la meditazione del mattino con la preghiera dell’Ora Media
    – Dalle ore 21.00 alle 22.00 viene riproposta la meditazione del mattino con la preghiera di Compieta

  • Sabato 21 febbraio
    – Dalle ore 7.00 alle 7.45 preghiera delle Lodi e meditazione.
    – Ore 8.00 S. Messa.
    – Dalle ore 10.00 alle ore 12.00, Adorazione Eucaristica e disponibilità dei preti per la confessione o il dialogo spirituale.
    – Dalle ore 13.00 alle 13.30 “NON DI SOLO PANE VIVE L’UOMO” (Mt 4,4) viene riproposta la meditazione del mattino con la preghiera dell’Ora Media.
    – Ore 17.30 viene riproposta la catechesi del mattino con la preghiera dei Vespri.

  • Domenica 22 febbraio
    – Dalle ore 9.00 alle ore 11.30 presso l’Oratorio, in via Fratelli Cervi, preghiera delle Lodi e meditazione
    – Concluderemo con la Celebrazione dell’Eucarestia alle ore 12.00 presso la chiesa parrocchiale.

 


In evidenza: 1 Febbraio 2026

Pranzo del Palazzaccio

Domenica 8 febbraio dalle ore 12.30, presso l’oratorio di S. Anna

Il pranzo è organizzato dal Gruppo del Palazzaccio con l’aiuto dei “Passerotti dell’Oratorio di S. Anna”.
Il Ricavato sarà destinato a lavori di ammodernamento della Chiesina del Palazzaccio.

 

Donatori di Sangue

A seguito delle ultime elezioni, pubblichiamo la composizione del nuovo Consiglio Direttivo del Gruppo Donatori di Sangue Fratres della nostra Parrocchia.

Alessandra Lazzarini – Presidente
Claudio Lazzarini – Vicepresidente
Alberto Del Guerra – Amministratore
Giovanna Faucci – Segretaria
Alessandro Lucchesi – Capogruppo

Con l’occasione, ringraziamo i nostri donatori attivi e rinnoviamo l’appello a farsi avanti a chi ancora non ha mai donato sangue.

Per qualsiasi informazione chiamate il n. 3703692825.

Chi dona sangue contribuisce a salvare delle vite e rende migliori quelle di pazienti affetti da patologie che richiedono trasfusioni periodiche di sangue intero o parti di esso.

Grazie.


In evidenza: 25 Gennaio 2026

Festa di Don Bosco

Il nostro Oratorio e la Pastorale Giovanile vi aspettano sabato 31 gennaio, memoria di San Giovanni Bosco, per vivere una giornata speciale insieme!
Un evento pensato per tutti i giovani dalla prima superiore in su (e non solo)!

Programma
– Ore 16.30: Momento formativo: L’EDUCATORE SI EDUCA! Principi base di una relazione educativa (dedicato agli animatori, catechisti e volontari d’oratorio da 14 a 99 anni).
– Ore 19.00: Cena animata e festa! (per giovani e giovanissimi da 14 a 35 anni) – portare 5€
– Ore 21.00: “E Luce Fu”: dialogo e testimonianze.
– Ore 23.30: “E Luce Fu nella notte”
– Ore 01.00: Tutti a letto!


In evidenza: 18 Gennaio 2026

Celebrazione del Sacramento della Cresima

Sabato 24 gennaio, alle ore 18, in Chiesa, 42 adolescenti della nostra Comunità riceveranno il Sacramento della Cresima.
Ecco i loro nomi:
Alessio Adami, Alessio Ricci, Andrea Milone, Camilla Mannucci, Cecilia Giannoni, Criseide Calin, Danielius Da San Martino, Cristiyan Fernando, Dario De Gaetani, Elisa Grossi, Federico Bini, Federico Cei, Federico Panconi, Francesco Ranieri, Gabriele Farnetani, Gabriele Panella, Ginevra Franceschini, Giorgia Favilla, Giorgio Palla, Giorgio Barattini, Giovanni Del Falco, Giulia D’amato, Ilaria Cuccurese, Irene Dami, Jeson Fernando, Kenneth Warnakulasooriya Mahanaduge, Leonardo Bertozzi, Ludovica Torrini, Luiza Gjergji, Marco Frassi, Marco Andres Trabejo, Maria Chiara Stagi, Matteo Tofani, Matilda Tommasoni, Matteo Luchini, Nicole Tomei, Noemi Orsani, Rachele Torrini, Shemira Angili Polag Fernando, Simone Andreozzi, Susanna Schena, Sawain Dinuth.

