Attività della Settimana 6 Novembre – 12 Novembre 2022
/0 Commenti/in Attività della settimana /da wp_10647795- DOMENICA 6 NOVEMBRE
Orario SS. Messe:
– In Chiesa alle ore 8.30-10.30 e 12
– Al Centro Parrocchiale alle ore 17
– Al Centro Parrocchiale, partecipazione alla S. Messa delle ore 17 del Gruppo Famiglie, seguita da un incontro di riflessione e da cena porta e condividi - LUNEDÌ 7, MARTEDÌ 8 e MERCOLEDÌ 9 NOVEMBRE
– Alle ore 21, gruppi di riflessione biblica nelle case. - LUNEDÌ 7 NOVEMBRE
– Alle ore 21, all’Oratorio, incontro dei giovani sulle “10 parole” - MARTEDÌ 8 NOVEMBRE
– Alle ore 21, in Auditorium, riunione dei genitori del gruppo di 2a Media - GIOVEDÌ 10 NOVEMBRE
– Alle ore 17, in Auditorium, incontro culturale proposto dall’Associazione “La Finestra” aperto a tutta la Comunità con Olivo Ghilarducci che presenta: “Questo amore così vero” – “Natalia”
– Alle ore 21 in auditorium, preghiera zonale per la giornata dei poveri presieduta dal Vescovo. - SABATO 12 NOVEMBRE
– Dalle ore 10 alle 12, in Chiesa, Adorazione Eucaristica. In questo tempo i preti sono a disposizione per le Confessioni.
– Alle ore 15, all’Oratorio, incontri di catechismo per i gruppi di 4a e 5a Elementare, 1a e 3a Media.
– Alle ore 16.30, all’Oratorio, incontri di catechismo per i gruppi di 3a Elementare e 2a Media.
– Alle ore 19, in Chiesa, S. Messa festiva.
- DOMENICA 13 NOVEMBRE
Orario SS. Messe:
– In Chiesa alle ore 8.30-10.30 e 12
– Al Centro Parrocchiale alle ore 17
Si seppe che Gesù era in casa… (Mc 2,1)
INCONTRI DI RIFLESSIONE NELLE FAMIGLIE
LUOGHI E ORARI:
Lunedì 7 novembre
– Alle ore 21 presso la chiesa del Palazzaccio e presso la casa di Lida Sebastiani in Via di Boboli n° 139.
Martedì 8 novembre
– Alle ore 21 presso la casa di Enrica e Angelo Benvenuti in Via del Chiasso n° 327.
Mercoledì 9 novembre
– Alle ore 21, presso l’Oratorio.
– Alle ore 21 presso la casa di Marco Feliciano, via Guami 52.
– Alle ore 21 presso Angela Donatiello, Via De Gasperi 279, scala E (Case Gescal).
PREPARAZIONE AL MATRIMONIO
Giovedì 24 novembre, alle ore 21, in Auditorium, 1° incontro del percorso per le coppie in preparazione al Sacramento del Matrimonio.
Essere artigiani di pace
/0 Commenti/in In evidenza /da wp_10647795Proponiamo questa lettera di Mons. Filippo Santoro, Arcivescovo di Taranto, pubblicata il 6 aprile 2022 sul quotidiano Avvenire:
L’affidamento a Maria, il magistero del Papa, il nostro compito
Caro direttore, la guerra in Ucraina crea confusione anche in molti cattolici, divisi tra la difesa della giustizia – l’evidente considerazione che c’è un aggressore e un aggredito – e l’anelito alla pace, confine indispensabile per il fiorire della vita. La divisione nasce solo quando non sono chiari i fondamenti razionali, che si trovano invece realizzati compiutamente nelle parole e nei gesti del Papa, a cominciare dalla straordinaria consacrazione dei popoli russo e ucraino al Cuore Immacolato della Madonna.
Innanzi tutto, occorre ricordarsi che la guerra non è mai un bene e che nasce dall’aspetto oscuro del cuore dell’uomo, che la tradizione biblica fa risalire al peccato originale. La guerra con il suo carico di morti e orrori, che accomunano sempre aggressore e aggredito, è estranea alla natura dell’uomo che è fatta per la pace, per la crescita, per l’affermazione dell’altro. Don Giussani ricordava che l’estraneità che si è introdotta, rappresentata dal serpente nel racconto biblico, distorce i desideri dell’uomo che non riescono a rimanere nella giustizia neanche quando nascono come reazione a un’ingiustizia subita. «Non è difficile essere come loro», cantava il cantautore Claudio Chieffo, applicando il medesimo insegnamento agli orrori del nazismo nella sua canzone ‘La nuova Auschwitz’.
Per questa debolezza originaria l’urlo di pace, quel «Fermatevi!» pronunciato da papa Francesco in piazza S. Pietro, non è un richiamo per anime belle, ma una considerazione realistica sulla condizione umana. La medesima considerazione sta alla base del richiamo del Papa sull’aumento delle spese militari generato da questa crisi. Francesco osserva che l’accrescersi mondiale degli strumenti di morte non può che favorire il potenziale distruttivo che l’uomo ha sempre dentro di sé per quella ferita originaria.
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6 Novembre 2022 – Un’alleanza per sempre
/0 Commenti/in Riflessioni /da wp_10647795Tutti vivono per lui ( Luca 20,38)
Quei sadducei che si recano da Gesù con l’intento di mettere in ridicolo la fede nella risurrezione probabilmente pensano di avere buon gioco: la storiella che racconteranno, architettata in modo ingegnoso, distruggerà qualsiasi possibilità di parlare di vita eterna. Chi la pensa diversamente verrà sepolto da una risata.
L’arma che hanno scelto accuratamente, si rivela, invece, un terribile boomerang. Sì, perché attraverso di essa proprio loro vengono allo scoperto e rivelano il loro modo di concepire il rapporto con Dio. A loro avviso la relazione di Dio con gli uomini ha i connotati del provvisorio, dell’effimero: dura solo quanto dura la vita di un uomo, poi tutto è finito.
L’Eterno non darebbe alcuna consistenza al suo amore: esso svanirebbe come neve al sole, dal momento che il suo oggetto, l’uomo, è creatura fragile, destinata a scomparire.
Da questa visione emergono una “filosofia di vita” e un “comportamento” che Gesù non può accettare.
Non è questo il Dio che si è rivelato ai patriarchi, non è questo il Padre che egli ha rivelato agli uomini e che lo ha mandato a manifestare un progetto di salvezza, generato da un amore smisurato e senza confini di tempo.
Dio non è il Dio dei morti, ma dei vivi. L’alleanza che Egli offre non è una passeggiata, destinata presto a terminare. La sua offerta di vita non si esaurisce col volgere delle stagioni.
E’ un Dio che ama la vita: per questo l’ha creata e continua a chiamare all’esistenza.
E’ un Dio che si impegna per la vita, ma per una vita piena ed eterna, e al di là di qualsiasi nostra immaginazione.
E’ un Dio che, per salvaguardare la vita, per liberarla da tutto ciò che la intristisce e la imprigiona, è disposto a pagare un prezzo alto: il suo Figlio è morto per noi sulla croce.
Non il Dio a cui pagare qualche tributo, ma il Dio che entra nella storia dell’umanità per trasformarla e trasfigurarla.