Perché andare a messa?

(Lc 24, 13-35)

Ormai lo sanno tutti: la forbice che esiste tra quanti sono battezzati e quanti partecipano alla Messa domenicale è destinata ad allargarsi sempre più.
Lo si vede fin dai percorsi di iniziazione ai sacramenti. Se i genitori si sottopongono (più o meno volentieri) al pedaggio dell’ora di catechismo, la presenza all’Eucarestia della domenica appare loro come un sacrificio eccessivo e inutile.

Come considerare questa allergia alla messa della domenica? Ci troviamo davanti a un sintomo o a una malattia? Il racconto di Emmaus costituisce una buona guida per guardare in faccia la realtà.

“È un abitudine, dicono, e aspettano di sentirne l’esigenza”.
È l’atteggiamento di chi si illude che le cose belle siano solo quelle spontanee. Bisogna riconoscere che gioca, a questo proposito, anche una certa pigrizia o l’influenza degli altri e, certo, si tratta di una scelta anche un po’ costosa. Oggi, per di più, è decisamente controcorrente.
“Non è sufficiente pregare nel segreto del cuore?”. “Le messe (poi) sembrano tutte uguali” e hanno un aspetto “insignificante” e “incolore”. È l’esperienza comprensibile di chi non sa mettersi in ascolto e preferisce qualche furtivo gesto rituale.

Ma allora perché andare a messa? Oggi più che mai vale la pena ricordare che la fede cristiana non si esaurisce in un rapporto privato tra la persona e Dio.
E’ invece un invito a unirci nell’amore con tutti i fratelli e le sorelle, per far crescere il popolo di Dio, la Chiesa. Del resto, è Gesù stesso a volere che i suoi discepoli formino una comunità visibile, riunita nel suo nome.
La messa della domenica non è l’unico impegno di fede e di amore dei cristiani; resta però l’appuntamento necessario per far crescere la fede e costruire la comunità.

Il racconto di Emmaus continua a provocarci, soprattutto in questi tempi di individualismo, in cui ognuno cerca un cristianesimo à la carte. Ci mette davanti a un Gesù che decide lui i tempi e i modi in cui intervenire. Guarda caso, è la sera della domenica quando si accosta ai due che tornano a Emmaus.
Ci mostra quanto sia importante per la nostra fede che Gesù ci spieghi le Scritture per ridestare e rendere ardenti i nostri cuori. Ci segnala che l’hanno riconosciuto veramente quando ha spezzato il pane, un gesto a cui ha affidato il dono della sua presenza. E, infine, ci fa capire come i due, che si erano allontanati, tornano a Gerusalemme per ricevere e offrire una testimonianza importante.

(Roberto Laurita)


Orario SS. Messe:

  • Giorni feriali ore 18.30
  • Sabato e vigilia delle feste ore 19
  • Festivo ore 8.30, 10.30, 12 – Ore 18 in Auditorium

Il sabato, dalle ore 10 alle ore 12, Adorazione Eucaristica

In questo orario i preti sono a disposizione per celebrare il
Sacramento della Riconciliazione.
Per celebrare il sacramento della Confessione è possibile anche contattare i preti:
Don Paolo 347 3002895 – Don Francesco  347 8804368

 

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