Vita Parrocchiale: 22 Febbraio – 28 Febbraio 2026
/0 Commenti/in Attività della settimana /da wp_10647795- DOMENICA 22 FEBBRAIO – Prima domenica di Quaresima
Orario SS. Messe:
– In chiesa: ore 8.30 – 10.30 – 12
– In Auditorium: ore 17
– Esercizio Spirituali in Parrocchia: dalle ore 9.00 alle ore 11.30 presso l’Oratorio, in via Fratelli Cervi, preghiera delle Lodi e meditazione guidata da Padre Valerio Sala - MARTEDÌ 24 FEBBRAIO
– Alle 17, all’Oratorio, incontro di riflessione e preghiera sul Vangelo della domenica - GIOVEDÌ 26 FEBBRAIO
– Alle ore 18.30, S. Messa per la Stazione Quaresimale cittadina presso la Chiesa di S. Marco
– Alle ore 16, presso l’Oratorio, l’Associazione “La Finestra” organizza un incontro, aperto a tutti, con Alessandro Melosi che parlerà dei “Progressi in medicina – la diagnostica”(Con proiezione immagini)
– Alle ore 20.45, presso i locali parrocchiali di Capannori, incontro per catechisti, educatori e animatori di Lucca e della Piana sul tema: “Andare oltre le fragilità”
– Alle ore 21, presso l’Oratorio, incontro per le coppie in preparazione al Matrimonio - VENERDÌ 27 FEBBRAIO
– Alle ore 21, presso l’Oratorio, incontro dei gruppi dopo-Cresima - SABATO 28 FEBBRAIO
– In Chiesa Parrocchiale, dalle ore 10 alle 12, Adorazione Eucaristica
In questo tempo i preti sono a disposizione per le Confessioni
– Alle ore 15, presso l’Oratorio, incontro di catechismo per i ragazzi delle Elementari e delle medie
– Alle ore 19, in Chiesa, S. Messa festiva - DOMENICA 1 MARZO – Seconda domenica di Quaresima
Orario SS. Messe:
– In chiesa: alle 8.30 – 10.30 – 12
– In Auditorium: alle ore 17
Quaresima in famiglia
Ascolto: Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 4,1)
In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».
Prego:
Signore, fa’ che non ci lasciamo tentare dalla bramosia del possesso, dalle facili sicurezze e dalla smania di apparire. Non abbandonarci nella tentazione e semina in noi il desiderio di vivere in modo umile e semplice. Amen.
Mi impegno:
Questa settimana ci impegniamo a spegnere il cellulare per qualche ora al giorno e a dedicare un po’ di tempo alla preghiera e alla lettura di un brano del Vangelo, invece che ai social e ai messaggini (per i bambini: spegnere la TV o altri dispositivi ). Proviamo a fare qualche minuto di silenzio e poi condividere in famiglia quello che di bello Gesù ci ha detto nel cuore.
Ringraziamento
La Caritas ringrazia tutti coloro che hanno contribuito come volontari e come donatori alla riuscita della Raccolta per il Banco Farmaceutico.
Sono stati raccolti 164 prodotti che verranno consegnati secondo le necessità alle famiglie seguite dal centro di ascolto di S. Anna
In evidenza: 22 Febbraio 2026
/0 Commenti/in In evidenza /da wp_10647795Lettera dell’Arcivescovo per la Pasqua 2026

Camminare nella speranza
per non smarrire la strada
e perdersi di coraggio
I Magi, avvertiti in sogno di non tornare da Erode,
per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.
(Mt 2, 12)
Irrobustite le mani fiacche,
rendete salde le ginocchia vacillanti.
Dite agli smarriti di cuore: “Coraggio, non temete!”
Ci sarà un sentiero e una strada
e la chiameranno via santa.
Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore
e verranno in Sion con giubilo.
(Is 35, 3-4. 8. 10)
Sperare è vedere che questo mondo diventa il mondo di Dio:
il mondo in cui Dio, gli esseri umani e tutte le creature
passeggiano di nuovo insieme,
nella città-giardino, la Gerusalemme nuova.
(Leone XIV, Udienza, 20 dicembre 2025)
Caro fratello, cara sorella,
è appena terminato il Giubileo dedicato alla speranza. Spesso dopo un evento bello e importante sorge una domanda: come continuare? Questo vale anche per l’Anno Santo che ci è stato donato, come ricorda Papa Leone: “Pellegrini di speranza”, non è uno slogan che tra un mese passerà! È un programma di vita: “pellegrini di speranza” vuol dire gente che cammina e che attende, non però con le mani in mano, ma partecipando (Leone XIV, Udienza, 6 dicembre 2025).
È bello continuare ad essere, insieme, pellegrini di speranza! La fedeltà di Dio ci stupirà ancora. Se non ridurremo a monumenti le nostre chiese, se saranno case le nostre comunità, se resisteremo uniti alle lusinghe dei potenti, allora saremo la generazione dell’aurora. (Leone XIV, Omelia, 6 gennaio 2026).
