Vita Parrocchiale: 1 Marzo – 7 Marzo 2026
/0 Commenti/in Attività della settimana /da wp_10647795- DOMENICA 1 MARZO – Seconda domenica di Quaresima
Orario SS. Messe:
– In chiesa: ore 8.30 – 10.30 – 12
– In Auditorium: ore 17
Incontri di riflessione biblica nelle famiglie
“Si seppe che Gesù era in casa”(Mc 2,1)
- LUNEDÌ 2 MARZO
– Alle ore 18 presso la casa di Lida Sebastiani in Via di Boboli n.139- MARTEDÌ 3 MARZO
– Alle ore 18.30, presso la casa di Emanuele Migliorisi in Via Matteotti n. 337
– Alle ore 21 presso la casa di Angelo Benvenuti in via del Chiasso 327
– Alle ore 16.30 presso la casa di Francesca Martinelli via del Palazzaccio 33, trav. IV- MERCOLEDI’ 4 MARZO
– Alle ore 21 presso la casa di Giulia Galli in Via dei Guami n° 59
- MARTEDÌ 3 MARZO
– Alle 17, all’Oratorio, incontro di riflessione e preghiera sul Vangelo della domenica - GIOVEDÌ 5 MARZO
– Alle ore 16, presso l’Oratorio, l’Associazione “La Finestra” organizza un incontro, aperto a tutti, con Antonio Chiaravalloti che parlerà di “Quali parole salvare in tempo di guerra“
– Alle ore 18.30, S. Messa per la Stazione Quaresimale cittadina presso la Chiesa di S. Concordio - VENERDÌ 6 MARZO
– Alle ore 21, presso l’Oratorio, incontro dei gruppi dopo-Cresima - SABATO 7 MARZO
– In Chiesa Parrocchiale, dalle ore 10 alle 12, Adorazione Eucaristica
In questo tempo i preti sono a disposizione per le Confessioni
– Alle ore 15, presso l’Oratorio, incontro di catechismo per i ragazzi delle Elementari e di 1ª e 2ª media
– Alle ore 19, in Chiesa, S. Messa festiva - DOMENICA 8 MARZO – Terza domenica di Quaresima
Orario SS. Messe:
– In chiesa: alle 8.30 – 10.30 – 12
– In Auditorium: alle ore 17
– Alle ore 21, in Auditorium, “Serata in musica” organizzata dal Gruppo dei Passerotti.
Quaresima in famiglia
Ascolto: Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 17, 1-2.5)
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce…ed ecco una voce che diceva : Questi è il Figlio mio, l’amato, in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo.
Prego:
Signore Gesù, fa’ che anche noi come i tuoi primi discepoli, facciamo esperienza della tua luce, attraverso l’ascolto della tua Parola, che ci aiuta nei momenti bui della nostra vita. Facci diventare portatori di luce per gli altri. Amen
Mi impegno:
Questa settimana ci impegniamo a trovare il tempo per pregare, da soli o in famiglia. Prendiamo in mano il vangelo e scegliamo un brano che ci aiuti ad accogliere la luce di Gesù nella nostra vita. Proviamo a condividere in famiglia quello che di bello Gesù ci ha detto parlando al nostro cuore.
In evidenza: 1 Marzo 2026
/0 Commenti/in In evidenza /da wp_10647795Lettera dell’Arcivescovo per la Pasqua 2026

Camminare nella speranza
per non smarrire la strada
e perdersi di coraggio
I Magi, avvertiti in sogno di non tornare da Erode,
per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.
(Mt 2, 12)
Irrobustite le mani fiacche,
rendete salde le ginocchia vacillanti.
Dite agli smarriti di cuore: “Coraggio, non temete!”
Ci sarà un sentiero e una strada
e la chiameranno via santa.
Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore
e verranno in Sion con giubilo.
(Is 35, 3-4. 8. 10)
Sperare è vedere che questo mondo diventa il mondo di Dio:
il mondo in cui Dio, gli esseri umani e tutte le creature
passeggiano di nuovo insieme,
nella città-giardino, la Gerusalemme nuova.
