In evidenza: 14 Settembre 2026
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Progetto Formativo per i giovani

Non è catechismo, non è un corso scolastico. È un percorso di formazione che affronta temi concreti e spesso trascurati: come gestire il proprio tempo, come non farsi schiacciare dall’ansia da prestazione, come trovare soluzioni quando le cose si complicano, come andare verso gli altri anche quando non è facile.
Competenze che servono nella vita — a scuola, all’università, nel lavoro, nelle relazioni. Cose che nessuno insegna sistematicamente, ma che tutti, prima o poi, si trovano a dover imparare da soli, spesso dovendo prima liberarsi da alcune zavorre che rallentano.
F.I.G.O. è l’occasione per farlo insieme, in un contesto protetto e stimolante, guidati da professionisti.
Come comunità crediamo che la nostra responsabilità verso i ragazzi non si fermi alla crescita spirituale. Vogliamo prenderci cura anche della loro crescita umana — perché un ragazzo cresce intero, non a pezzi.
Al termine del percorso i ragazzi riceveranno un attestato di partecipazione, spendibile anche in ambito scolastico.
La partecipazione è completamente gratuita. La Parrocchia ha investito risorse proprie e lavorato per ottenere finanziamenti esterni — perché crediamo che questa opportunità debba essere accessibile a tutti, senza eccezioni.
Una rosa dei venti serve solo a chi sa dove vuole andare.
Per andare lontano, bisogna prima imparare a camminare leggeri.
Il percorso è guidato da AGO Formazione, una rete di formatori professionisti fondata da Gigi Cotichella — formatore, autore, attore e teologo — che da anni lavora con giovani, oratori, scuole e aziende in tutta Italia.
Per AGO la formazione poggia su tre dimensioni che sono le stesse della vita: Rito, Teatro, Gioco.
Il rito è ciò che dà ritmo e senso al tempo condiviso — il ripetersi degli incontri che diventa cammino.
Il teatro è lo strumento per allenarsi a stare in scena: leggere le persone, reagire all’imprevisto, trovare la propria voce.
Il gioco è ciò che permette di entrare nell’esperienza senza accorgersene, abbassando le difese — perché si impara davvero solo quando ci si mette in gioco per intero.
“Learning by playing. Playing for communities.”
Gruppo “Vi ho chiamato amici“

Chi fa parte del gruppo, è spinto all’azione dall’amore, condivide con spirito di fraternità il cammino di tutti coloro che vivono l’esperienza della solitudine e della sofferenza, dona sempre agli altri la parte migliore di sé, costruendo rapporti basati sulla reciproca fiducia e il rispetto, assumendo un atteggiamento positivo, empatico e propositivo.
Il gruppo è parte integrante della Parrocchia, ma si interfaccia e interagisce anche con le diverse realtà pubbliche e private presenti sul territorio, mettendo in comune idee, risorse, servizi, competenze e sviluppando i valori della solidarietà, della cooperazione e dell’interdipendenza.
Il gruppo svolge le seguenti attività:
- “Accogli un amico”
Il servizio consiste nel contattare quotidianamente una persona sola, che ne abbia fatto richiesta, per assicurarsi che stia bene e, in caso contrario, intervenire personalmente, laddove possibile, anche chiamando i soccorsi se necessario o allertando altri volontari, tramite l’equipe di coordinamento del gruppo. - “Amici in rete”
Soprattutto le persone sole, si trovano qualche volta a dover fronteggiare situazioni impegnative come fare la spesa in un momento di malattia, necessità di un supporto per l’utilizzo di mezzi tecnologici, l’acquisto di un auto nuova, una visita medica, ecc.. Un semplice gesto di accompagnamento, in questi casi, renderebbe tutto più leggero, ma spesso parenti e amici, assorbiti da impegni lavorativi e familiari, non possono essere presenti e soprattutto, si può far fatica a chiedere aiuto per paura di essere di peso. Da qui la possibilità di contare sulla presenza dei volontari che mettono a disposizione il proprio tempo o le proprie competenze. - Gruppi di auto-mutuo aiuto
Incontri per persone che si trovano ad affrontare condizioni di vita simili e difficoltà comuni (persone senza fissa dimora, persone vedove, persone con figli con disabilità ecc.), dove trovarsi alla pari, condividendo esperienze, informazioni, strategie e soluzioni, in uno spazio in cui ci si senta liberi di esprimere sentimenti ed emozioni, sentendosi accolti e compresi, donando e ricevendo sostegno reciproco. - Supporto alle “Coabitazioni”
Un ridotto grado di autonomia, la perdita o i costi troppo alti di gestione di un alloggio, conflitti familiari, povertà economica, concorrono ad allontanare chi è anziano dalla propria casa. L’istituzionalizzazione sembra a volte l’unica soluzione possibile, ma nella maggior parte dei casi, questa sistemazione non rispetta la profonda volontà delle persone, che soffrono il distacco dal proprio ambiente familiare, dagli oggetti e dai ricordi dalla propria casa. In questa prospettiva, possono essere attuate soluzioni alternative, quali: convivenze in case condivise, condomini protetti, case famiglia. Gli anziani, unendo le proprie risorse, talora più che modeste, riescono ad evitare un ricovero in istituto e a garantirsi la necessaria assistenza, continuando a vivere come desiderano, perché sono condivise le spese fisse e i servizi di assistenza alla persona.
Valorizzando e integrando i servizi istituzionali quali ad es. l’assistenza domiciliare, i centri diurni e le risorse informali del territorio (vicini, familiari, volontari, ecc.). Consentendogli di vivere in una rete di relazioni che aiuta nella vita di tutti i giorni. - Attività volte a pubblicizzare i servizi e a sensibilizzare e reclutare futuri volontari
Organizzando incontri nelle parrocchie e nelle scuole, affiggendo locandine, pubblicando post sui social network, gestendo un sito internet ecc.. - Organizzazione di incontri conoscitivi e ricreativi
Per consentire l’interazione tra le persone coinvolte, favorendo la nascita e il consolidamento di rapporti di fiducia e amicizia, di cui tener conto in fase di pianificazione delle varie attività.
I partecipanti possono essere:
- Attivi: impegnati come volontari nell’erogazione dei servizi
- Esclusivamente beneficiari dei servizi
- Sia attivi che fruitori
Per partecipare o avere informazioni, chiamare o inviare un messaggio WhatsApp al numero indicato sul volantino.




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