Come comunità educante alla fede
ci prendiamo l’impegno di accompagnare loro e le famiglie con la preghiera.

Spirito di Dio, vieni ad aprire sull’infinito
le porte del nostro spirito e del nostro cuore.
Aprile definitivamente e non permettere
che noi tentiamo di richiuderle.
Aprile al mistero di Dio e all’immensità dell’universo.
Apri il nostro intelletto agli stupendi orizzonti
della Divina Sapienza.
Apri la nostra carità ai problemi del mondo,
a tutti i bisogni della umanità.
Ti affidiamo i nostri ragazzi: ispira al loro cuore desideri,
sentimenti, energie, passioni che sappiano di eternità.


In evidenza: 11 Gennaio 2026

Concorso Un presepe in ogni casa

Martedì 6 gennaio 2026 si è svolta la premiazione del IX concorso “Il presepe in ogni casa”.

Chi non era presente alla premiazione può ritirare i premi e gli attestati all’Oratorio tutti i giorni dalle 15 alle 18 oppure contattando il n° 3337444801

Queste le foto dei presepi che hanno ricevuto il primo premio nelle tre categorie Presepe più bello – Presepe più originale – Presepe più creativo. Per vedere gli altri premiati e tutti i presepi in gara vai alla pagina del concorso cliccando sulle foto.

1° premio – Presepe più belloVanessa Pardini
1° premio – Presepe più creativoSalvatore Trizza
1° premio – Presepe più originaleMatteo Mencacci
2° premio ex equo – Presepe più belloEugenio Romano
2° premio ex equo – Presepe più belloGiovanna Faucci
2° premio – Presepe più creativoNiccolò Mencacci
2° premio – Presepe più originaleBruna, Giorgio e Margherita Ferrini
3° premio ex equo – Presepe più belloDesirée Estela Porcari
3° premio ex equo – Presepe più belloThomas Paone
3° premio – Presepe più creativoAntonella e Albano Fiorini
3é premio – Presepe più originaleMoreno Favilla
Menzione specialeAlessandra Sbrocchi

 


In evidenza: 4 Gennaio 2026

Concorso Un presepe in ogni casa

Ecco i presepi che hanno avuto il primo premio dell’edizione 2025!

Per vedere gli altri premiati e tutti i presepi in gara vai alla pagina del concorso

1° premio – Presepe più belloVanessa Pardini
1° premio – Presepe più creativoSalvatore Trizza
1° premio – Presepe più originaleMatteo Mencacci
2° premio ex equo – Presepe più belloEugenio Romano
2° premio ex equo – Presepe più belloGiovanna Faucci
2° premio – Presepe più creativoNiccolò Mencacci
2° premio – Presepe più originaleBruna, Giorgio e Margherita Ferrini
3° premio ex equo – Presepe più belloDesirée Estela Porcari
3° premio ex equo – Presepe più belloThomas Paone
3° premio – Presepe più creativoAntonella e Albano Fiorini
3é premio – Presepe più originaleMoreno Favilla
Menzione specialeAlessandra Sbrocchi

 



I Magi, i bambini, il potere: dall’Epifania lezioni sulla vita nascente

Proponiamo la lettura, dal quotidiano Avvenire, di una riflessione inedita di Carlo Casini sulla solennità che conclude il tempo di Natale per nutrire lo sguardo di chi lavora per «la civiltà della verità e dell’amore»

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