(Leone XIV, Udienza, 20 dicembre 2025)
La guida interiore dei sogni
Il viaggio di andata dei Magi si era avvalso della guida luminosa di una stella, apparsa nel lontano oriente e decifrata nel suo significato grazie alla loro competenza astrologica. Nell’ultimo tratto di strada, c’era stato bisogno di rivolgersi a Erode per essere condotti dalle antiche profezie bibliche alla cittadina di Betlemme. Ora tutto questo finisce, per lasciare il posto a una voce che parla nell’intimo; quella stessa che, secondo Matteo, guida costantemente Giuseppe a fare le scelte giuste per la sicurezza di Gesù e di Maria. È la voce di un sogno, mandato da Dio. Lasciarsi condurre dai sogni potrebbe sembrare avventato o infantile, soprattutto se paragonato alle procedure decisionali che vengono comunemente adottate nei più diversi campi della vita economica, politica e sociale: a contare sono i fatti, i numeri, le previsioni statistiche… Tutte cose assai razionali e assai diverse dai sogni. Le persone realistiche e disincantate diffidano dei sognatori e disprezzano gli idealisti, ritenendoli inutili o pericolosi. Nella lunga storia dell’umanità e della Chiesa, tuttavia, sono stati proprio gli idealisti e i sognatori a produrre spesso i progressi più significativi in molti ambiti dell’esistenza personale e collettiva: i santi, gli inventori, i rivoluzionari, gli esploratori… hanno accolto e coltivato qualche ideale, apparso a molti come un’utopia o una follia, ma che, una volta realizzato, ha trasformato la realtà. Il sogno ha certamente bisogno, per tradursi in azione, di ragionamenti, progetti e calcoli; questi, però, non basterebbero da soli a generare processi significativi o di cambiamento: servono idealismo e passione; serve un orizzonte di speranza, senza il quale il rischio e la fatica del nuovo potrebbero apparire ingiustificati o assurdi.
Non rinunciamo ai grandi sogni. Non accontentiamoci del dovuto. Il Signore non vuole che restringiamo gli orizzonti, non ci vuole parcheggiati ai lati della vita, ma in corsa verso traguardi alti, con gioia e con audacia. Non siamo fatti per sognare le vacanze o il fine settimana, ma per realizzare i sogni di Dio in questo mondo. Egli ci ha reso capaci di sognare per abbracciare la bellezza della vita (Francesco, Omelia, 22 novembre 2020).
Viviamo in una società e una Chiesa che non sono privi di risorse; eppure si avvertono una sfiducia, una stanchezza e una rassegnazione per certi versi sorprendenti. Infatti in altre epoche della nostra storia, assai più critiche e misere, abbiamo conosciuto ben altro entusiasmo e ben altra intraprendenza, capaci di generare importanti cambiamenti. Camminare nella speranza, quindi, implica anche per noi recuperare la dimensione del sogno, abbandonando un realismo che non ci fa cogliere le sconfinate possibilità di bene che sono a portata di mano: il regno di Dio è vicino! (Mc 1, 15).
Il grande sogno della Chiesa
Il Concilio Vaticano II rappresenta il grande sogno della Chiesa di oggi, capace all’epoca di raccogliere e portare a sintesi i fermenti di rinnovamento dei movimenti biblici, liturgici, teologici e pastorali che animavano da decenni il popolo di Dio. Un progetto che è ancora da portare a compimento, per varie ragioni.
