Orizzonti nuovi

 

Ascensione – Giotto, Cappella degli Scrovegni

Veniva portato su, in cielo (Lc 24,51)

 

Quella di oggi non è una festa come le altre. Non è casuale, infatti, che nell’opera di Luca essa faccia da cerniera tra il Vangelo e gli Atti degli Apostoli. In effetti costituisce un “compimento” e, nello stesso tempo, un inizio.
È come se gli orizzonti si aprissero e noi, assieme agli apostoli, potessimo entrare in una esperienza nuova, originata da una nuova consapevolezza. Gesù, la Chiesa, il destino dell’umanità e la prospettiva che segna la sua storia appaiono improvvisamente in una luce nuova e tutto questo è la fonte di una gioia sconosciuta che nasce dalla certezza di trovarsi dentro un piano di salvezza e di amore.

Riguardo a Gesù: con l’Ascensione egli non si allontana dai suoi, anzi. Ora la sua presenza, non più fisica, può raggiungere ogni uomo e ogni donna di ogni tempo e di ogni luogo. E’ diversa, certo, ma nello stesso tempo è profonda e universale. La sua vicenda non rimane circoscritta in un momento della storia e al piccolo lembo di terra della Palestina. La sua umanità entra in modo irreversibile nella gloria di Dio: per esercitare la sua signoria, il Crocifisso risorto assume un ruolo unico, motivato dalla offerta che ha fatto di se stesso sulla croce.
Con l’Ascensione, dunque, ogni cosa assume il suo senso: i trent’anni della sua vita nascosta a Nazaret, i tre anni del ministero fecondo di parole e di gesti di bontà, l’evento drammatico della sua passione e morte, il fatto inaspettato della sua Risurrezione.
È come se le mille tessere della sua esistenza terrena si ricomponessero in un mosaico splendido, in cui ognuna di esse brilla di una luce nuova grazie al compimento di questo percorso di grazia.

Riguardo alla chiesa: essa non è chiamata a vivere ripiegata su se stessa, nella memoria di ciò che è accaduto nel passato. Gli apostoli sono inviati in missione: lo Spirito gli accompagnerà. Attraverso la Spirito la comunità rimane in comunione profonda con il suo Signore e ne sperimenta il potere, la forza.

Riguardo all’uomo e al suo destino: il Cristo che entra nella gloria di Dio mostra qual è il traguardo della nostra esistenza. Non una sfioritura inevitabile col venire meno delle forze, ma una pienezza che ci attende con lui, nell’eternità.
Pensare l’uomo e la storia in grande, secondo il cuore di Dio, significa diventare fin d’ora cittadini del cielo.

 


Orario SS. Messe:

  • Giorni feriali ore 18.30
  • Sabato e vigilia delle feste ore 19
  • Festivo ore 8.30, 10.30, 12 – Ore 18 in Auditorium

Il sabato, dalle ore 10 alle ore 12, Adorazione Eucaristica

In questo orario i preti sono a disposizione per celebrare il
Sacramento della Riconciliazione.
Per celebrare il sacramento della Confessione è possibile anche contattare i preti:
Don Paolo 347 3002895 – Don Francesco  347 8804368


 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *