Una relazione unica

Ravenna, Mausoleo di Galla Placidia, Buon pastore (mosaico prima metà del V secolo)
(Gv 10,1-10)
Entrare in contatto con una persona, avviare e sostenere una relazione non è facile, né spontaneo. Anzi, in certi casi, si rivela addirittura faticoso. Perché? Perché significa offrire il proprio tempo: la relazione implica durata. Ci vuole tempo per ascoltare, per parlare, per cogliere i sentimenti, per decifrare le attese e rispondervi. E la fretta è nemica di tutto questo. La relazione, inoltre, esige pazienza: l’altro domanda di essere accolto così com’è, nei diversi aspetti della sua personalità.
Il Vangelo di oggi ci offre, attraverso una similitudine, il rapporto di Gesù con noi, con ognuno di noi. E appare chiaramente proprio dai verbi presenti in questo testo.
Chiamare: è una comunicazione diretta quella che si istaura tra Gesù ed ognuno di noi, una comunicazione personale perchè ciascuno si sente identificato col suo nome.
Condurre e camminare davanti: è Gesù a prendere l’iniziativa, lo dice chiaramente la posizione e l’atteggiamento che assume. Egli provoca un dinamismo che smuove e porta fuori dal recinto.
Seguire e conoscere la sua voce: la risposta delle pecore. Il primo verbo evoca il loro movimento dietro al pastore, il secondo designa la ragione per cui si mettono dietro di lui.
Essere discepoli significa, in fondo fare l’esperienza evocata da questi verbi, entrare in una relazione impostata sulla fiducia, sulla reciproca conoscenza, sulla docilità.
Gesù in effetti dimostra di essere capace di entrare in relazione con le persone più diverse. Lo fa con i malati che recano il peso della sofferenza; lo fa con i pubblicani e in genere con i peccatori; lo fa con le persone dotte come Nicodemo; lo fa con gli stranieri come la samaritana; non esita a esporsi in prima persona, come quando gli chiedono di giudicare un’adultera; anche sulla croce non esita a rispondere all’invocazione rivoltagli “dal buon ladrone”, offrendogli una possibilità inaspettata: “oggi stesso sarai con me in paradiso”.
Ecco chi è Gesù: qualcuno che ha uno sguardo limpido perché ha un cuore buono e per questo è pronto a offrire a tutti il suo amore.
(Roberto Laurita)
Orario SS. Messe:
- Giorni feriali ore 18.30
- Sabato e vigilia delle feste ore 19
- Festivo ore 8.30, 10.30, 12 – Ore 18 in Auditorium
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Il sabato, dalle ore 10 alle ore 12, Adorazione Eucaristica
In questo orario i preti sono a disposizione per celebrare il
Sacramento della Riconciliazione.
Per celebrare il sacramento della Confessione è possibile anche contattare i preti:
Don Paolo 347 3002895 – Don Francesco 347 8804368

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