Pensare al cammino
L’espressione “mind your step” – che si trova a volte nei luoghi in cui c’è qualche problema a transitare – invita a prestare attenzione a dove si mettono i piedi, per evitare di cadere (o di sbagliare strada, aggiungo). Chiunque si metta in cammino, infatti, deve fare i conti con la presenza di ostacoli e bivi: superficialità e distrazioni non sono ammesse, soprattutto se non ci si accontenta di vagabondare senza meta, ma si vuole seguire una precisa direzione. Camminare nella speranza dopo il Giubileo, in particolare, non è scontato e richiede attenzione. Esiste infatti il rischio di ritornare al tran-tran della vita quotidiana precedente all’evento, rendendolo così una bella “parentesi”, fonte di ricordi piacevoli, ma di fatto irrilevante nel concreto dell’esistenza personale e comunitaria. Se vogliamo accogliere l’invito di Papa Leone a continuare il pellegrinaggio della speranza, abbiamo bisogno di trovare un percorso che lo renda praticabile. L’itinerario pasquale, centro del nostro Anno liturgico, è l’occasione propizia per compiere questa operazione, che ha un duplice volto, quello della conversione e quello dell’entusiasmo: una “conversione pasquale”, caratterizzata cioè non solo dalla decisione di cambiare, ma anche dalla gioia e dall’entusiasmo nel farlo.
Il ritorno dei Magi
Ci viene in soccorso la vicenda dei Magi, narrata nel Vangelo di Matteo, che è stato proclamato proprio nella celebrazione di chiusura dell’Anno Santo. Essi, al termine del loro lungo viaggio con la guida della stella, vivono la grandissima gioia dell’incontro con il Re dei re; poi però, dopo averlo adorato e avergli presentato i doni estratti dai loro scrigni, giunge per loro il tempo di tornare a casa. L’evangelista sintetizza questo passaggio con poche parole, che rivelano una dinamica molto interessante per la domanda che ci siamo posti: come continuare il cammino? È evidente, infatti, come accade alle tante persone che vivono l’incontro con Gesù nei racconti evangelici, che la loro vita non potrà essere più la stessa, perché quell’avvenimento trasformerà per sempre la loro esistenza. La letteratura apocrifa e leggendaria ha tentato di colmare il vuoto lasciato dal racconto di Matteo: una tradizione narra che divennero vescovi in Persia e furono sepolti insieme in una grande tomba (da cui l’imperatrice Elena avrebbe fatto trasportare le loro reliquie a Costantinopoli); altri racconti li vedono seguire San Tommaso in India, predicando il Vangelo e subendo il martirio; una leggenda più tarda li colloca addirittura in Giappone, dove avrebbero concluso i loro giorni come missionari. Noi ci fermiamo al racconto di Matteo, cogliendo tre elementi di rilievo per la questione da cui siamo partiti:
– c’è un avvertimento che giunge in sogno;
– si decide di non passare da Erode;
– si torna a casa per una strada diversa da quella percorsa all’andata.
Questi passaggi delineano il percorso di “conversione pasquale” dei Magi, nato dall’incontro gioioso con Cristo, “apparso nel mondo come luce che splende nelle tenebre” (MR p. 458). A tale itinerario anche noi vogliamo ispirarci, per proseguire il pellegrinaggio di speranza del Giubileo.
(1° parte – continua)












Le scelte decisive
/0 Commenti/in Riflessioni /da wp_10647795(Mt 4,1-11)
Gesù si trova nel deserto e viene tentato su ciò che costituisce il fondamento della sua esistenza: il suo rapporto col Padre.
Un uomo avverte bisogni primari come la fame e la sete, la fatica, la sofferenza. Rivelano i suoi limiti e lo espongono a situazioni di disagio. Come ne verrà fuori? In fondo cosa c’è di male se usi il potere a tuo beneficio? La tentazione è forte perché nasconde ciò che lega Gesù al Padre: una fiducia che costituisce il fondamento della sua missione.
E’ la certezza di essere amato, un’esperienza più forte di qualsiasi penuria, di qualsiasi situazione incresciosa. L’unica sua risorsa sarà l’amore per il Padre e per i fratelli.
Un uomo ha paura dei rischi che costellano il suo percorso. Le incertezze della vita, la malattia, il rifiuto, la sofferenza ingiusta. Siamo sicuri che Dio mantenga le sue promesse, che ci scampi dai pericoli, che prenda a cuore la nostra incolumità?
Se tu sei il Figlio di Dio hai diritto a essere garantito, sottratto ai rischi, perché la tua missione risulti un successo e non un fallimento. Ma sei veramente certo che il Padre non ti abbandonerà quando sarai consegnato alle mani degli uomini?
Gesù non può nascondersi i rischi a cui va incontro, ma una cosa è sicura: nulla può incrinare la fiducia totale riposta nel Padre. Neanche la solitudine più terribile, l’angoscia più profonda potranno indurlo a dubitare di quell’amore che è, da solo, la sua protezione. La logica “diabolica” suggerita a Gesù è quella di sconfiggere e umiliare i nemici, di risolvere velocemente i problemi.
A comandare è l’esercizio della forza. Ma non è questo che Gesù vuole essere: adotterà lo stile del servo, che non si impone, che non cerca il vantaggio proprio, ma degli altri, che non si assicura l’incolumità e il successo.
Sarà il servo: colui che non accampa diritti, anche se è il Figlio di Dio, colui che passa anche attraverso le sofferenze più atroci e ingiuste, pur di strappare l’umanità al potere del male.
Le tentazioni che Gesù affronta nel deserto continueranno a emergere durante tutto il suo ministero e raggiungeranno il culmine sul Calvario. Proprio lì, ormai vicino alla morte, lui, il Figlio divenuto uomo per amore, si affiderà al Padre con tutte le sue forze, con tutte le fibre del suo essere.
(Roberto Laurita)
Orario SS. Messe:
Il sabato, dalle ore 10 alle ore 12, Adorazione Eucaristica
In questo orario i preti sono a disposizione per celebrare il
Sacramento della Riconciliazione.
Per celebrare il sacramento della Confessione è possibile anche contattare i preti:
Don Paolo 347 3002895 – Don Francesco 347 8804368