Il Concilio […] arrivato al popolo, è stato quello dei media, non quello dei Padri. E mentre il Concilio dei Padri si realizzava all’interno della fede […], il Concilio dei giornalisti non si è realizzato, naturalmente, all’interno della fede, ma all’interno delle categorie dei media di oggi […]: per i media, il Concilio era una lotta politica, una lotta di potere tra diverse correnti nella Chiesa. […] Sappiamo come questo Concilio dei media fosse accessibile a tutti. Quindi, questo era quello dominante, più efficiente, e ha creato tante calamità, tanti problemi, realmente tante miserie: seminari chiusi, conventi chiusi, liturgia banalizzata… e il vero Concilio ha avuto difficoltà a concretizzarsi, a realizzarsi; il Concilio virtuale era più forte del Concilio reale. Ma la forza reale del Concilio era presente e, man mano, si realizza sempre più e diventa la vera forza che poi è anche vera riforma, vero rinnovamento della Chiesa. Mi sembra che, 50 anni dopo il Concilio, vediamo come questo Concilio virtuale si rompa, si perda, e appare il vero Concilio con tutta la sua forza spirituale. Ed è nostro compito […] lavorare perché il vero Concilio, con la forza dello Spirito Santo, si realizzi, e sia realmente rinnovata la Chiesa. (Benedetto XVI, Discorso al clero di Roma, 14 febbraio 2013).
(2ª parte – continua)












Con Gesù sul monte
/0 Commenti/in Riflessioni /da wp_10647795Raffaello – Trasfigurazione
(Mt 17,1-9)
Quella dei tre discepoli è un’esperienza indicibile: sul volto e sulle vesti di Gesù vedono risplendere la gloria di Dio. Non è causale che questo avvenga proprio tra i primi due annunci della Passione e morte del Maestro. Hanno accompagnato Gesù in questi tre anni, hanno condiviso tutto con lui, fatiche e gioie, momenti di dubbio e di entusiasmo. Sono rimasti affascinati dalle sue parole, hanno assistito ai suoi miracoli. Ora ritengono che stia per accadere finalmente l’instaurazione del Regno, di quel mondo nuovo tante volte annunciato da Gesù. Ma come potrà avvenire se egli parla della sua condanna, della sua passione e della sua morte?
Un’esperienza di luce
È in chiaro contrasto con le parole oscure che Gesù ha pronunciato poco prima. Ora il suo volto e le sue vesti brillano della luce di Dio. Non c’è alcun dubbio: non è un uomo qualsiasi. Il progetto che ha annunciato non può andare in frantumi perché viene da Dio e quindi Dio stesso si impegna ad assicurarne il successo. La presenza di Mosè ed Elia è lì a dimostrare come in lui si realizzino le promesse di Dio. Non è semplicemente un profeta: è il Messia, l’atteso.
Un anticipo e un viatico
È quello che Pietro non può capire. Scambia questa tappa con il traguardo e quindi propone di fermarsi lì. Ma lo scopo della trasfigurazione non è questo: gli eventi decisivi avverranno a Gerusalemme e ad attenderli ci sono i giorni terribili. Per affrontare quelle tenebre ore è offerta la luce!
Un’esperienza di rivelazione
È vero, Pietro l’ha confessato come “il Cristo”, ma poi non ha accettato che Gesù parlasse di sofferenza e di morte. Per lui le due realtà sono inconciliabili con la gloria del Messia. Per questo arriva la voce dalla nube: il Figlio è anche il Servo che soffre. Proprio perché amato, egli è disposto ad amare fino in fondo, a dare la sua vita.
“Ascoltatelo!”. È la vera conclusione di questa esperienza straordinaria. È l’invito a seguire Gesù, a lasciarsi condurre dalla sua parola, dal suo esempio. Quando i momenti di grazia hanno termine, che cosa resta al discepolo? La parola e l’esempio di Gesù. Questa luce continua ad accompagnarlo con il suo chiarore e consente di distinguere la via da percorrere.
(Roberto Laurita)
Orario SS. Messe:
Il sabato, dalle ore 10 alle ore 12, Adorazione Eucaristica
In questo orario i preti sono a disposizione per celebrare il
Sacramento della Riconciliazione.
Per celebrare il sacramento della Confessione è possibile anche contattare i preti:
Don Paolo 347 3002895 – Don Francesco 347 8804368